La scomparsa di Giancarlo “Carlo” Frumento lascia un vuoto umano e politico. Chi gli subentrerà in Consiglio comunale lo farà per una ragione dolorosa, che merita rispetto. Poi, però, si può guardare al curriculum del prossimo consigliere: Stefano Demontis. E lì la politica savonese ritrova un personaggio che conosce già molto bene.
Demontis è il primo dei non eletti di RiformiAmo Savona, la lista che nel 2021 sosteneva Marco Russo. Ha iniziato a fare il consigliere a Vado Ligure nel 1999, è passato a Savona e negli anni ha continuato a presentarsi agli elettori sulle due sponde del Letimbro. Nel 2016 era candidato a Savona con Anima Savona, a sostegno di Cristina Battaglia; nel 2019 è tornato candidato a Vado con “Lavoriamo con i Vadesi”. Più che una carriera politica, un abbonamento comprensoriale.
Nel curriculum figurano anche il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica e la medaglia d’oro AVIS per le donazioni di sangue. Meriti che restano tali, senza bisogno di battute. È quando si arriva agli episodi della vita consiliare che il tono cambia.
Nel 2012 Demontis entrò in Consiglio comunale a Savona subentrando a Marco Pozzo, dimessosi dopo la diffusione di una registrazione in cui chiedeva più riunioni di commissione con una frase sul relativo compenso diventata celebre. Demontis difese Pozzo attribuendo l’uscita alla sua voglia di scherzare e al suo «temperamento goliardico». Una spiegazione generosa: ai cittadini, probabilmente, la battuta faceva ridere meno. Le dimissioni di Pozzo, la vicenda della registrazione.
Anche Demontis finì nelle cronache per gli SMS elettorali inviati usando un cellulare aziendale di ATA. Al Secolo XIX spiegò di averlo utilizzato perché il suo telefono era fuori uso. Una di quelle storie in cui la tecnologia sembra sempre scegliere il momento politicamente meno opportuno per guastarsi.
Ora Demontis si prepara a tornare sui banchi di Palazzo Sisto. Sarebbe sbagliato ridurre una persona a due episodi del 2012, come sarebbe sbagliato fingere che non siano mai accaduti. La domanda, più attuale, è un’altra: dopo tanti anni tra candidature e consigli comunali, quali idee porterà oggi per Savona? La conoscenza dell’aula è fuori discussione. Ai savonesi interessa sapere che cosa intende farci.






