Finale Ligure, quando gli alberghi diventano condomini:
un patrimonio turistico che si assottiglia anno dopo anno
Dopo Varazze, Celle Ligure, Noli e Spotorno, la nostra inchiesta approda a Finale Ligure, uno dei comuni simbolo del turismo della Riviera di Ponente. Una località conosciuta in tutta Europa per il mare, l’outdoor, l’arrampicata e la mountain bike, ma che negli ultimi vent’anni ha visto ridursi progressivamente il proprio patrimonio alberghiero.
Il fenomeno è ormai evidente: strutture ricettive storiche che chiudono i battenti e vengono sostituite da appartamenti, spesso di pregio, destinati a seconde case o residenze turistiche.
Secondo le stime riportate negli anni anche dalla stampa locale, già nel 2004 erano numerosi gli alberghi scomparsi e il processo non si è mai arrestato.
L’ex Hotel Plaza: il simbolo della trasformazione
Il caso più emblematico è probabilmente quello dell’Hotel Plaza di Varigotti.
Uno degli alberghi più conosciuti del borgo marinaro è stato demolito e sostituito dal prestigioso complesso residenziale 17024 Varigotti, con dodici appartamenti di lusso affacciati sul mare. L’intervento è stato accompagnato dalla riqualificazione della nuova Piazza del Sole e gli alloggi sono stati quasi tutti venduti in tempi rapidissimi.
Un’operazione immobiliare di grande valore economico che, tuttavia, ha cancellato definitivamente decine di posti letto turistici.
L’Hotel Regina: da progetto alberghiero a residenze
Altrettanto significativa la vicenda dello storico Hotel Regina, vicino alla stazione ferroviaria.
Negli anni si era parlato di un rilancio turistico legato allo sport e all’outdoor. Alla fine, però, ha prevalso il mercato immobiliare.
L’edificio è stato demolito per lasciare spazio a un complesso residenziale con 21 appartamenti, tanto che durante il cantiere fece discutere lo striscione che annunciava: “21 appartamenti venduti in 21 giorni”.
Gli altri casi
L’elenco continua.
L’Hotel Splendor di Finalpia è stato trasformato in appartamenti residenziali.
L’Hotel Rosetta di Varigotti ha ottenuto il via libera alla conversione in cinque alloggi con spazi destinati anche a uffici.
Anche l’area della storica Colonia Fiorita e dell’ex Conchiglia sta vivendo una nuova trasformazione urbanistica: il Consiglio comunale ha recentemente approvato le modifiche che consentono il completamento dell’intervento con destinazione residenziale, superando un’incompiuta che si trascinava da oltre vent’anni.
Addio anche ai luoghi della movida
Il fenomeno non riguarda soltanto gli alberghi.
Anche uno dei simboli del divertimento della Riviera, l’ex Covo, storica discoteca affacciata sul porto turistico di Capo San Donato, sarà trasformato in 24 appartamenti.
Per molti finalesi rappresenta la chiusura definitiva di un pezzo di storia della movida ligure, che per decenni aveva richiamato giovani da tutto il Nord Italia.
Un fenomeno che attraversa tutta la Riviera
Finale Ligure non rappresenta un caso isolato.
La nostra inchiesta ha già documentato trasformazioni analoghe a Varazze, Celle Ligure, Noli e Spotorno.
Ogni Comune presenta motivazioni differenti: edifici ormai obsoleti, costi elevati di gestione, difficoltà nel reperire personale, stagioni troppo brevi e una redditività sempre più incerta rispetto al valore raggiunto dal mercato immobiliare.
Per molti proprietari vendere o costruire appartamenti è semplicemente molto più conveniente che continuare l’attività alberghiera.
La domanda che resta aperta
È una trasformazione inevitabile oppure si sta lentamente impoverendo il patrimonio turistico della Riviera?
Da un lato vengono recuperati edifici spesso degradati, migliorando il tessuto urbano e creando nuove abitazioni di qualità.
Dall’altro, però, ogni albergo che chiude significa decine di camere in meno, meno posti letto disponibili, meno occupazione stabile e una progressiva riduzione dell’offerta ricettiva tradizionale.
Finale continua a crescere come meta turistica internazionale grazie al mare e all’outdoor, ma la domanda resta inevitabile: fino a che punto una città può permettersi di perdere alberghi senza compromettere, nel lungo periodo, la propria vocazione turistica?
La nostra inchiesta proseguirà nelle prossime puntate, perché il fenomeno della trasformazione degli alberghi in appartamenti interessa ormai gran parte della costa savonese e merita di essere raccontato con dati, esempi e una riflessione che va ben oltre i singoli interventi edilizi.






