Si distribuisce bromuro ai lavoratori di Bombardier e dell’indotto

Area di crisi complessa
Si distribuisce bromuro ai lavoratori di Bombardier e dell’indotto
 Il Financial Times, una delle testate più prestigiose di economia e finanza e voce del grande capitalismo internazionale, in un articolo del 25 giugno parla di alcuni scioperi avvenuti nella repubblica slovacca in uno stabilimento della Volkswagen a Bratislava. L’articolo sottolinea che questi sono stati i più importanti scioperi dopo la caduta dell’impero sovietico avvenuta nel 1989. A fronte di una proposta di aumento del 9% da parte di Volkswagen e richieste dei lavoratori del 16%, la vertenza si è chiusa con un accordo di aumento salariale del 14,1%, pari a quasi il 90% di quanto richiesto dai lavoratori. Evidentemente agli slovacchi dopo essersi
liberati, nel 1989 dal capitalismo di stato di stampo sovietico/stalinista, inizia ad andare stretto anche il sistema capitalista liberal democratico….LEGGI

In Italia la notizia non sembrerebbe avere avuto grande eco, essendo solo rintracciabile in un articolo del Manifesto…LEGGI

L’articolo del Financial Times fa inoltre notare come l’incremento della produzione nell’Europa centrale stia determinando notevoli richieste di manodopera, non più soddisfatta da quella locale, pertanto si fa fronte a ciò ricorrendo tra l’altro ai flussi migratori.

Anche l’articolo del Manifesto richiama l’attenzione su questi fenomeni di carenza di manodopera “la forte concentrazione della produzione tra Repubblica Ceca, Slovacchia e una parte della Polonia sta cominciando a segnare problemi di crescita. Le aziende infatti cercano con sempre maggiore difficoltà i lavoratori specializzati e con profili tecnici. Così i salari crescono a un ritmo sostenuto anche senza rivendicazioni così forti come a Bratislava.”

I flussi migratori vengono pertanto sfruttati dal padronato al fine di ottenere degli effetti calmieranti sulla crescita dei salari, con buona pace dei nostri politicanti che si servono di questi fenomeni a fini propagandistici ed elettorali e perciò definiti “imprenditori della paura” dall’ex ministro degli Esteri Emma Bonino.

Il Sole 24 Ore del 30 giugno pone l’attenzione sul fatto che in Italia è “da almeno un anno che la Bce (e non solo) invita, senza nemmeno troppe fumisterie linguistiche, a creare le condizioni per un innalzamento delle buste paga, passo ineludibile per corroborare l’inflazione cui guardano, per dovere d’ufficio, i manovratori della politica monetaria. Un formidabile assist che, tuttavia, il sindacato non sembra aver colto appieno.”…LEGGI

Il pezzo evidenzia che i sindacati italiani sono impegnati su tutti altri fronti rispetto all’obiettivo primario di un sindacato, ossia quello della difesa del reddito, la CISL è interessata “a riprendere il filo della riforma contrattuale abbinato al tema antico della rappresentanza e della partecipazione” , la UIL “guarda soprattutto alla ripartenza dei contratti pubblici e a un revival della riduzione dell’orario di lavoro” magari concedendosi una bella crociera, la CGIL “è impegnata nella campagna «Cerchiamo diritti» e pensa ad altro”.

Camusso (GGIL) – Furlan (CISL) – Barbagallo (UIL)

Un quadro veramente edificante che i vertici del capitalismo europeo ed il giornale della Confindustria italiana debbano ricordare, a chi dovrebbe rappresentare i lavoratori, quali siano le prerogative da perseguire.

In ogni caso una bella contraddizione che una crescita repentina dei salari possa costituire, in prospettiva, un freno per l’economia, come sembrerebbe avvenire in centro/est Europa, o similmente salari troppo bassi possano generare un analogo fenomeno. E’ ugualmente chiaro, che da una reale politica di difesa dei salari deriverebbe di conseguenza anche una maggiore partecipazione dei lavoratori, che si sentirebbero meglio rappresentati, una ripartenza delle contrattazioni ed infine maggiori diritti per tutti.

Di tre sindacati non se ne riesce a fare uno di respiro europeo.

Dopo questa panoramica europea ed italiana, tornando alla nostra provincia sembrerebbe che la ripresa economica, di cui tutti i mezzi di informazione continuano a raccontarci, non si sia ancora pienante manifestata.

