Area di crisi complessa – Il sindacalista Pasa si dimentica della Bombardier

Sul Secolo XIX del 24 settembre 2019 viene riportata una situazione socioeconomica della provincia di Savona poco edificante.

Dal punto di vista demografico la provincia di Savona sarebbe la più vecchia d’Europa e per la prima volta quest’anno, complice anche la scarsa natalità, si sarebbero riscontrati diversi posti liberi negli asili nido. Inoltre, il fenomeno della denatalità si sta ripercuotendo anche sul calo degli iscritti alle scuole, tanto che secondo le statistiche elaborate dal comune, in sei anni si, sarebbe perso l’8% degli studenti.

Come già avevamo riportato nel precedente articolo “Area di crisi complessa – Solo mance elettorali?” (LEGGI), questi dati sulla situazione demografica della provincia non sono certo una novità, visto che il Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi industriale complessa di Savona indica un’età media della provincia di 48,5 anni, della Regione Liguria di 48,2 anni, a livello nazionale di 44,4 anni, per i comuni inseriti nell’area di crisi complessa l’età media è addirittura di 49,19 anni (dati ISTAT 2017).

Chiaramente l’elevata età media non aiuta ad avere un tessuto imprenditoriale frizzante visto che è ragionevole che mote imprese, soprattutto se di piccole dimensioni, chiudano anche per raggiunti limiti di età dei titolari, mentre nelle medie e grandi imprese l’elevata età media dei lavoratori non è un fattore che avvantaggia la produttività del lavoro.

L’aspetto economico della crisi della nostra provincia è che ormai da anni le maggiori imprese industriali sono in crisi, mentre l’avvio della procedura dell’area di crisi complessa avvenuta nel settembre 2016 non sembra al momento aver prodotto i risultati sperati, l’unico fatto certo è la distribuzione a pioggia di ammortizzatori sociali.

Il tessuto imprenditoriale risulta inoltre formato da piccole imprese a basso valore aggiunto, con scarse possibilità di investimenti in ricerca e sviluppo oltre ad essere legato alle stagionalità.

L’opportunità che dovrebbe offrire la nuova piattaforma APM Terminals di Vado Ligure, in fase di completamento, rischia nel breve periodo di non dare i benefici occupazionali annunciati vista l’insufficiente dotazione di infrastrutture.

La crisi della principale azienda metalmeccanica della provincia la Piaggio Aerospace secondo i dati forniti dall’Inps ed elaborati dall’Ufficio economico della CGIL avrebbe determinato, nel periodo gennaio agosto 2019, un raddoppio delle ore si cassa integrazione straordinaria (da uno a due milioni di ore) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Andrea Pasa

Il segretario provinciale della CGIL di Savona Andrea Pasa sulle colonne del Secolo XIX commenta i dati sulla cassa integrazione «la cifra è raddoppiata dall’anno scorso esclusivamente per via della crisi di Piaggio Aero e, per fortuna, è un dato che potremmo definire “gonfiato”. Questo perché con il commissariamento dell’azienda di Villanova, era stata richiesta, e concessa, la Cigs a zero ore per mille dipendenti: in realtà a fare la cassa sono stati molto meno, circa 250» Dati comunque ben poco confortanti visto che Pasa era tra i sottoscrittori dell’ accordo di programma del 10 giugno 2014, che avrebbe dovuto portare al rilancio della Piaggio Aerospace. Accordo di programma che visti gli sviluppi dell’ultimo anno che hanno portato al commissariamento dell’azienda ancora stenta a decollare.

Alle imprese in crisi si è poi aggiunta la filiera del carbone Funivie- Italiana Coke a causa di alcuni ritardi nell’erogazione dei fondi ministeriali ed il conseguente rimpallo di responsabilità.

Nell’interesse dei lavoratori che dovrebbero rappresentare e vista la situazione socioeconomica drammatica della nostra provincia, ancora una volta notiamo che i sindacati savonesi tendono a demandare le proprie responsabilità verso altri.

Constatiamo nuovamente che a poche decine di chilometri gli accordi di programma nell’interesse dei lavoratori rappresentati si continuano a fare rispettare anno dopo  anno (LEGGI).

Nella sua intervista al Secolo XIX, Pasa pare inoltre  essersi dimenticato della vertenza della Bombardier di Vado Ligure la storica impresa di progettazione e costruzione di materiale rotabile, la seconda impresa metalmeccanica della provincia dopo Piaggio.

Vertenza che non si può ancora considerare conclusa visto che non è stato ancora convocato il vertice al Ministero dello Sviluppo Economico per discutere degli ultimi sviluppi e tentare di dare una soluzione alle molte contraddizioni che si riscontrano in questa vertenza, alcune delle quali abbiamo più volte evidenziato.

Ma è noto che i metalmeccanici savonesi  non alzano troppo  la voce, forse sono ancora impegnati a tenere  corsi per  sub, da bagnino o di yoga.

Per un miglioramento della situazione socioeconomica della provincia, con queste classi dirigenti, i lavoratori savonesi possono ancora attendere.

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