Loano, il solito copione: l’ex ospedale “riqualificato” a colpi di cemento

Immagine da Savonanews

Un bene pubblico lasciato marcire, poi consegnato ai privati come “riqualificazione”.
A Loano si ripete la sceneggiatura che ormai conosciamo bene in tutta la Liguria….leggi

L’ex ospedale Marino Piemontese, abbandonato da decenni tra incuria, degrado e sgomberi di fortuna, diventerà presto l’ennesimo cantiere di lusso. Dopo l’asta deserta e i tentativi falliti, ora un grande gruppo edilizio privato è pronto a rilevare l’intero complesso.

Il sindaco Luca Lettieri parla di “svolta”, “risorsa per il territorio” e “riqualificazione di una delle zone più belle della città”. Parole già sentite mille volte: ex colonie trasformate in residence, capannoni dismessi diventati seconde case vista mare, e la solita promessa di “decoro restituito”.

Ma dietro le frasi ottimistiche resta la domanda: a chi serve davvero questa operazione?
Ai cittadini, che da anni chiedono spazi pubblici, aree verdi, strutture culturali e servizi sociali, o agli investitori che potranno immettere sul mercato appartamenti in posizione strategica, a pochi passi dall’Aurelia, moltiplicando il valore di ogni metro quadro?

La variante urbanistica del 2014 aveva già aperto la strada, con scenari che prevedevano aumenti volumetrici e residenze in libera vendita. Di fatto, la “riqualificazione” rischia di tradursi ancora una volta nella formula che conosciamo bene: cemento + speculazione = affare privato.

Il Comune esulta perché “finalmente avrà un interlocutore”. Ma non sarebbe stato più lungimirante immaginare un vero uso pubblico? Un polo sanitario, socio-culturale, un campus, servizi per giovani e anziani? Invece, il patrimonio acquistato da Arte Savona nel 2008 per 8 milioni di euro si avvia a diventare l’ennesima occasione persa.

Il copione è noto: prima si lascia cadere in rovina un bene comune, poi lo si consegna al mercato privato come unica via d’uscita.
E a Loano, ancora una volta, il finale sembra scritto: meno servizi, più appartamenti.

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