Dal turismo al mattone. Viaggio nelle operazioni immobiliari che stanno cambiando il volto della Riviera: Puntata 1 – Varazze, la città degli ex alberghi

Venticinque anni di trasformazioni: centinaia di alberghi spariti e migliaia di appartamenti nati al loro posto. Chi sta investendo nella trasformazione del patrimonio alberghiero della costa savonese?
Ci sono trasformazioni che avvengono all’improvviso. E poi ci sono quelle che cambiano il volto di un territorio poco alla volta, quasi senza che ce ne accorgiamo. È ciò che sembra essere accaduto negli ultimi venticinque anni lungo la Riviera savonese, dove decine di alberghi hanno lasciato il posto a complessi residenziali. Un fenomeno diffuso, perfettamente legale nelle singole operazioni, ma che merita di essere osservato nel suo insieme.

Cominciamo da Varazze

Varazze, la città degli ex alberghi: quando il turismo diventa mattone

Varazze sta cambiando pelle. Lentamente, ma neppure troppo. Dove un tempo c’erano alberghi, camere, pensioni, personale, ristoranti, colazioni, stagioni turistiche e lavoro, oggi spuntano appartamenti. Spesso eleganti, spesso vista mare, spesso destinati a seconde case o locazioni brevi.

L’elenco, anche se ancora da aggiornare con tutti gli atti ufficiali, è già impressionante: ex Hotel Bristol, ex Lucciola, ex Villa Rosa, hotel di via Cavour, ex Park Hotel, ex albergo di via Garibaldi, ex Hotel Cadiz.

Solo da queste operazioni già documentate si arriva a più di 150 appartamenti, un numero destinato probabilmente a crescere con il proseguimento della ricerca

Il caso più documentato è l’ex Hotel Bristol: oggi Residenza Bristol, in via XXV Aprile 59. Il progetto prevede 16 nuove unità abitative con terrazzi, balconate, giardini privati, box e posti auto. Il progetto architettonico risulta firmato da Dedalo Studio Associati.

Altro caso significativo è l’ex Hotel Cadiz, oggi Villa Cadiz Apartments Varazze: una struttura ristrutturata e trasformata in appartamenti con angolo cottura, proposta sui circuiti turistici come aparthotel/appartamenti per soggiorni brevi.

C’è poi il caso di via Garibaldi, dove risultano nuove iniziative immobiliari come “Garden Palace”, con appartamenti in classe energetica A, box e posti auto. Una proposta immobiliare dichiaratamente residenziale, in una zona centrale e appetibile.

Le trasformazioni autorizzate negli ultimi anni sembrano delineare una progressiva riduzione della ricettività alberghiera a favore di quella residenziale.

Già nel 2020 il tema era stato sollevato con toni molto netti: si parlava di una città passata da circa 120 hotel a “poco meno di 10” e di un flusso importante di oneri di conversione nelle casse comunali.

Il fenomeno non è solo locale. I dati nazionali Istat mostrano una tendenza chiara: gli esercizi alberghieri crescono poco o calano, mentre l’extra-alberghiero e gli alloggi privati aumentano. Nel 2024 in Italia gli esercizi extra-alberghieri erano 232.376, contro 32.943 alberghi.

La domanda, quindi, non è se un proprietario possa vendere un albergo o trasformarlo. La domanda è un’altra: una città turistica può perdere pezzi interi della propria ricettività senza una discussione pubblica seria?

Perché un albergo chiuso non è solo un edificio che cambia destinazione. È meno lavoro stagionale, meno servizi, meno turismo organizzato, meno economia diffusa. Al suo posto arrivano appartamenti: magari belli, magari costosi, magari venduti in fretta. Ma una città fatta di seconde case rischia di vivere tre mesi l’anno e dormire gli altri nove.

“Ora resta da capire la parte più importante: chi sono gli operatori coinvolti in queste trasformazioni? Si tratta ogni volta di soggetti diversi oppure ricorrono gli stessi nomi, le stesse società, gli stessi progettisti e gli stessi intermediari?”

Per rispondere servono visure camerali, atti comunali, permessi di costruire, cambi di destinazione d’uso, pratiche edilizie e passaggi di proprietà.

Una tendenza, invece, appare evidente: negli ultimi anni una parte significativa del patrimonio alberghiero si è trasformata in residenze.

Il modello turistico di Varazze sembra essere in evoluzione. Comprendere in quale direzione stia andando è proprio l’obiettivo di questa inchiesta

Naturalmente ogni singola operazione è stata autorizzata secondo le procedure previste dalla normativa vigente. L’obiettivo di questa inchiesta non è mettere in discussione la legittimità degli interventi, ma comprendere quale effetto, nel loro insieme, stiano producendo sul futuro turistico della Riviera.

 

Condividi

Lascia un commento