Demichelis resta il candidato più credibile, Berlangieri deve fare i conti con una Finale politicamente impegnativa, Tomatis osserva. Sullo sfondo le strategie di Vaccarezza, Ripamonti e Invernizzi. E l’immancabile benedizione che potrebbe arrivare da Imperia.

La corsa alla presidenza della Provincia di Savona comincia a entrare nel vivo. I nomi circolano, le indiscrezioni si moltiplicano, le correnti del centrodestra si misurano e, come spesso accade nella politica savonese, prima ancora di scegliere il candidato bisogna capire chi avrà il diritto di sceglierlo.
Secondo le ultime indiscrezioni, i nomi sul tavolo sono quelli di Mauro Demichelis, sindaco di Andora, Angelo Berlangieri, sindaco di Finale Ligure, e Riccardo Tomatis, sindaco di Albenga.
Ma tra un nome che circola e una candidatura realmente praticabile c’è una bella differenza.
Berlangieri? Finale non è proprio una passeggiata
La candidatura di Angelo Berlangieri appare, almeno a nostro giudizio, la meno probabile. Non certo per mancanza di capacità o esperienza amministrativa, ma per una ragione molto più concreta: fare il sindaco di Finale Ligure è già un lavoro a tempo pieno.
Finale è una realtà complessa, con problemi amministrativi, urbanistici, turistici e politici che richiedono una presenza costante. E soprattutto ha un’opposizione che non concede tregua.
I consigli comunali possono durare oltre quattro ore, tra question time, interrogazioni, interventi e discussioni. Una partecipazione politica intensa, con minoranze attente e combattive, che utilizzano gli strumenti di controllo dell’attività amministrativa.
Insomma, Berlangieri ha già parecchio da fare.
E viene spontaneo domandarsi come potrebbe conciliare una situazione del genere con la presidenza della Provincia, incarico che comporta ulteriori responsabilità, riunioni, impegni istituzionali e rapporti con decine di amministrazioni.
Non è una questione di capacità. È una questione di tempo.
Da Calizzano a Finale
Per comprendere il problema basta fare qualche confronto.
Essere contemporaneamente sindaco di un piccolo Comune come Calizzano e presidente della Provincia è certamente impegnativo, ma ben diverso dal dover amministrare Finale Ligure e, nello stesso tempo, guidare Palazzo Nervi.
A Finale le sedute possono trasformarsi in lunghe maratone, con interrogazioni, contestazioni e confronti serrati.
Ecco perché immaginare Berlangieri impegnato contemporaneamente su due fronti così impegnativi appare poco realistico.
Demichelis rimane in pole position
Alla luce di queste considerazioni, la candidatura di Mauro Demichelis continua ad apparire quella più solida.
Il sindaco di Andora dispone di esperienza amministrativa, conosce gli equilibri del territorio e potrebbe rappresentare una soluzione capace di tenere insieme le diverse componenti del centrodestra.
Naturalmente, il problema non è soltanto individuare il candidato migliore.
È trovare quello che non scontenti troppo gli altri.
Perché il centrodestra savonese, quando deve distribuire incarichi e candidature, sembra avere una particolare predisposizione a complicarsi la vita.
Non è escluso che, qualora le divisioni diventassero insanabili, possa emergere anche un outsider, magari il sindaco di un Comune più piccolo.
Meno convincente, nell’attuale quadro degli equilibri politici, appare invece l’ipotesi del sindaco di Millesimo, alla luce del suo recente passaggio da Fratelli d’Italia a Futuro Nazionale.
Il vero nodo si chiama Vaccarezza-Ripamonti-Invernizzi
La partita, però, non si giocherà soltanto sulla scelta del presidente della Provincia.
Sul tavolo ci sono anche le future elezioni comunali di Loano e Alassio, due realtà nelle quali gli equilibri del centrodestra potrebbero influenzare le decisioni provinciali.
A Loano il sindaco Luca Lettieri ha già annunciato l’intenzione di ricandidarsi.
E proprio per questo le scelte sulla Provincia potrebbero intrecciarsi con quelle delle prossime amministrative.
In questo scenario avranno un peso significativo le posizioni di Angelo Vaccarezza, Paolo Ripamonti e Rocco Invernizzi, protagonisti di equilibri politici che continuano a influenzare il centrodestra savonese.
L’assessore regionale Paolo Ripamonti e Angelo Vaccarezza rappresentano due importanti punti di riferimento del centrodestra provinciale, e il loro peso nella scelta del futuro presidente della Provincia potrebbe risultare determinante.
Ripamonti e Vaccarezza, pur con storie e appartenenze politiche differenti, sono due protagonisti dai quali difficilmente si potrà prescindere nella ricerca di un candidato condiviso.
E attenzione a non dimenticare Fratelli d’Italia, che attraverso l’assessore regionale Rocco Invernizzi potrebbe far sentire il proprio peso nella trattativa.
Insomma, più che una semplice elezione provinciale, si profila una partita a scacchi tra i principali esponenti del centrodestra.
Con una particolarità tutta savonese: i giocatori sono a Savona, ma per la mossa decisiva qualcuno potrebbe dover guardare ancora una volta verso Imperia.
Perché c’è un altro elemento che non può essere ignorato.
L’assenso del sindaco di Imperia, Scajola. No, non Marco, naturalmente: parliamo di Claudio Scajola.
Nella politica del Ponente ligure, il suo peso continua a essere considerato determinante.
E viene da chiedersi se, anche questa volta, il candidato alla presidenza della Provincia di Savona dovrà prima superare l’esame di gradimento imperiese.
Intanto la Provincia aspetta
Le candidature ufficiali dovrebbero arrivare nelle prossime settimane, quando centrodestra e centrosinistra avranno chiarito i rispettivi equilibri.
Nel frattempo, il vicepresidente Demis Aghittimo continua a garantire la reggenza dell’ente.
Poi arriveranno le liste, le trattative, gli accordi e probabilmente qualche inevitabile malumore.
Anche perché la Provincia non viene eletta direttamente dai cittadini, ma attraverso il voto di sindaci e consiglieri comunali.
Una partita nella quale contano i numeri, ma anche le alleanze, le appartenenze e i rapporti personali.
Per il momento Demichelis sembra avere qualche possibilità in più. Berlangieri appare frenato dagli impegni finalesi, Tomatis resta un nome da valutare e l’ipotesi di un outsider non può essere esclusa.
Ma la sensazione è che il vero confronto non sia ancora cominciato.
E che, prima di sapere chi governerà la Provincia di Savona, bisognerà capire che cosa avranno deciso i protagonisti del centrodestra savonese.
Naturalmente, con un occhio rivolto verso Imperia.
Perché a Savona si vota, a Palazzo Nervi si governa, ma il sospetto è che il nulla osta politico debba arrivare sempre da qualche chilometro più a Ponente.






