Sanità savonese, la CISL denuncia carenze di personale e disservizi. A Cairo mensa chiusa da due anni e niente buoni pasto

Case di comunità ancora senza un adeguato potenziamento, ospedali in sofferenza, problemi organizzativi e diritti dei lavoratori da tutelare. È il quadro che emerge dal volantino della CISL Funzione Pubblica dopo la trattativa del 28 settembre con la Direzione dell’Area 2.

Uno dei problemi principali riguarda le Case di Comunità, che, nonostante l’arrivo di nuovi infermieri, non hanno ancora ricevuto il potenziamento necessario. La CISL chiede nuove assunzioni già a novembre, utilizzando anche i neolaureati in Scienze Infermieristiche, per rafforzare sia le strutture territoriali sia gli ospedali.

Nel frattempo, per garantire la copertura del sabato e della domenica, si continuerà a ricorrere ai turni aggiuntivi. Una soluzione che certamente non può sostituire un adeguato organico stabile.

Ma la situazione più paradossale riguarda l’ospedale di Cairo Montenotte. Da circa due anni la mensa è chiusa a seguito dell’alluvione e i dipendenti, secondo quanto denunciato dalla CISL, non ricevono né buoni pasto né un servizio sostitutivo.

Due anni senza mensa e senza un’alternativa: una situazione difficilmente giustificabile per chi lavora quotidianamente in una struttura sanitaria.

L’Azienda ha manifestato una prima apertura sul riconoscimento dei buoni pasto quando la mensa è chiusa. Il sindacato attende ora atti concreti, riservandosi eventuali iniziative di tutela dei lavoratori.

Non mancano altri problemi. Nella struttura di via Collodi la CISL segnala persone che continuano a trattenersi nei locali oltre l’orario di apertura, chiedendo un rafforzamento della sorveglianza.

Una notizia positiva arriva invece da Savona, dove l’Azienda ha confermato la riapertura della Chirurgia della mano, richiesta dal sindacato.

Resta infine aperta la questione delle graduatorie per la mobilità del personale, sulla quale emergono interpretazioni contrastanti tra il livello regionale e quello dell’Area 2.

Il documento sindacale riferisce anche il nuovo assetto dei dirigenti delle professioni sanitarie, con Roberta Rapetti per Savona e Cairo, Maria Rosaria Fanello per il territorio e Mara Seguini per Pietra Ligure e Albenga.

Il quadro complessivo lascia una domanda: mentre si annunciano riorganizzazioni e nuovi modelli di sanità territoriale, quando si comincerà a risolvere concretamente i problemi di chi negli ospedali lavora ogni giorno?

Perché una sanità efficiente non si costruisce soltanto con nuove strutture, nomine e organigrammi, ma soprattutto garantendo personale sufficiente, servizi funzionanti e rispetto dei lavoratori.

E dopo due anni senza mensa all’ospedale di Cairo, forse sarebbe il caso di cominciare proprio dalle cose più semplici.

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