Bombardier – Le ferie estive incombono

Vado Ligure – Giovedì 16 luglio i lavoratori della Bombardier Transportation Italy di Vado Ligure hanno proclamato uno sciopero con manifestazione per denunciare lo stato di incertezza derivante dalla possibile cessione dalla multinazionale canadese al colosso ferroviario francese Alstom dello stabilimento vadese. Della questione  della cessione  si è già trattato in un precedente articolo (LEGGI).

La principale fonte di preoccupazione per i lavoratori di Bombardier è dovuta al fatto che, per superare un possibile veto dell’antri trust europeo, Alstom voglia cedere le partecipazioni nell’alta velocità detenute da Bombardier.

Come più volte abbiamo scritto, Bombardier partecipa alla costruzione del treno ad alta velocità Frecciarossa 1000, utilizzato da Trenitalia, in consorzio con Hitachi Rail Italy. Attualmente, sui binari in adiacenza allo stabilimento di Vado Ligure sono presenti due Frecciarossa 1000 per effettuarvi delle lavorazioni.

Lo stabilimento Bombardier di Vado Ligure dal 2016 ha vissuto una “crisi” di carichi di lavoro, ma non di utili, che ha portato, ad una mobilità per 104 lavoratori, culminata, nel giugno 2019, con la poco spiegabile cessione dell’ingegneria, peraltro contestuale all’acquisizione di una corposa commessa di 14 treni veloci Frecciarossa 1000. Altra commessa di 23 treni veloci Frecciarossa 1000 per la Spagna è oggetto della recente vincita di una gara da parte di ILSA, la partecipata spagnola di Trenitalia (LEGGI). In tutto 37 treni che a detta dei sindacati porterebbero almeno 24 mesi di lavoro a Vado Ligure, messi però in discussone dalla possibile cessione ad Alstom. Per i lavoratori di Bombardier, oltre il danno sarebbe la beffa, dopo essere riusciti a superare il periodo di difficoltà si vedrebbero sfilare queste corpose commesse.

Come al solito, i tranquilli sindacati savonesi, nell’anno del cinquantenario dello statuto dei lavoratori, demandano ad altri le proprie responsabilità.

Andrea Pasa

Andrea Pasa, segretario generale CGIL di Savona sulle colonne della Stampa dichiara “più di un anno fa Di Maio, allora ministro del Lavoro visitò lo stabilimento di Vado Ligure. Si impegnò ad occuparsene di persona. Da allora però nulla è stato fatto. Basta passerelle, servono impegni concreti per il lavoro e la produttività di Bombardier e del territorio”.

Pasa si dimentica, che benché di Maio si fosse recato alla Bombardier in prossimità delle elezioni europee del maggio 2019, pochi giorni dopo è stata assegnata la commessa dei 14 treni veloci Frecciarossa 1000. Meglio farebbe Pasa a domandarsi cosa ha fatto lui ed il suo sottoposto Andrea Mandraccia, segretario dei metalmeccanici della Fiom-CGIL di Savona, per ricordare a Di Maio ed a chi gli è succeduto gli impegni presi oltre un anno fa.

Tra un commento e l’altro sui più disparati fatti politici di attualità, Andrea Mandraccia, su IVG ,fa risalire la crisi di Bombardier ad otto anni prima, ricordando che “i lavoratori testimoniano che a otto anni dall’inizio della fase di difficoltà del sito e a quattro anni dall’apertura del tavolo di crisi presso il Mise non c’è ancora una risposta rispetto ad una vertenza industriale che riguarda il secondo sito produttivo della provincia, in un territorio dichiarato area di crisi industriale complessa”

Mandraccia

Con onestà intellettuale, da nostro assiduo lettore ed estimatore, Mandraccia ed anche il suo capo Pasa, farebbero bene a rileggersi il nostro articolo del 20 settembre 2017 dal titolo “Si distribuisce bromuro ai lavoratori di Bombardier e dell’indotto” (LEGGI), per rendersi conto che il precipitare della “crisi” dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure è di fatto coincisa con il loro insediamento (chissà se a loro insaputa) ai vertici della CGIL savonese, visto che tra il 2012 ed il 2014 la situazione di carenza di commesse è stata comunque risolta senza esuberi e cessioni.

