SAVONA, LA CITTÀ DEI MIRACOLI: ORA ARRIVA ANCHE IL TUNNEL SOTTOMARINO!

L’Aurelia Bis è un’eterna incompiuta, il casello di Bossarino non è neppure partito, il ponte di Zinola chiuderà per 13 mesi. Ma niente paura: adesso vogliono scavare sotto il mare!

A Savona ormai non si progettano più opere pubbliche. Si scrivono romanzi di fantascienza.

L’ultima puntata arriva dall’Autorità portuale, che nel nuovo Piano regolatore ha inserito un’opera destinata a far impallidire persino Jules Verne: un tunnel sottomarino per collegare direttamente il porto alla rete autostradale.

Un progetto ambizioso, certamente. Peccato che, prima di andare sott’acqua, sarebbe opportuno riuscire a combinare qualcosa anche sulla terraferma.

Prendiamo l’Aurelia Bis. Se ne parla da decenni, i lavori sono iniziati nel 2013 e, dopo rinvii, promesse e inaugurazioni sempre annunciate, siamo ancora qui ad aspettare. Adesso si parla del 2028. Naturalmente salvo imprevisti, che dalle nostre parti sono diventati una specialità.

Poi c’è il casello autostradale di Bossarino, a Vado Ligure. Un’altra opera strategica, indispensabile per alleggerire il traffico pesante. Peccato che non sia ancora iniziata.

E vogliamo parlare del ponte sul torrente Quiliano, tra Zinola e Vado? Tredici mesi di chiusura annunciata. Un tempo quasi paragonabile ai 15 mesi impiegati per ricostruire il ponte di Genova dopo la tragedia del Morandi.

Ma noi non ci scoraggiamo.

Mentre non riusciamo a completare una strada, ad aprire un casello o a sistemare un ponte senza paralizzare la viabilità per oltre un anno, progettiamo addirittura un tunnel sotto il mare.

Il presidente dell’Autorità portuale Matteo Paroli ha illustrato agli operatori un futuro fatto di nuovi accosti, aree operative, collegamenti ferroviari potenziati e treni merci lunghi 750 metri.

Tutto bellissimo. Manca soltanto un dettaglio: riuscire a realizzarlo.

Naturalmente nessuno contesta l’utilità di separare il traffico pesante dalla viabilità cittadina. Sarebbe un risultato straordinario. Ma tra un’idea inserita in un Piano regolatore e un’opera realizzata ci sono finanziamenti, autorizzazioni, cantieri e soprattutto anni. A Savona, spesso, decenni.

Il sospetto è che da queste parti sia diventato molto più facile annunciare un’opera faraonica che portare a termine quelle già iniziate.

E allora una modesta proposta: prima di scavare sotto il mare, perché non proviamo a finire quello che abbiamo cominciato sopra?

Altrimenti, di questo passo, arriveremo a progettare un collegamento ferroviario con la Luna mentre aspettiamo ancora l’apertura dell’Aurelia Bis.

Benvenuti a Savona, dove il futuro corre velocissimo. Peccato che il presente sia sempre fermo al semaforo del cantiere

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