Pensiero Domenicale: Le istituzioni non sono nostre

“Non voglio fare polemica. Vorrei solo ricordare che noi siamo in prestito alle istituzioni, le istituzioni non sono ‘nostre’.  Gli incarichi che abbiamo li serviamo, non servono a noi. Noi rappresentiamo le istituzioni per le quali siamo state votati….. queste le parole della sindaca di Genova in merito al mancato invito sul palco per il taglio del nastro del 66° Salone Nautico di Genova.
Questo se confermato è un atto di arroganza inaccettabile.
Non ci indigniamo più per nulla, sta ad esempio passando una riforma elettorale, che fa letteralmente a pugni con ogni principio democratico e costituzionale.
Lo Stabilicum, così si chiama la riforma elettorale promossa dal governo di Giorgia Meloni, potrebbe essere in contrasto con la Costituzione.
A deciderlo sarà la Corte costituzionale, che potrà esprimersi sul testo solo dopo che sarà diventato legge.
Le questioni sono varie. La più consistente riguarda l’obbligo della raccolta delle firme per i partiti più piccoli.
Per tutti i partiti che non sono rappresentati in parlamento al momento dell’approvazione della legge, sarà necessario raccogliere almeno 6.000 firme (e non più 1.500, com’è stato finora) in ciascun collegio plurinominale, cioè in ognuna delle suddivisioni territoriali in cui è ripartito il territorio nazionale. È un po’ come se si fosse ribaltato il principio: anziché escludere a posteriori le liste che non raggiungono un certo consenso, si fa una selezione molto severa prima di ammetterle alla competizione elettorale.

Insomma stanno creando un sorta di club esclusivo ove si può presentare esclusivamente chi è già in parlamento.
Con questo provvedimento metteranno fine alla possibilità di vedere nuovi partiti alle elezioni politiche.
Perché invece di questa schifezza non si accaniscono contro i nuovi gruppi parlamentari che sorgono grazie al cambio di casacca di qualche parlamentare?
Possibile che a ogni tornata elettorale deve cambiare la legge?
Possibile che chi governa pensa di confezionare una legge pro domo sua?
Basterebbe prendere esempio da gli altri
Il moderno sistema elettorale in Inghilterra e nel Regno Unito affonda le sue radici nel Reform Act 1832 (noto anche come Great Reform Act), approvato il 7 giugno 1832.
Ripeto per loro che pensano di costruire un regime che le istituzioni non sono vostre,anzi siete momentaneamente al governo, potrebbe cambiare tutto.
Chiudo con una notizia a proposito di chi pensa ad esempio che un movimento sia di sua proprietà convocazione del congresso della Salvini Premier 24e 25 Ottobre 2026.
Dopo settimane di tensioni interne, soprattutto con l’ala nordista che chiede più collegialità e un ritorno ai temi di autonomia e federalismo, il vicepremier ha scelto di affrontare direttamente le polemiche interne sul palco del raduno della Lega.
Gli piace vincere facile in quanto i delegati(che hanno diritto al voto) sono gli stessi che lo hanno acclamato segretario l’anno scorso.
Anche in questo caso bisogna ripetere il concetto le istituzioni e i partiti non sono di nostra proprietà entrambi appartengono al popolo.
“I popoli non dovrebbero avere paura dei propri governi, ma sono i governi che devono aver paura dei propri popoli.” — Tratto dal film V per Vendetta .

  Roberto Paolino

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