Vado Ligure – Qualche spiraglio per Bombardier?

Ci si chiede se gli incontri, tenutisi venerdì 17 maggio 2019 nelle sedi di Piaggio Aerospace e Bombardier Transportation dal vicepremier, Ministro dello sviluppo economico e del lavoro Luigi di Maio (5 Stelle), con il relativo impegno a mediare per una soluzione alle crisi delle due principali aziende metalmeccaniche della provincia di Savona, area di crisi complessa, inizino a dare qualche risultato.

Secondo quanto riportato dalla rivista on line specializzata nel settore ferroviario Ferrovie.it, dopo la presentazione del piano industriale 2019 – 2023 delle Ferrovie dello stato Italiane, lo scorso 10 maggio, “è stato ufficializzato l’acquisto di ulteriori 14 Frecciarossa 1000 che si aggiungeranno ai 50 già in esercizio da giugno 2015” (LEGGI). I treni potrebbero trovare impiego sulle tratte internazionali di cui è stata annunciata recentemente l’apertura. Secondo i sindacati i 14 Frecciarossa 1000 porterebbero due anni di lavoro per Bombardier, che con Hitachi Rail (capocommessa) partecipa al consorzio che realizza il Frecciarossa 1000.

Al momento a riportare la notizia che sarebbe stato ufficializzato l’acquisto dei treni, sarebbe solo questo sito specialistico, ma se la notizia trovasse ulteriore conferma, questa commessa aggiungerebbe ancora un tassello nel percorso di finalizzazione dei contratti di fornitura verso Bombardier, dopo la presentazione del piano industriale 2019 – 2023 delle Ferrovie dello stato Italiane, che riserva diverse opportunità per Bombardier (LEGGI).

Come più volte fatto notare (LEGGI), le azioni messe in campo dalle organizzazioni sindacali metalmeccaniche savonesi per opporsi al declino dello stabilimento vadese, iniziato dopo una prima procedura di mobilità volontaria per 104 lavoratori, avviata poco tempo dopo l’annuncio della perdita di una corposa gara per dei treni regionali nel 2016, sono state sempre contradditorie e confuse. Dopo la mobilità del 2016, lo scorso 8 aprile viene avviato il processo di cessione dell’ingegneria propedeutica alla produzione. In questi anni vi sono state anche numerose giornate di mobilitazioni con sciopero, molto partecipate dai lavoratori, ma inspiegabilmente prima di finalizzare qualche obiettivo la mobilitazione veniva sciolta, perdendo quindi quanto casomai capitalizzato.

Il fallimento di queste azioni contradditorie e confuse è rilevabile nelle parole di Bruno Martinazzi (rsu Fiom-Cgil), che in occasione dell’incontro de 17 maggio con il vicepremier Luigi Di Maio, tende a scaricare le sue responsabilità su altri, precisando «l’incontro è servito per impostare il rilancio di un’azienda in crisi, che ora deve dimostrare di voler restare sul mercato. In sette anni i lavoratori hanno perso 35 mila euro con gli ammortizzatori sociali, mentre Bombardier ha chiuso i bilanci in attivo per milioni» (Il Secolo XIX 18 maggio 2018). Forse, se Bombardier ha sempre chiuso i bilanci in attivo, l’ indaffarato Martinazzi, si dovrebbe domandare da rappresentante sindacale se quanto fatto ha portato risultati concreti e definitivi, per contrastare il declino dello stabilimento, difendere il reddito dei lavoratori che avrebbe dovuto rappresentare e chiedere con maggiore fermezza politiche di investimenti, dato che si parla di centinaia di milioni di utili o si sono fatte solo parole, servizi televisivi, strette di mano e comunicati stampa fini a se stessi.

Mentre a Savona si dorme e si perde lavoro e reddito, si evidenzia che, il 21 maggio, i lavoratori della Hitachi Rail di Pistoia hanno scioperato per due ore e presidiato la sede Inps della città, per avere risposte circa dei benefici pensionistici per i lavoratori esposti all’amianto che ne avevano fatto richiesta (LEGGI). In mancanza di risposte lo sciopero con corteo verrà ripetuto dopo due giorni, i sindacati metalmeccanici di Pistoia vogliono evidentemente mantenere alta la tensione sulla vertenza dei lavoratori di Hitachi Rail Italy sottoposti all’amianto. E le rappresentanze sindacali metalmeccaniche savonesi che fanno?

Forse con questi benefici si potrebbe mandare in pensione anche qualche lavoratore di Bombardier, avanti con gli anni e liberare qualche posto di lavoro per i giovani, nel caso di rilancio dello stabilimento.

Per le organizzazioni sindacali che li dovrebbero rappresentare, i lavoratori metalmeccanici savonesi possono invece permettersi di perdere lavoro, reddito e benefici pensionistici.

Chi percorre via Tecnomasio potrà notare anche che la locomotiva d’epoca visibile fino a qualche tempo fa nell’aiuola oltre il cancello di entrata dello stabilimento pare non esserci più, ci si domanda il motivo. Sarà forse un altro segnale del disimpegno dal sito vadese della multinazionale canadese?

I lavoratori savonesi possono solo sperare nella provvidenza.

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