Dal turismo al mattone
Viaggio nelle operazioni immobiliari della Riviera
SECONDA PUNTATA – Celle Ligure, la Riviera degli ex alberghi: dopo le colonie spariscono anche le strutture storiche
Dopo Varazze, anche Celle Ligure conferma la stessa tendenza: il turismo alberghiero arretra, il mattone avanza.
Non ci sono solo le grandi partite delle ex colonie Bergamasche, Milanesi e Cottolengo. A Celle la trasformazione riguarda anche alberghi storici, strutture più piccole, spesso centrali o vicine al mare, che una dopo l’altra vengono convertite in appartamenti.
Il caso dell’ex Hotel San Lorenzo è tra i più chiari: dagli annunci immobiliari risultano 16 appartamenti di nuova realizzazione, ricavati dalla riqualificazione dell’ex albergo, con trilocali, spazi esterni, posti auto e box venduti a parte.
Altro caso emblematico è l’ex Hotel Marina, destinato a diventare “Marina Palace”: 8 appartamenti e 8 box, in una posizione di pregio, affacciata sulla spiaggia e a pochi passi dal centro. L’operazione è riconducibile a Spininvest di Roberto Spinelli.
Poi c’è l’ex Albergo Adriana, in via Torre 25: un documento tecnico parla esplicitamente di “recupero ad uso abitativo ex albergo Adriana”. Nello stesso documento compaiono la proprietà Habitat Costruzioni srl e il progettista-direttore dei lavori architetto Federico Gavazza.
Ancora più controversa la vicenda dell’ex Albergo Pescetto. Qui non siamo davanti a una semplice operazione edilizia, ma a una battaglia amministrativa e legale: il Tar Liguria si è pronunciato sul ricorso del Comune dopo l’annullamento, da parte della Provincia, della concessione edilizia per la trasformazione dell’ex albergo in appartamenti.
E poi c’è Villa Adele, ai Piani di Celle: secondo quanto riportato dal Secolo XIX, nel gennaio 2026 sono iniziate le demolizioni dello storico albergo. Al suo posto sono previsti 12 appartamenti e due attici con finiture di pregio.
Il quadro, messo in fila, diventa significativo:
La domanda non è più se un singolo albergo abbia chiuso. La domanda è se Celle stia ancora difendendo la propria vocazione turistica o se stia diventando, poco alla volta, un paese di residenze, seconde case e appartamenti di lusso.
Perché ogni albergo trasformato non è solo un edificio che cambia funzione. È un pezzo di economia turistica che se ne va: camere, personale, ristorazione, fornitori, lavoro stagionale, presenze vere. Al suo posto arrivano appartamenti, spesso belli, spesso costosi, spesso destinati a chi Celle la vive poche settimane all’anno.
Il caso più politico è proprio questo: mentre si parla di rilancio del turismo, il patrimonio ricettivo continua a restringersi. E mentre si invocano presenze, destagionalizzazione e servizi, il territorio sembra scegliere un’altra strada: meno alberghi, più cemento residenziale.
Celle rischia così di seguire lo stesso destino di altri Comuni della Riviera: paesi pieni d’estate, semivuoti d’inverno, con sempre meno strutture alberghiere e sempre più immobili da investimento.
Ora servirebbe un censimento ufficiale: quanti alberghi aveva Celle vent’anni fa? Quanti ne ha oggi? Quanti sono stati trasformati in appartamenti? Quanti posti letto sono stati persi? Quanto ha incassato il Comune in oneri? E soprattutto: chi sono i soggetti che, operazione dopo operazione, stanno ridisegnando il volto del paese?
Perché qui non siamo più davanti a episodi isolati. Siamo davanti a un modello.
E il modello è chiaro: la Riviera vende i suoi letti turistici e compra appartamenti.
Anche qui come a Varazze resta da capire la parte più importante: chi sono gli operatori coinvolti in queste trasformazioni? Si tratta ogni volta di soggetti diversi oppure ricorrono gli stessi nomi, le stesse società, gli stessi progettisti e gli stessi intermediari?”
PRIMA PUNTATA : Varazze, la città degli ex alberghi






