Bombardier – Politica e sindacati confusi per la vendita all’Alstom

Vado Ligure – La notizia delle trattative tra la holding finanziaria canadese Bombardier Inc. per la possibile vendita del comparto ferroviario Bombardier Transportation, alla francese Alstom la avevamo anticipata, tra i primi in Italia, nell’articolo del 24 gennaio 2020 (LEGGI) riprendendo una notizia di Bloomberg.

Chiaramente l’acquisizione da parte di Alstom delle attività ferroviarie europee di Bombardier potrà essere operativa a seguito del benestare della Commissione antitrust dell’Unione Europea.

Riflettevamo anche sul fatto che non è da escludere che politici e sindacalisti locali utilizzino l’attuale condizione di incertezza derivante dalla possibile cessione dello storico stabilimento di produzione di materiale rotabile Bombardier di Vado Ligure come scusa per giustificare la propria inconcludenza ed incompetenza nel favorire o nel trovare una soluzione alla vertenza che interessa il sito produttivo dalla seconda metà del 2016.

Ragionevolmente la strategia che le organizzazioni sindacali metalmeccaniche savonesi dovrebbero percorrere, nell’interesse dei lavoratori che dovrebbero rappresentare, sarebbe quella di chiedere il rispetto degli impegni presi da Bombardier Transportation Italy di fronte al Ministero dello sviluppo economico (MISE) nell’ultimo incontro del 26 novembre 2019, principalmente in relazione agli affidamenti di commesse da parte del gruppo Ferrovie dello Stato Italiane nell’ambito del piano industriale 2019 – 2023, tra cui i 14 Frecciarossa 1000, tenuto conto anche delle lavorazioni già svolte nelle precedenti commesse come i carrelli e la parte ingegneristica (LEGGI). Gli impegni a tutela dei lavoratori dovrebbero essere formalizzati in un accordo di programma, con le istituzioni a farvi da garante, ma i sindacati metalmeccanici savonesi e la politica sembrano prediligere annunci e propaganda di corto respiro e di certo la loro virtù principale non è quella della coerenza o del pretendere che i patti siano rispettati.

Il gioco dello scaricabarile è già cominciato.

Monica Giuliano

Monica Giuliano (area PD?) sindaco di Vado Ligure, tuona sulle colonne del Secolo XIX accusando Bombardier di sgarbo istituzionale. «Bombardier ha usufruito di tutte le agevolazioni sugli ammortizzatori sociali ottenute grazie al riconoscimento di area di crisi complessa portato avanti dalle istituzioni, non può dire “Grazie e arrivederci”. Quando c’era da chiedere e prendere l’azienda era presente, quando c’era da venire qui, comunicare l’intenzione di vendere e dare assicurazioni su produzione e occupazione sono spariti. È stato un grave sgarbo istituzionale. Mi auguro che intervengano, pongano rimedio e soprattutto rassicurino i lavoratori».

Comunque, bisogna ricordare alla Giuliano che nel recente passato di sgarbi nei confronti delle istituzioni e dei lavoratori se ne sono verificati almeno altri due.

Il primo nel 2016, quando a causa della perdita un commessa, Bombardier diede inizio ad una procedura di licenziamento collettivo per un centinaio di lavoratori poi trasformata in una mobilità volontaria, grazie all’intercessione dell’allora Viceministro dello sviluppo economico Teresa Bellanova (ex CGIL – ex PD ora in Italia Viva). Per i due anni successivi, se l’azienda ha preso, è altrettanto certo che la politica ed i sindacati savonesi si sono ben guardati da incalzarla per ricordargli quanto ricevuto, sia in termini di commesse che di ammortizzatori sociali. In ogni modo, sono lontani i tempi in cui a guidare il MISE vi erano politici e funzionari con qualche vaga parvenza di strategia industriale, oggi, con i 5 Stelle, il Ministero dello sviluppo economico si è trasformato nel procacciatore del reddito di cittadinanza.

Il secondo sgarbo, si è avuto nel giugno 2019 quando a fronte delle corpose commesse ricevute dai clienti istituzionali, Bombardier ha proceduto all’esternalizzazione dell’ingegneria ad una società di servizi Segula Technologies Italia con soli 83.340€ di capitale sociale. Anche in questo caso la politica (sia locale che nazionale) ed i sindacati savonesi si sono dimostrati come al solito latitanti e nessuno, ad oggi, pare essersi domandato ed assicurato se le commesse affidate a Bombardier, come i 14 Frecciarossa 1000, potranno essere progettate e testate con gli stessi standard qualitativi e soprattutto di sicurezza precedenti alla cessione dell’ingegneria. Nel gennaio 2020, Bombardier ha richiesto nuovamente la cassa integrazione straordinaria nell’ambito dell’area di crisi complessa del savonese, ma non sembrerebbe essere pervenuto nessun piano di investimenti per il rilancio del sito.