 

Benveduti

Sulla questione di Bombardier è intervenuto anche Andrea Benveduti (Lega di Salvini), assessore regionale allo sviluppo economico che chiama in causa il governo nazionale “Chiarezza. È quella che dovrebbe rivendicare il governo nelle competenti sedi europee, nel richiedere un piano industriale che tuteli la strategicità dei siti produttivi nazionali di Bombardier e salvaguardi l’attuale occupazione. È preoccupante che a latere di una trattativa che dovrebbe consolidare due realtà di riferimento del settore delle forniture ferroviarie, si stia ipotizzando la vendita di attività come la produzione e il refitting di treni regionali e dell’alta velocità, strategiche per il sito produttivo di Vado Ligure. Inoltre, vorremmo avere rassicurazioni sull’integrazione dello stabilimento ligure, che oggi può contare sulla professionalità di 480 lavoratori, con quello di Savigliano (CN) di Alstom, centro d’eccellenza per i treni ad alta velocità e a soli 100 km di distanza”.

Giuliano

In piena sintonia con Benveduti, ci chiediamo se anche politica, alla manifestazione dei lavoratori di Bombardier è intervenuta Monica Giuliano (PD? Lega? Forza Italia? Toti?), sindaco di Vado Ligure, comune inserito nell’area di crisi industriale complessa del savonese, che ha scaricato le responsabilità dello stato di incertezza sul governo. “Io chiedo ed esigo che il Mise e il Mit ci mettano non solo la faccia ma la testa. A Roma che fanno? Hanno un’idea di dove deve andare questo paese o no?” è la piazzata che la Giuliano ha inscenato di fronte alle telecamere di IVG (VEDI).

Con questo pesante attacco al governo al limite del populismo, la Giuliano, nella migliore tradizione trasformista del nostro paese probabilmente pensa già ad un futuro ruolo nel (centro) destra, più che ai problemi occupazionali del comune che amministra.

A fronte di queste periodiche ed estemporanee prese di posizione di sindacati e politica locale, giusto per distribuire le consuete dosi di sedativi ai lavoratori, ci chiediamo nuovamente se siano state elaborate strategie per non ripetere gli errori del passato anche in considerazione della possibile acquisizione di Bombardier da parte di Alstom. I fondi per investire in nuovi progetti, tra quelli messi a disposizione nell’ambito dell’area di crisi industriale complessa del savonese e quelli che verranno assegnati per fronteggiare la crisi economica dovuta alla pandemia di coronavirus, non mancherebbero. In provincia di Savona ed in particolare a Vado Ligure, per mancanza di progettualità o per motivi d’altri tempi, i fondi vengono erogati per finanziare più che altro ammortizzatori sociali. Altri, invece, hanno preferito investire sul futuro (LEGGI).

Se cinquanta anni fa i lavoratori, guidati da sindacati all’altezza delle circostanze, con dure lotte riuscirono a far emergere le contraddizioni delle classi dirigenti (cialtrone) del nostro paese, ottenendo lo statuto dei lavoratori, oggi i lavoratori ed i sindacati che li dovrebbero organizzare e rappresentare non sembrano più in grado di incidere sulle situazioni che mettono in discussione reddito, tenuta occupazionale e diritti.

Più che lunghi e poco comprensibili comunicati stampa o interviste ai mezzi di informazione locale o passerelle elettorali con politici in cerca di voti e consenso in prossimità delle elezioni, forse sarebbe il caso di ripassare o meglio studiare un po’ di storia, ma ormai le ferie, gli svaghi estivi e la stagione balneare incombono.

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