La crisi di Bombardier che si protrae dal 2012 con fasi alterne, sta determinando gravi conseguenze anche per l’indotto. Le Carpenterie ferroviarie vadesi a causa di ciò hanno dovuto abbassare le saracinesche lasciando a casa 16 dipendenti….LEGGI

Ripercorrendo un po’ di storia di Bombardier, il periodo di grandi successi durato una decina di anni, coinciso con l’amministrazione di Roberto Tazzioli della filiale italiana di Bombardier, dove si sono ottenute commesse da centinaia di milioni di euro, tra cui il treno veloce Frecciarossa 1000 in collaborazione con Ansaldo Breda (oggi Hitachi Rail), si è concluso tra fine 2012 e metà 2013.

Nell’agosto del 2013 è stato nominato Amministratore Delegato di Bombardier Transportation per l’Italia Luigi Corradi che ha dichiarato ad IVG “Sono onorato di rappresentare Bombardier in Italia, un paese per il quale abbiamo una strategia a lungo termine e nel quale Bombardier ha investito fortemente negli ultimi 10 anni. Questi investimenti hanno riguardato adeguamenti e aggiornamenti produttivi e tecnologici, ma soprattutto l’azienda ha investito sulle risorse umane. E oggi abbiamo italiani a vari livelli di responsabilità all’interno del Gruppo”. Alla luce della situazione odierna, questi annunci sembrerebbero più riferirsi al consuntivo della precedente amministrazione, più che ad un programma per la nuova. In pochi anni si è dilapidato buona parte dei risultati ottenuti nella precedente gestione, la strategia a lungo termine e l’investimento nelle risorse umane, si sono mestamente tradotti nei 106 esuberi dichiarati da Bombardier nel 2016.

Luigi Corradi A.D. Bombardier Italy

Per i lavoratori di Bombardier il primo ricorso alla cassa integrazione ordinaria è iniziato a partire dal settembre 2012, per un periodo di 12 mesi, a causa della mancata aggiudicazione di una commessa per dei treni regionali.

Durante il 2013 i lavoratori di Bombardier, guidati dall’allora segretario provinciale Fiom di Savona Alberto Lazzari, hanno lottato per tutto l’anno per ottenere carichi di lavoro facendo scioperi anche durante il periodo estivo…LEGGI

La lotta ha avuto un certo successo, a settembre 2013 è stato annunciato il trasferimento di produzione, da uno stabilimento estero, di un lotto di carrelli per il treno veloce Frecciarossa 1000 che però avrebbe dato lavoro a partire da fine 2014 inizio 2015….LEGGI

Il segretario Fiom Lazzari considerava giustamente quanto ottenuto ancora non pienamente soddisfacente “E’ un segnale importante, sì, perché siamo riusciti a smuovere una posizione molto rigida del gruppo, ma come carico di lavoro è una miseria. Certo esprimiamo soddisfazione, però siamo molto preoccupati per il risultato quantitativo: è scarso”.

A partire dal settembre 2013 la cassa integrazione ordinaria è stata tramutata in straordinaria per crisi per un’ulteriore anno. Le mobilitazioni dei lavoratori Bombardier sono continuate nei mesi successivi, culminando nel dicembre 2013 in una manifestazione a Genova. Così scriveva Repubblica “a Genova sono arrivati in quasi seicento e hanno marciato dalla stazione Brignole a via D’Annunzio, dove era in corso la seduta del consiglio regionale”.

Manifestazione Bombardier del dicembre 2013 a Genova (Foto Repubblica)

Ad inizio gennaio 2014 è arrivata la notizia dell’assegnazione di una commessa per 29 locomotori E464.

A marzo 2014 il segretario Fiom Lazzari si è congedato dalla guida della categoria dei metalmeccanici savonesi “Dopo 8 anni lascio la categoria dei metalmeccanici: è stata una esperienza molto importante, forse la più significativa di tutto il mio percorso sindacale. Lascio la categoria in un momento molto delicato, con tante situazioni di crisi, ma anche con grandi opportunità; penso al trasferimento di Piaggio o agli auspicati investimenti per Bombardier”.

A partire dal settembre 2014, con il lavoro e le mobilitazioni svolte nei mesi precedenti, i dipendenti di Bombardier sono riusciti a mettersi alle spalle la cassa integrazione durata due anni….LEGGI

Il portafoglio di ordini che ha consentito ai lavoratori di Bombardier di uscire dalla crisi durata dal settembre 2012 al settembre 2014, si andava assottigliando nei due anni seguenti, senza nessuna mobilitazione di rilievo per opporsi alla nuova situazione di crisi che si stava delineando, fino ad arrivare nel settembre 2016 ad una nuova cassa integrazione accompagnata dalla mobilità volontaria per 106 lavoratori. La mobilità si è chiusa a giugno 2017 con 54 fuoriusciti e senza reali prospettive per il futuro.