Andrea Benveduti

L’assessore allo sviluppo economico della Regione Liguria Andrea Benveduti (Lega di Salvini) sulla possibile acquisizione della divisione ferroviaria di Bombardier da parte di Alstom rilascia delle dichiarazioni di circostanza lanciando la palla nel campo del Governo. “Chiediamo che il governo vigili attentamente su questa trattativa che, come annunciato, verrà portata a termine nella prima metà del 2021. Ulteriori impoverimenti del tessuto industriale ligure e italiano sarebbero assolutamente inaccettabili”. (IVG 18 Febbraio 2020). Ma è ormai acclarato che chiedere al MISE di ricoprire il ruolo di facilitatore nei tanti tavoli di crisi aperti presso il ministero è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, visto che si aprono solo tavoli di crisi senza che vengano chiusi quelli già in corso.

 

Andrea Mandraccia

Sulla questione interviene anche il segretario della Fiom-CGIL di Savona Andrea Mandraccia dichiarando tra l’altro che «Bombardier decide di concentrare la propria attività sul settore Aerospace, che ha in gran parte generato il suo pesantissimo debito. Da tempo abbiamo sostenuto pubblicamente, anche al tavolo ministeriale, come quella di Bombardier non fosse una condizione finanziaria più sostenibile e come, in una situazione del genere, le attività e l’occupazione, particolarmente in Italia, fossero a rischio.» (IVG 17 Febbraio 2020)

Come Mandraccia asserisce il debito della holding finanziaria Bombardier Inc. deriva, al momento, unicamente dalle scelte compiute nel settore aerospace, mentre il settore ferroviario, distinto da quello aerospace, negli ultimi dieci anni ha generato utili per 4,8miliardi di dollari e possiede un portafoglio ordini di 35,8miliardi di dollari. Solo nel 2019 gli utili sono calati rispetto alla tendenza degli anni precedenti, ma risultando sempre in positivo, 774milioni nel 2018 e 22milioni nel 2019 con una media sul decennio 2010-2019 di 482milioni di dollari all’anno. Inoltre, Bombardier Transportation Italy, la filiale italiana del gruppo, ha una redditività ben superiore alla media globale del settore ferroviario di Bombardier come già abbiamo riportato nell’articolo Ritardo dopo ritardo (VAI) del 28 ottobre 2019. Forse Mandraccia dovrebbe informarsi meglio e con accumunare le mele con le pere altrimenti si rischia di fare solo bassa propaganda per giustificare le proprie inefficienze.

I dati che la nostra redazione economica ha illustrato ed elaborato sono facilmente estraibili dalle relazioni che periodicamente sono inviate agli investitori e reperibili nella sezione “investor relations” dei siti istituzionali di tutte le principali multinazionali.

Bruno Martinazzi

Anche lo storico delegato RSU Bombardier di Vado Ligure, Bruno Martinazzi, appresa della notizia della possibile vendita deve essere rientrato precipitosamente dai corsi per bagnino alla vicina azienda. Martinazzi aveva già assistito ai precedenti passaggi di proprietà dello stabilimento prima Tecnomasio ABB poi negli anni 90 del novecento Ad-Tranz ed infine Bombardier: «In questo stabilimento ci sono professionalità eccezionali. Qui si costruivano davvero i treni. Abbiamo fatto qui le locomotive che viaggiano in tutta Italia. Ma oggi Vado è considerato un mero reparto della produzione tedesca. Le macchine su cui lavoriamo arrivano dalla Germania». (Il Secolo XIX 20 febbraio 2020). Ci domandiamo cosa abbiano fatto Martinazzi ed il suo segretario Mandraccia negli ultimi quattro anni oltre a stringere le mani dei politici invitati a visitare lo stabilimento come già riflettevamo sul precedente articolo Passerella dopo passerella.

Comunque ora sia Mandraccia che Martinazzi sembrano essere stati accontentati sul fatto che Bombardier Transportation si dovesse trovare un partner per supportare le proprie produzioni, ma di questo partner i due sindacalisti non sembrerebbero essere particolarmente soddisfatti.

Visto il provincialismo e la generale incapacità del sindacato nel favorire soluzioni alle crisi aziendali che mettono in pericolo il reddito di migliaia di lavoratori, incapacità che a Savona pare trovare il suo apice, di strette di mani ai politici di passaggio o locali ne vedremo ancora molte.

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