Vado Ligure – Bombardier, lavoratori gabbati?

Dal comunicato stampa sulla vertenza di Bombardier diffuso dalle segreterie provinciali di FIM-CISL, FIOM-CGIL, UILM  (LEGGI), a fronte del nuovo piano industriale presentato dalle ferrovie italiane, lo scorso 10 maggio 2019, non emergerebbero sostanziali novità sui carichi di lavoro che dovrebbero interessare il sito Bombardier di Vado Ligure.

I sindacati savonesi a tale riguardo sembrerebbero essere sempre in totale confusione, se i giorni precedenti all’approvazione del piano industriale delle ferrovie si è voluto dare un segnale di coesione dei lavoratori circa la loro volontà di mantenere unito il sito in presenza di possibili carichi di lavoro, ora che questi carichi di lavoro sembrerebbero essere più definiti con il varo del piano industriale delle ferrovie, la mobilitazione viene interrotta o sospesa, senza avere note formali di rassicurazione del mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito per i lavoratori né da parte delle istituzioni né da parte di Bombardier.

Se in precedenza il tavolo istituzionale al Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) doveva essere convocato non oltre la fine della terza settimana di maggio (LEGGI), ora il tavolo viene richiesto non oltre la prima settimana di giugno, la coerenza non è certo la virtù dei sindacati savonesi.

Più possibilista appare il Secolo XIX del 14 maggio, dove le rappresentanze sindacali avrebbero annunciato la temporanea sospensione dello sciopero proclamato la scorsa settimana per protestare contro il reparto ingegneria alla francese Segula Technologies, mentre sarebbero in corso trattative riservate  per avviare una collaborazione con un partner a sorpresa (fra le ipotesi HITACHI).Probabilmente le fonti del giornale avranno rilevato che a fronte del varo del piano industriale delle ferrovie, si sono presumibilmente registrati progressi nella vertenza sia sul fronte del congelamento della cessione del ramo dell’ingegneria, sia sul piano della collaborazione industriale.

L’articolo della Stampa del 14 maggio, sembra invece ricalcare il confuso comunicato dei sindacati savonesi, che non registrerebbe sviluppi positivi per quanto riguarda la cessione del ramo d’azienda, mentre risulta essere vagamente possibilista per l’avvio di una collaborazione industriale.

Entrambe i quotidiani concordano sul fatto che a fronte del nuovo piano industriale delle ferrovie, vi sarebbero strati dei contatti tra la Bombardier ed il MISE. Contatti evidentemente informali, in quanto non sarebbero reperibili verbali ufficiali.

L’ultimo verbale, riguardante la vertenza di Bombardier, reperibile sul sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico risalirebbe al 19 aprile 2019 (LEGGI), dove nell’incontro presieduto dal Vice Capo di Gabinetto Ing. Giorgio Sorial (5 Stelle) i sindacati, le istituzioni e le parti politiche presenti erano concordi nel affermare che non si era ancora in presenza di un piano industriale da parte di Bombardier, oltre alle forti perplessità nella cessione del ramo d’azienda dell’ingegneria.

Come i ladri di Pisa, le organizzazioni sindacali hanno denunciato la mancanza di coerenza del Gruppo  Bombardier che non ha portato in Italia i carichi di lavoro relativi alla produzione delle locomotive Traxx DC3.

In conclusione, il Vice Capo di Gabinetto, ing. Giorgio Sorialdopo aver chiarito la strategicità dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure, ha sottolineato che la decisione della cessione del ramo di ingegneria in assenza di un Piano industriale non permette di stabilire quali prospettive produttive e occupazioni sia in grado di garantire Bombardier in Italia. Sarebbe pertanto opportuno congelare l’operazione di cessione del ramo d’azienda fintantoché il Gruppo non presenti il richiamato Piano Industriale contenente il quadro complessivo delle azioni che intende intraprendere per rilanciare l’azienda nel nostro Paese. La riunione sarà riconvocata per successivi aggiornamenti.

Ribadendo il fatto che senza avere note formali di rassicurazione del mantenimento dei livelli occupazionali e di reddito per i lavoratori né da parte delle istituzioni né da parte di Bombardier in presenza del  nuovo piano industriale delle ferrovie, questa vertenza sembra che debba rimanere sempre al punto di partenza, allentando  la tensione da parte dei lavoratori. Qualcuno dovrebbe spiegare questa strategia.

Notiamo che percorrendo in data 14-05-2019 via Tecnomasio sui binari paralleli alla strada sono comparsi nuovamente diversi locomotori, probabilmente vicini alla data di consegna a Mercitalia Rail.

Via Tecnomasio 14-05-2019

Ricordiamo che una dei piani per riportare Bombardier ad un tavolo di trattativa era quellamettere in difficoltà il gruppo rispetto alle scadenze con i clienti, sia rispetto alla consegna dei locomotori che alla consegna del materiale di supporto.

Qualche contraddizione su questo modo ambiguo di condurre le vertenze lo avevamo già evidenziato nell’articolo Bombardier, sindacati in confusione?.

Notiamo ad esempio che altri in mancanza delle risposte dovute la tensione non la allentano.

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