Le dure lotte a distanza dei sindacati savonesi

L’aggravarsi della pandemia ancora in corso man mano che si procede verso la stagione invernale, non aiuta di certo a diminuire lo stato di incertezza in cui si trovano diversi comparti produttivi della provincia di Savona, area di crisi industriale complessa.

La LaerH di Albenga continua a soffrire di riflesso dello stato di crisi in cui si trova da anni la Piaggio Aerospace. L’accordo di programma del 10 giugno 2014 (LEGGI), firmato dai rappresentanti del governo, degli enti locali e dalle organizzazioni sindacali, nelle migliori intenzioni della politica degli annunci, avrebbe dovuto dar corso anche alla nascita del distretto aerospaziale ligure, al fine di favorire l’attrazione di attività che integrino e sviluppino gli insediamenti esistenti, al momento non trova applicazione. Con l’accordo di programma viene inoltre prevista l’esternalizzazione di alcune attività produttive in un sito prossimo allo stabilimento principale di Villanova d’Albenga, con l’insediamento della LaerH.

Nel paese delle meraviglie di Vado Ligure, comune compreso nell’area di crisi industriale complessa del savonese, lo stabilimento della ESSO Italiana (Exxon Mobil) vorrebbe avviare un piano di esuberi a causa della congiuntura negativa del settore petrolchimico a livello mondiale. Crisi che però, al momento, per Exxon Mobil ha determinato solo un calo dei profitti, anche sensibile nell’ultimo anno, ma almeno dal 2015 la compagnia ha continuato a macinare decine di miliardi di utili, senza mai accusare perdite, come rilevabile dalle statistiche di Fortune 500. La Exxon Mobil, nel 2020, è al terzo posto tra le grandi multinazionali degli Stati Uniti ed undicesima a livello globale. Ci auguriamo che i tranquilli sindacati savonesi, come di consuetudine, non si facciano abbindolare da una multinazionale che piange miseria solo a causa di un calo di utili, senza mai probabilmente accusare perdite, da quando, nel 1870, il magnate John Davison Rockefeller fonò la progenitrice Standard Oil.

La Sanac, con una sede a Vado Ligure che produce materiali refrattari per la siderurgia, faceva parte del gruppo ILVA in amministrazione straordinaria. Attualmente l’azienda risente della congiuntura negativa del comparto siderurgico, a causa del fatto che il gruppo Arcelor Mittal, uno dei maggiori gruppi siderurgici a livello globale, che dovrebbe acquisire gli impianti dell’ILVA naviga in acque agitate.

Come più volte si è riportato in numerosi articoli, la Bombardier Transportation sempre con stabilimento a Vado Ligure che produce materiale rotabile dopo un periodo di crisi, a partire dal 2016, è riuscita nel 2019 a risollevarsi con l’acquisizione di alcune commesse di locomotive merci e con le corpose commesse legate ai treni ad alta velocità Frecciarossa 1000, costruiti in consorzio con Hitachi Rail. Attualmente, la preoccupazione maggiore è dovuta al fatto che la francese Alstom è in fase di acquisizione del comparto ferroviario di Bombardier in cui ricadrebbe lo stabilimento vadese. Questa acquisizione ha ottenuto il via libera dall’antitrust europeo a patto che il nuovo gruppo Alstom – Bombardier Transportation ceda la quota di treni ad alta velocità detenuta da Bombardier ossia il Frecciarossa 1000, in parte prodotto a Vado Ligure. Non si ha notizia di nuovi incontri presso il Ministero dello Sviluppo Economico per aggiornare il tavolo di confronto tra le parti, l’ultimo incontro risale al novembre del 2019.

Diversi lavoratori di Bombardier dovrebbero beneficiare di alcuni benefici previdenziali per l’esposizione all’amianto nelle industrie ferroviarie, per cui sono in attesa da diversi anni di una risposta dalle istituzioni, anche in questo caso i sindacati avevano minacciato uno sciopero per il 2 ottobre, poi revocato senza ottenere contropartite, da quanto si può apprendere da alcuni comunicati stampa della Fiom-CGIL. La questione amianto pare venga utilizzata in vicinanza delle elezioni per la nota tecnica della carota ed il bastone, ma ad oggi pare prevalere unicamente il bastone.

I lavoratori savonesi possono comunque confidare nel segretario provinciale della CGIL savonese Andrea Pasa che con un post sul suo profilo di Facebook attacca il Presidente della regione Liguria Giovanni Toti per la troppa propaganda a suon di tweet, per l’infelice frase sugli “anziani non indispensabili” e per lo stato in cui versa la sanità ligure. Anche Pasa comunque non sembra disdegnare i social network, chissà se il suo appoggio ai lavoratori della LaerH, che hanno scioperato lo scorso 28 ottobre è stato in presenza o a distanza?

Anche CISL e UIL sembrano optare per la lotta a distanza o LaD.

Con il blocco del licenziamenti fino alla fine di marzo 2021, i sindacati savonesi potranno continuare a battibeccare a distanza con i vari politicanti amici o meno, di difesa del reddito e rinnovo dei contratti in scadenza se ne riparlerà forse alla fine della seconda ondata pandemica, nella speranza non ne incomba una terza, ma comunque sempre a debita distanza dai lavoratori per non correre il rischio di contagiarsi.

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