Come già evidenziato nell’articolo del 9 settembre “Autunno caldo per Piaggio e Bombardier” a succedere ad Alberto Lazzari alla guida dei metalmeccanici savonesi dal marzo 2014 è stato Andrea Pasa, “promosso” già nel luglio 2016 alla segreteria della CGIL provinciale, passando il testimone della guida dei metalmeccanici savonesi ad Andrea Mandraccia. Con la segreteria Pasa/Mandraccia si è dato avvio all’era dei comunicati stampa e del bromuro per i lavoratori savonesi.

Pasa – Mandraccia

Per fare dimenticare i due anni inconcludenti alla guida della Fiom savonese, non è da escludere che Pasa si sia messo temporaneamente da parte per tentare la scalata alla segreteria generale della CGIL provinciale, quando si apriranno i congressi nel 2018.

I sindacati savonesi però sono soddisfatti di avere fatto avere ai lavoratori delle Officine Vadesi le spettanze di legge, e cercano di fare capire che la crisi di una grande azienda come Bombardier, Piaggio o Tirreno Power si trascina dietro anche la galassia di piccole aziende dell’indotto, così commenta all’incirca Lorenzo Ferraro della CGIL savonese.

Cercare di opporsi agli eventi, magari richiedendo la solidarietà dei lavoratori di tutte le aziende della filiera o del comprensorio per ottenere qualcosa di più delle spettanze di legge, avrebbe comportato fatiche insostenibili, meglio utilizzare le forze per organizzare una bella spaghettata alla festa provinciale del proprio sindacato.

La cassa integrazione e gli ammortizzatori sociali a cui sono sottoposti i lavoratori savonesi determinano una riduzione del reddito di conseguenza limitandone la possibilità di spesa, si determina chiaramente una situazione di contrazione per altre attività economiche del territorio.

Gli inviti della BCE per creare le condizioni affinché si possa ottenere un aumento del reddito spendibile sono stati recentemente interpretati dai lavoratori di Volkswagen nella Repubblica Ceca, da quelli di ILVA e Gitiesse di Genova di cui si è già parlato nei precedenti articoli, o prima del marzo 2014, anche da quelli savonesi, con le classiche mobilitazioni per portare in piazza il disagio sociale.

A tale riguardo bisogna ricordare che in questi giorni i lavoratori dell’ILVA di Cornigliano hanno minacciato di scendere in piazza se non fossero arrivate le dovute assicurazioni per il rinnovo dell’integrazione salariale per i dipendenti del sito genovese, le autorità hanno preso sul serio la minaccia ed in poco tempo si è giunti ad una soluzione, almeno per questa parte della vertenza ILVA che riguarda i soli lavoratori genovesi.

Il salone nautico è vicino, non si vorrà correre il rischio di comprometterne la riuscita, se i lavoratori dell’ILVA dovessero scendere in piazza in quei giorni per manifestare a difesa dei propri diritti….LEGGI

Bisogna ricordare che il giorno venerdì 22 settembre sarebbe prevista anche la discussione, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, della vertenza di Bombardier, presumibilmente l’incontro sarà stato spostato nel pomeriggio, o sarà nuovamente aggiornato ad altra data.

Poco importa tanto i lavoratori ed i disoccupati savonesi non si lamentano mai troppo, ci pensano le rappresentanze sindacali savonesi a somministrare le dovute rassicurazioni.

Intanto la CGIL savonese, interpreta le raccomandazioni della BCE per la creazione delle condizioni per un aumento del reddito spendibile nel modo più originale possibile, ovverossia presenziare alla festa dell’Unità per suggerire a ministri e parlamentari amici, verosimilmente le proposte di legge a sostegno della campagna «Cerchiamo diritti».

Foto IVG

Ai lavoratori savonesi i migliori auguri di buste paga ed integrazioni al reddito (per quelli meno fortunati), sempre indicizzate agli andamenti inflazionistici ISTAT, ma sicuramente mai al di sopra, altrimenti l’aumento dei prezzi tornerebbe a galoppare come negli anni 70 ed inizio anni 80 del 900, superando la soglia di riferimento per l’inflazione del 2% stabilita dalla BCE.

 

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