Vado Ligure – Bombardier, siamo sempre al punto di partenza?

Il 16 aprile 2019 si è tenuto a Savona la conferenza della Camera del Lavoro di Savona per ricordare i 118 anni dalla fondazione, alla manifestazione ha preso parte il segretario genarle della CGIL, Maurizio Landini, da pochi mesi alla guida del sindacato di Corso d’Italia.

L’area di crisi complessa del savonese con il ritardo nell’assegnazione dei finanziamenti, oltre alle vertenze di Piaggio Aerospace e Bombardier, sono stati alcuni argomenti trattati nell’agenda della mattinata nell’aula magna della scuola edile di Savona.

Evidenziamo nuovamente che è da diverso tempo, che dal punto di vista dei lavoratori e della tenuta del loro reddito, abbiamo sollevato perplessità sui ritardi nella conduzione delle due maggiori due vertenze savonesi, con un potenziale impatto su 2000 lavoratori, tenuto conto dell’indotto.

«Per Bombardier sarebbe importante che venisse ritirata la procedura di scorporo che prelude al rischio  di uno spezzatino e di un ridimensionamento dello stabilimento. C’è la possibilità, e questo lo deve fare Bombardier, di assegnare al sito di Vado le commesse che erano previste. Il governo, potrebbe  procedere all’assegnazione di commesse, in particolare quelle per l’alta velocità, che permetterebbero di far lavorare lo stabilimento» è quanto affermato da Landini per quanto riguarda la vertenza di Bombardier. Vedremo se i lavoratori e le organizzazioni sindacali savonesi, che li dovrebbero coordinare, sapranno seguire questa strategia.

Landini

Per Bombardier ripercorriamo brevemente l’ultimo anno.

Il 17 luglio 2018, si è tenuto un presidio dei lavoratori di Bombardier al Consiglio Regionale ligure, per far votare un ordine del giorno che impegni la Regione Liguria a richiedere un incontro al Ministero dello sviluppo economico (MISE), incontro poi ottenuto per il 25 luglio. L’incontro si rivelerà interlocutorio e riaggiornato al 26 settembre, data in cui il Gruppo doveva fornire risposte formali. Risposte formali che, a causa della cronica instabilità politica del governo verde-giallo, ha portato al cambio dei vertici delle ferrovie, con conseguente variazione dei piani industriali e probabile cancellazione o ritardi nelle commesse. Per tale ragione, è emersa la preoccupazione che il gruppo Bombardier manterrà il sito di Vado Ligure aperto, solo se ci sarà il mercato italiano a sostenerlo. Seguirà uno sciopero a corrente alternata il giorno 27 settembre.

 

Dopo l’ennesimo vertice infruttuoso a l MISE del 9 novembre, passato circa un mese e mezzo dall’ultimo sciopero, il 12 novembre 2018, si è tenuta una nuova manifestazione per le vie di Savona, conclusasi  con un vertice in prefettura con l‘assicurazione dell’invio di una nota per il Mise in settimana. Non sono mancate le votazioni di vari ordini del giorno e mozioni da parte di comune di Vado Ligure,  Provincia e Regione, in attesa che il giorno 20 novembre si tenesse un consiglio di amministrazione di Trenitalia che avrebbe dovuto sbloccare una commessa di 15 treni ad alta velocità, è quanto dichiarato a SavonaNews da Andrea Mandraccia segretario FIOM CGIL di Savona. (SavonaNews 12 novembre 2018)

Il 18 dicembre, passato oltre un mese dall’ultimo sciopero, si ottiene  un nuovo incontro al MISE, che si conclude ancora in modo interlocutorio senza decisioni di rilievo, dandosi un appuntamento generico a gennaio 2019, con la richiesta dell’azienda Bombardier, alle società Mercitalia e Ferrovie dello Stato di fornire nel più breve tempo possibile delle risposte in merito alle commesse in essere e a quelle future. Evidentemente il consiglio di amministrazione di Trenitalia del precedente 20 novembre non è stato risolutivo (LEGGI).

Seguirà l’ennesimo sciopero il 19 dicembre per le vie di Savona che si concluderà (LEGGI) con l’assicurazione della prefettura di ottenere, da parte del MISE entro la serata del 19 dicembre, una nota con qualche riga di garanzia per mettere in sicurezza lo stabilimento di Vado Ligure di Bombardier. Nota che visto il recente precipitare della vertenza, non è evidentemente mai arrivata, come già evidenziato sull’articolo de Il Secolo XIX del 20 dicembre 2018. Prima di sciogliere una manifestazione bisognerebbe che le rappresentanze sindacali savonesi si assicurassero che le richieste siano state evase, altrimenti si è perso tempo e reddito dei lavoratori inutilmente.

Il vertice di gennaio 2019 non si hanno notizie che si sia mai tenuto e passati oltre tre mesi, si arriva all’ 8 aprile 2019 con l’annuncio dell’avvio della procedura di cessione del ramo d’azienda dell’ingegneria, funzione aziendale propedeutica alla produzione, con il rischio di perdere professionalità qualificate ed essere l’inizio dello smantellamento dello storico stabilimento di materiale rotabile.

Seguirà l’ennesimo sciopero il 9 aprile e le consueta drammatiche note delle organizzazioni sindacali savonesi  (LEGGI).

Successivamente allo sciopero del 9 aprile, con la minaccia di altri due scioperi fissati per il 12 e per il 19 aprile (Venerdì Santo), le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali riescono ad ottenere, per il 19 aprile, l’ennesimo incontro al MISE. Viene pertanto revocato lo sciopero del 19 aprile (LEGGI). Augurimoci per la causa dei lavoratori di Bombardier, che non incorrano nell’ errore ormai sistematico che ha caratterizzato la conduzione della vertenza dal 2016, ossia indire scioperi e poi successivamente  revocarli solo perché si è avuto un qualche annuncio di nota di rassicurazione o invito ad un tavolo di confronto, senza che di fatto nulla si sia concretizzato.

Si evidenzia inoltre che il 17 aprile allo stabilimento Bombardier di Vado Ligure pare si sia tenuta la consueta commemorazione del 25 Aprile alla presenza dell’Anpie delle scuole A. Peterlindi Vado Ligure, sembrerebbe però che alla commemorazione non abbia preso parte nessun esponente dell’amministrazione comunale. Ci si domanda il motivo, visto che a Vado Ligure è stata da poco assegnata la medaglia d’argento al valore militare, a tale riguardo il sindaco Monica Giulianoa SavonaNews aveva manifestato  Una grande soddisfazione,  inoltre l’amministrazione comunale ha da poco rinnovato il pieno supporto alla vertenza di Bombardier.

Visto l’attuale quadro politico già abbastanza confuso e teso, bisogna evidenziare che sarebbe opportuno, che, le due maggiori vertenze industriali della provincia trovino qualche soluzione prima delle elezioni europee ed amministrative di fine maggio. In caso contrario si rischierebbe di utilizzare il tema del lavoro per fini propagandistici e passate le elezioni i problemi rimarrebbero come quasi sempre accade irrisolti.

A ogni modo il giro delle sette chiese  è sempre ricorrente nelle vertenze lavorative savonesi ed intanto i lavoratori, a non risolvere i problemi, perdono reddito.

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