Ex dirigente Bombardier sfiora la nomina ai vertici delle Ferrovie

Luigi Corradi in posa accanto al Frecciarossa 1000 a Vado Ligure

Milano Finanza del 7 dicembre riporta la notizia che Luigi Corradi ha mancato la nomina ad amministratore delegato di Trenitalia (LEGGI). Luigi Corradi per sei anni, fino ad agosto 2019, è stato amministratore delegato di Bombardier Transportation Italy la fabbrica di materiale rotabile con sede a Vado Ligure, oggi in procinto di essere ceduta alla francese Alstom. Dopo aver lasciato Bombardier, Corradi ha assunto l’incarico di direttore generale ed amministratore delegato di Titagarh Firema SpA con sede a Caserta, altra azienda di costruzione di materiale rotabile di proprietà indiana.

Essendo Trenitalia una partecipata del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, che a sua volta è controllato al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, a pesare sulla bocciatura di questa ed altre nomine è possibile siano state anche le tensioni politiche del momento, oltre al fatto che, come riporta l’articolo di MF, l’amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Gianfranco Battisti, è a poche settimane dal termine del suo mandato e, ad alcuni, sono parse inopportune queste designazioni che avrebbero pesantemente condizionato il lavoro del suo successore.

Il frutto della proposta della nomina di Corradi ai vertici di Trenitalia pare rispondere più a logiche politiche di corto respiro, più che riflettere le reali esigenze aziendali. Inoltre, pur essendo Corradi un collaudato conoscitore del mercato ferroviario, la nomina di un dirigente di aziende di costruzione di materiale rotabile al vertice della più importante azienda di fornitura di servizi di trasporto del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, potrebbe configurare qualche conflitto di interesse.

Dal punto di vista dei lavoratori non si possono di certo definire coerenti le strategie e gli annunci di Corradi durante i suoi sei anni al vertice di Bombardier Transportation Italy. Riguardo al Frecciarossa 1000, il treno di punta di Trenitalia per i servizi ad alta velocità, realizzato dal consorzio tra Bombardier ed Hitachi Rail Italy, Corradi, da direttore generale dello stabilimento Bombardier di Vado Ligure, già in occasione dei primi collaudi, asseriva entusiasticamente «questa commessa ha permesso allo stabilimento Bombardier di Vado Ligure di compiere un grande salto tecnologico, trasformandosi in un centro di ingegneria di valore mondiale. Trenitalia per noi è un cliente importantissimo ed è per questa ragione che, nell’universo Bombardier, una multinazionale presente in tutto il mondo, la filiale italiana è particolarmente apprezzata e considerata» (Il Sole 24 ore 3 luglio 2013).

Ancora in occasione dell’avvio della produzione dei carrelli del Frecciarossa 1000 nello stabilimento Bombardier di Vado ligure, Corradi questa volta in veste di amministratore delegato dichiarava «tutta la parte di ingegneria collegata al nuovo treno è concentrata nello stabilimento di Vado Ligure, che impiega 650 persone. Possiamo dire che la testa del futuro Frecciarossa è la testa dei nostri ingegneri di Vado» (Il Sole 24 ore 19 settembre 2013).

Nel giugno del 2019 Corradi procedette alla cessione dell’ingegneria del Frecciarossa 1000 alla francese Segula Technologies, società con soli 83.340€ di capitale sociale e non chiare referenze in campo ferroviario.

I lavoratori di Trenitalia al momento sono salvi, i migliori auguri a quelli di Titagarh Firema.

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