Raddoppio Finale-Andora: il treno dei sogni… in corsa verso il disastro

Savona – Doveva essere il grande balzo verso la modernità, ed è invece un salto carpiato dentro il manuale degli orrori ambientali. Il raddoppio ferroviario Finale Ligure–Andora, secondo WWF Savona e Comitato Territoriale, sembra più un gigantesco gioco dell’oca: si spostano stazioni lontano dai centri, si consumano ettari di terreno agricolo, si scavano gallerie a rischio falde e, se capita, si perde pure qualche sorgente d’acqua. Ma tranquilli: sono solo “piccole interferenze”.

Acqua fresca? Solo nei sogni

Il progetto intercetta falde e pozzi idropotabili. Ma nessun problema: se l’acqua salata risale, chiameremo i turisti a farsi una bella “spa marina” direttamente dal rubinetto.

Stazioni decentrate, pendolari contenti

L’idea geniale è quella di spostare le stazioni fuori mano: pendolari, studenti e anziani ringraziano. Nell’Imperiese, dove hanno provato la stessa mossa, i passeggeri sono dimezzati. Ottimo esempio di come trasformare la ferrovia in un ricordo d’infanzia.

Suolo agricolo? Un fastidioso dettaglio

Si perderanno 100 ettari di terreno e 170 edifici. Ma chi ha bisogno di verdure locali, quando possiamo importarle dall’altro capo del mondo in camion che intaseranno le strade?

Cantieri: polvere di stelle (sottili)

La Aurelia, già bloccata, ospiterà nuovi convitati: camion, smarino e polveri sottili. Una soluzione creativa per rendere Alassio e Finale delle “città invisibili”, offuscate dallo smog estivo.

Un progetto vintage

Lo chiamano “raddoppio”, ma sembra un reperto da museo: nessuno studio costi/benefici, zero alternative considerate, e tecnologie innovative (gestione digitale del traffico, levitazione magnetica) ignorate come fossero fantascienza.

Paesaggio e vincoli? Carta straccia

Il Piano Territoriale parla di conservazione e mantenimento. Il progetto risponde: bulldozer e trivelle. Aree percorse dal fuoco, regimi paesaggistici? Dettagli che rallentano i lavori.

Si spendono miliardi per “velocizzare” il treno, ma si rallenta la vita dei cittadini, si devasta l’ambiente e si affossa l’agricoltura. Altro che opera strategica: qui sembra più un treno fantasma, diretto verso il binario morto del buonsenso.

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