Per mesi aiuola abbandonata, sporcizia e proteste dei cittadini. Poi arriva un evento sul piazzale marittimo e in pochi giorni cambia tutto. Una coincidenza che pone una domanda: a Vado chi detta veramente le priorità?

A Vado Ligure abbiamo forse scoperto il sistema più rapido per ottenere una manutenzione.
Non servono segnalazioni, proteste dei residenti o fotografie del degrado.
Basta organizzare un evento dell’Autorità portuale.
Oggi sul piazzale marittimo è previsto un evento organizzato dall’Autorità portuale e, come è normale in queste occasioni, sono comparsi i cartelli che vietano la sosta e invitano a rimuovere le automobili per consentirne lo svolgimento.
Fin qui nulla di strano.
La parte interessante è quello che è successo nei giorni precedenti.
L’aiuola che nessuno vedeva
Fino a pochi giorni fa, proprio in quella zona, c’era un’aiuola che definire trascurata sarebbe persino generoso.
Brutta, sporca, maleodorante.
Una di quelle situazioni che con il trascorrere del tempo diventano parte del paesaggio: tutti le vedono, tranne chi dovrebbe intervenire.
Durante l’estate nella stessa area si è inoltre registrata ripetutamente la presenza di persone accampate, situazione segnalata dai cittadini e che ha contribuito alla percezione di abbandono della zona.
Eppure niente sembrava particolarmente urgente.
Poi arriva l’evento.
E improvvisamente l’aiuola viene spianata.
Non solo.
Viene sistemato anche un tratto deteriorato del marciapiede che dal piazzale conduce verso la zona del parcheggio dei Tir.
Miracolo?
Coincidenza?
Può darsi.
Ed è proprio per questo che sarebbe interessante se il Comune spiegasse ai vadesi chi ha disposto questi interventi, chi li ha eseguiti, chi li ha pagati e soprattutto quando erano stati programmati.

Quando protestano i cittadini si aspetta. Quando arriva il porto si corre?
Perché il problema politico è tutto qui.
Se quegli interventi erano necessari – e evidentemente lo erano – perché non sono stati eseguiti prima?
Perché il degrado può essere sopportato per mesi da chi vive quotidianamente nella zona, mentre alla vigilia di un appuntamento importante improvvisamente diventa necessario presentarsi con il vestito della festa?
È questa l’immagine peggiore che l’amministrazione comunale rischia di offrire.
Un Comune velocissimo quando bisogna preparare il salotto per gli ospiti importanti e molto meno solerte quando a chiedere attenzione sono semplicemente i cittadini.
Vado e il gigante portuale
Naturalmente il rapporto tra Vado e il porto è complesso.
Il porto rappresenta lavoro, investimenti, infrastrutture e attività economiche. Negarlo sarebbe sciocco.
Ma esiste anche l’altra faccia della medaglia.
Vado è un piccolo Comune che convive con una delle realtà portuali e logistiche più importanti della Liguria, con la piattaforma Multipurpose, il traffico pesante, le infrastrutture e le trasformazioni territoriali che ne conseguono.
L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale è l’ente che governa il territorio portuale comprendente Genova, Savona e Vado Ligure.
Un interlocutore enorme rispetto a un’amministrazione comunale.
Ed è proprio per questo che il Comune dovrebbe dimostrare ogni giorno di rappresentare innanzitutto i cittadini vadesi.
Non essere percepito come il soggetto che si adegua alle esigenze del porto.
Perché una cosa è collaborare con l’Autorità portuale. Un’altra è dare l’impressione che, quando il porto chiama, il Comune scatti sull’attenti.
Una domanda semplice alla Giunta
Nessuno contesta che un’area venga ripulita.
Anzi.
Benissimo che sia stata sistemata. Il problema è perché sia stato necessario aspettare proprio questi giorni.
Se l’aiuola era indecorosa la settimana scorsa, lo era anche un mese fa.
Se il marciapiede era deteriorato, lo era anche quando ci camminavano soltanto i cittadini.
Se la zona meritava attenzione, la meritava indipendentemente dall’arrivo degli ospiti di un evento.
Per questo sarebbe utile una risposta molto semplice della Giunta:
i lavori eseguiti in questi giorni erano già programmati oppure sono stati effettuati in occasione dell’evento?
E, soprattutto: chi li ha pagati?
Sono domande alle quali dovrebbe essere facilissimo rispondere.
Il padrone di casa dovrebbe essere il Comune
Vado ha già ceduto moltissimo del proprio territorio alle esigenze industriali, logistiche e portuali.
Proprio per questo l’amministrazione dovrebbe essere ancora più gelosa del proprio ruolo.
Collaborare sì.
Dialogare certamente.
Ma senza dimenticare una cosa elementare: l’Autorità portuale governa il porto, il Comune dovrebbe governare la città.
E quando le priorità della città sembrano cambiare improvvisamente perché deve arrivare un ospite importante, qualche dubbio è inevitabile.
La morale di questa piccola storia vadese rischia quindi di essere amaramente semplice.
Per mesi i cittadini possono convivere con un’aiuola degradata e un marciapiede malridotto.
Poi arriva l’evento dell’Autorità portuale e in tre giorni ciò che sembrava invisibile diventa improvvisamente urgentissimo.
A Vado, evidentemente, non tutte le segnalazioni hanno lo stesso peso.
Quelle dei cittadini finiscono nella lista delle cose da fare.
Quelle del porto, almeno a giudicare da ciò che è accaduto questa volta, sembrano avere una corsia preferenziale.






