Bombardier – La convocazione al MISE tarda ancora

Traxx DC3

Vado Ligure – Secondo il portale specializzato del settore Ferrovie.it, nonostante il proseguire dello stato di incertezza per il futuro, le consegne delle nuove locomotive E 494 Traxx DC3 prodotte dalla Bombardier nello stabilimento di Vado Ligure, proseguono a ritmo sostenuto (LEGGI). Nella sola giornata del 20 settembre ben quattro locomotive hanno lasciato lo stabilimento ligure.

Le consegne delle locomotive erano state bloccate nell’ambito delle azioni di lotta messe in campo dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali metalmeccaniche savonesi, per denunciare lo stato di incertezza e carenza di commesse in cui versa la storica fabbrica di progettazione e produzione di materiale rotabile di Vado Ligure a partire dal luglio 2016.

Ancora una volta le tranquille organizzazioni sindacali savonesi hanno allentato la tensione senza ottenere impegni ben precisi sia dal gruppo Bombardier sia dalle istituzioni, come già abbiamo evidenziato nell’articolo “Lavoratori gabbati?” (LEGGI). Il motivo di questo allentamento della tensione sarebbe l’impegno generico da parte dell’azienda di trasferire la produzione di dieci locomotive Traxx DC3 dallo stabilimento tedesco di Kassel a partire dalla primavera del 2020. Quali prospettive di carichi di lavoro potranno fornire 10 locomotive?

La vertenza della Bombardier in definitiva non sembra aver registrato progressi sostanziali dopo l’incontro al Ministero dello Sviluppo economico del 6 giugno 2019, ad oggi non sembra essere ancora stato presentato un piano industriale, né un piano di investimenti per lo stabilimento di Vado Ligure nonostante le opportunità offerte dai fondi per l’area di crisi complessa del savonese.

Nell’incontro del 6 giugno, il Vice Capo di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico, Ing. Giorgio Sorial (5 Stelle) aveva tra l’altro chiarito che la soluzione alla vertenza non passa necessariamente attraverso l’ingresso di un nuovo partner che dovrebbe rilevare o affiancare le attività produttive dello stabilimento di Vado Ligure. Bombardier dovrà fare la propria parte anche portando delle commesse dagli stabilimenti europei. La volontà di rimanere in Italia deve essere dimostrata con fatti. In conclusione, l’ing. Sorial ha sottolineato l’importanza di portare delle risposte nel prossimo incontro per rassicurare i lavoratori e per avere una prospettiva sul futuro di Bombardier in Italia. Ha invitato la Società a non assumere alcuna iniziativa fintantoché non saranno fornite le risposte idonee a garantire la ripresa completa dell’attività produttiva ed il mantenimento del livello occupazionale. La riunione doveva essere riconvocata per metà luglio (2019).

Ci domandiamo se le dieci locomotive trasferite dallo stabilimento di Kassel possano essere la contropartita adeguata per controbilanciare le commesse già assegnate dai clienti istituzionali nell’ambito del piano industriale del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane presentato lo scorso maggio, come i 14 Frecciarossa 1000 (valore economico 575 milioni di euro) assegnati al consorzio Bombardier Transportation Italy – Hitachi Rail e le ulteriori locomotive DC3. Ci sono inoltre le opportunità legate alle nuove gare per i treni regionali da 200km/h del valore di quasi 2,7miliardi di €.

Frecciarossa 1000

Vi è inoltre la possibile collaborazione con Hitachi Rail per realizzare i treni regionali, che ad oggi non sembrerebbe essere ancora finalizzata. In quest’ottica il recente annuncio di investimenti per 557,7milioni per il rinnovo del parco rotabile della Regione Liguria entro il 2023 potrebbe essere l’opportunità per avviare la sospirata collaborazione con Hitachi (Il Secolo XIX 2 ottobre 2018).

Oltre alle commesse per Trenitalia c’è anche la commessa già assegnata dalla Provincia autonoma di Bolzano per fornire 7 treni regionali oltre alla possibilità di acquistare altri 25 veicoli supplementari, la manutenzione regolare dei treni e la consegna dei pezzi di ricambio (LEGGI).

A fronte delle commesse già assegnate ed agli investimenti previsti nei prossimi anni dagli operatori pubblici e privati del mercato ferroviario italiano per cercare di adeguare il proprio standard a quello dei paesi europei più avanzati, risulta poco spiegabile che la vertenza di Bombardier non riesca a trovare una soluzione.

Sulla vertenza erano già intervenuti Luigi Di Maio (5 Stelle) oggi Ministro degli esteri che durante il suo tour elettorale per le elezioni europee di primavera aveva visitato lo stabilimento Bombardier di Vado Ligure in veste di Ministro dello sviluppo economico, ma ad oggi la situazione risulta essere ancora in stallo.

Lo scorso 8 luglio era seguita anche la visita di Nicola Zingaretti segretario del PD che a margine dell’incontro dichiarava  “tante eccellenze nel nostro paese sono in sofferenza. Serve un piano industriale e di sviluppo per l’Italia e il PD vuole costruirlo con i lavoratori, gli imprenditori e gli operai”. Per Bombardier ad oggi il piano industriale ancora non si vede.

Nicola Zingaretti

I sindacati metalmeccanici savonesi su questa vertenza continuano a dormire sonni tranquilli, nonostante le molte contraddizioni che continuiamo ad evidenziare.

A distribuire l’ennesima dose di tranquillanti ai lavoratori sulla vertenza di Bombardier era intervenuto, su un servizio del TG3 regionale del 11 settembre (VEDI), il segretario della Fiom CGIL di Savona Andrea Mandraccia, ma ad oggi della convocazione al Ministero dello sviluppo economico e la relativa presentazione del piano industriale non vi è ancora traccia.

Andrea Mandraccia

Altri come i lavoratori in cassa integrazione dell’ILVA di Genova o della Whirlpool di Napoli non ricevendo le risposte dovute hanno manifestato il loro disappunto, ottenendo quindi la convocazione dei rispettivi tavoli ministeriali.

L’assopimento del mondo sindacale savonese è ormai cronico ed in occasione del grave incidente sul lavoro che ha coinvolto un operaio di una ditta esterna che prestava servizio alla Italiana Coke non si avrebbero grandi prese di posizione unitarie dal mondo sindacale (ad eccezione di qualche comunicato stampa di rito) nè iniziative di rilievo per denunciare questo ennesimo infortunio.

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