Vado Ligure – Bombardier, sempre al punto di partenza

Dopo l’incontro al Ministero dello sviluppo economico del 6 giugno 2019 è tornata d’attualità la crisi della Bombardier Transportation di Vado Ligure, la storica azienda costruttrice di materiale rotabile.

L’azienda è in crisi di carichi di lavoro (ma non di utili) dal 2016, quando perse una grossa gara per dei treni regionali, gara vinta da Hitachi Rail Italy (la ex Ansaldo Breda) con cui Bombardier avrebbe dovuto avviare una collaborazione, come nel caso della costruzione del Frecciarossa 1000.

La crisi di commesse per Bombardier, dopo la presentazione al Governo italiano, lo scorso 10 maggio, del piano industriale 2019-2023 del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane (LEGGI) è un problema che dovrebbe andare gradualmente verso una soluzione, almeno per il periodo in cui le commesse forniranno carichi di lavoro, viste le opportunità offerte dal piano industriale delle ferrovie.

Bisogna evidenziare che il cliente istituzionale Trenitalia ragionevolmente per venire incontro alle problematiche che la mancanza di commesse può causare ai lavoratori di Bombardier, anche tenuto conto della visita a Vado Ligure del vicepremier Luigi di Maio del 17 maggio, ha già formalizzato l’acquisto dei 14 Frecciarossa 1000 al consorzio tra Hitachi Rail e Bombardier, che secondo stime sindacali porterebbe due anni di lavoro. La commessa del valore di 575milioni di euro (60% Hitachi – 40% Bombardier) sarà realizzata negli stabilimenti italiani delle due società, garantendo un forte indotto dal punto di vista economico e occupazionale per il settore industriale in Italia, è quanto riportato nel comunicato stampa di Trenitalia.

Sono inoltre previsti 100 locomotori destinati al trasporto merci, di cui una prima parte della produzione è già in corso nello stabilimento Bombardier di Vado Ligure oltre a 7 treni per trasporto passeggeri (65,8milioni di €) già assegnati, lo scorso 7 maggio, dalla provincia di Bolzano alla filiale italiana della multinazionale canadese (LEGGI).

In considerazione della buona volontà dei clienti istituzionali a fornire carichi di lavoro a Bombardier per salvaguardare l’occupazione dello stabilimento di Vado Ligure, è un qualcosa di inaudito ed uno sgarbo verso le istituzioni che Bombardier, in occasione dell’incontro al MISE del 6 giugno, non sia stata in grado di presentare un piano industriale oltre a non voler congelare la cessione dell’ingegneria. I sindacati metalmeccanici visto il nulla di fatto hanno nuovamente annunciato delle iniziative di mobilitazione, per quando al momento non è dato saperlo (LEGGI). Iniziative comunque sempre a buoi scappati.

Bisogna inoltre ricordare che i lavoratori di Bombardier oltre alla vertenza occupazionale, sono interessati anche da una vertenza per il riconoscimento dei benefici previdenziali per l’esposizione all’amianto nelle industrie ferroviarie, in cui si sono riscontrati dei pesanti ritardi nell’iter procedurale (LEGGI). Nel caso questi benefici venissero riconosciuti, ciò consentirebbe ai lavoratori più anziani e quindi anche meno produttivi, di maturare gli anni residui mancanti alla pensione, alleggerendo il carico occupazionale dello stabilimento. Sul problema amianto è anche in corso una interrogazione parlamentare (4-01735) promossa dal Sen. Paolo Ripamonti (Lega di Salvini) a cui deve rispondere il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Luigi Di Maio (5 Stelle) o suo delegato.

Tutti problemi che si vanno ad accumulare senza che si voglia provare a trovare una soluzione definitiva, i sindacati metalmeccanici savonesi continuano ad indire scioperi ondivaghi, ma come abbiamo riportato più volte, prima alzano la tensione e poi inspiegabilmente senza che si arrivi ad un principio di accordo, la tensione viene nuovamente rilasciata. Ad oggi nessuno ha saputo spiegare questa strategia (LEGGI).

Evidentemente i sindacati metalmeccanici savonesi non hanno la preparazione per tentare di risolvere questa vertenza nell’interesse dei lavoratori, abituati da anni ad andare a braccetto con politica ed industriali, oltre a voler farsi promotori di politiche del lavoro indipendenti che evitino un impoverimento del tessuto industriale ad alto valore aggiunto della nostra provincia, come è il caso di Bombardier.

L’inadeguatezza della classe sindacale savonese viene evidenziata in un commento di un lavoratore all’ennesimo comunicato stampa fiume della trimurti sulla vertenza Bombardier, comparso lo scorso 7 giugno sul profilo Facebook della CGIL savonese (LEGGI).

Notiamo che i vicini sindacati genovesi pare siano riusciti a risolvere positivamente una vertenza favorendo la riapertura di un azienda fallita e salvando 34 posti di lavoro (LEGGI), chissà se i rappresentanti sindacali genovesi avevano da gestire molteplici attività come i colleghi savonesi che dovrebbero occuparsi della vertenza di Bombardier.

I lavoratori savonesi, soprattutto i metalmeccanici, aspettano da anni qualche buona notizia, ma per ottenere ciò ci vogliono strategie ed azioni di lotta, possibilmente non a corrente alternata.

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