Il recupero del complesso monumentale è una bella notizia per Savona. Ma il vero successo sarà mantenerlo aperto, utilizzarlo e valorizzarlo. Il precedente di Villa Zanelli invita alla prudenza.
Il recupero del complesso monumentale di San Giacomo è certamente una bella notizia per Savona. Un intervento importante, che restituisce dignità e valore a uno dei beni storici più significativi della città.
Un riconoscimento è doveroso, ricordando però che il percorso di recupero del complesso di San Giacomo non nasce con l’attuale amministrazione. Già durante la giunta Caprioglio erano stati compiuti passi importanti per il recupero e la valorizzazione del complesso. L’amministrazione Russo ha quindi proseguito un percorso avviato in precedenza. Un elemento di continuità amministrativa che sarebbe giusto riconoscere, senza trasformare ogni risultato in una questione di primogenitura politica.
Ma il problema non è stabilire chi debba prendersi gli applausi. Il problema è quello che accadrà dopo.
Perché a Savona abbiamo già un precedente che dovrebbe insegnare qualcosa: Villa Zanelli.
Un autentico gioiello architettonico, restaurato con un investimento considerevole, riportato al suo antico splendore e tuttavia ancora in attesa di una destinazione capace di garantirne una fruizione continuativa.
Il timore è che anche San Giacomo possa seguire la stessa strada: un magnifico restauro, grandi aspettative e poi locali inutilizzati, cancelli chiusi e il tempo che lentamente ricomincia a fare il suo lavoro.
Naturalmente ci auguriamo che non accada. Ma sarebbe opportuno conoscere fin da ora quale sarà la destinazione concreta del complesso, chi lo gestirà, con quali risorse e soprattutto quando sarà realmente fruibile dai cittadini.
Perché restaurare un edificio storico è soltanto il primo passo. Il vero risultato è farlo vivere.
Intanto il sindaco Marco Russo può certamente concedersi la soddisfazione di raccontare anche questo intervento attraverso i suoi immancabili video. Ma un’amministrazione dovrebbe dedicare altrettanta attenzione ai problemi meno appariscenti della città.
Strade e ponti chiusi, cantieri interminabili, raccolta dei rifiuti, manutenzioni trascurate e quartieri che aspettano interventi concreti.
Problemi che difficilmente si risolvono davanti a una telecamera.
San Giacomo merita di tornare a vivere. Savona merita qualcosa di più dei grandi progetti e delle belle immagini.
E soprattutto merita che i soldi pubblici spesi per recuperare il suo patrimonio non producano soltanto splendidi edifici da ammirare attraverso un cancello.
Perché il successo di un’amministrazione non si misura da ciò che riesce a mostrare, ma da ciò che riesce a far funzionare.






