Varazze e Celle, la rigenerazione che diventa residenziale

La chiesa del convento resterà esclusa dall’operazione

Sulla riviera savonese la parola più usata negli interventi urbanistici è ormai sempre la stessa: rigenerazione urbana.
Ma sempre più spesso, dietro questa definizione, si nasconde una trasformazione molto concreta: nuove residenze private al posto di edifici storici o strutture collettive.

A Varazze il caso più recente riguarda l’ex Convento dei Frati Cappuccini di via San Francesco d’Assisi, destinato a diventare un complesso residenziale. In consiglio comunale è stata avviata la procedura urbanistica con la verifica di assoggettabilità alla VAS. L’intervento prevede il recupero della volumetria esistente — circa 4.745 metri quadrati — la demolizione delle parti aggiunte nel tempo, il riordino degli spazi e nuovi parcheggi. La chiesa resterà esclusa dall’operazione.

Formalmente si tratta di recupero del patrimonio edilizio.
Sostanzialmente, però, un altro edificio storico cambia funzione e diventa abitativo.

Lo stesso schema si ritrova a pochi chilometri di distanza, a Celle Ligure, con la trasformazione delle ex Colonie Bergamasche e prossimamente quelle milanesi, uno degli interventi urbanistici più simbolici degli ultimi anni. Anche lì la narrazione è quella della riqualificazione, ma l’esito è la conversione in immobili residenziali di valore.

Cambiano gli edifici — conventi, colonie, alberghi — ma il modello resta identico.

Negli ultimi vent’anni lungo la costa ligure si è consolidata una tendenza evidente:

  • alberghi trasformati in appartamenti
  • colonie marine convertite in residenze
  • edifici religiosi riconvertiti
  • aree turistiche destinate al mercato immobiliare

È una trasformazione lenta, quasi silenziosa, che modifica l’identità delle città costiere.

Il nodo politico non è il recupero degli edifici abbandonati — spesso necessario — ma la destinazione finale degli interventi.
Quando ogni operazione urbanistica si traduce in nuove abitazioni, il rischio è che la pianificazione urbana segua sempre più la logica della rendita immobiliare e sempre meno quella dei bisogni della comunità.

Tra Varazze e Celle emerge così un filo rosso:
la costa si riqualifica, ma diventa sempre più difficile viverci tutto l’anno.

E alla fine resta una domanda semplice:
stiamo recuperando pezzi di città oppure stiamo costruendo seconde case?

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