Liguria, terra di grandi opere: basta avere un paio di secoli di pazienza

L’Aurelia Bis, di cui si parla dagli anni Novanta, dovrebbe essere terminata nel 2028. Nello stesso giorno Forza Italia rispolvera l’Albenga-Carcare-Predosa, un sogno infrastrutturale le cui radici risalgono addirittura al 1967. Tranquilli: da queste parti la fretta è sempre stata una cattiva consigliera.

Bisogna riconoscerlo: la politica ligure possiede un rapporto con il tempo che noi comuni mortali fatichiamo a comprendere.

Noi ragioniamo in giorni, mesi, al massimo anni.

Le grandi opere liguri, invece, ragionano per ere geologiche.

Prendiamo l’Aurelia Bis di Savona. Se ne parla dagli anni Novanta, i lavori sono cominciati molti anni dopo e, dopo cantieri aperti, fermati, ripartiti, imprese cambiate, cronoprogrammi sostituiti da altri cronoprogrammi, Anas ci informa che il traguardo dovrebbe finalmente arrivare nel 2028…leggi

Dovrebbe.

Parola fondamentale quando si parla di infrastrutture liguri.

Il 30 settembre Anas ha infatti illustrato l’ennesimo cronoprogramma: entro fine 2026 alcune lavorazioni, altre nel 2027 e completamento delle opere rimanenti nel 2028.

Dopo tutto quello che è successo, più che una data sembra un atto di fede.

Ma la vera meraviglia arriva poche ore prima.

Nello stesso giorno in cui apprendiamo che un’opera concepita nel secolo scorso potrebbe vedere la luce nel 2028, Simone Dentella, segretario cittadino di Forza Italia ad Albenga, annuncia solennemente che l’Albenga-Carcare-Predosa deve diventare una “priorità assoluta” del Ponente ligure.

E qui bisogna fermarsi un momento.

Perché la storia dell’Albenga-Carcare-Predosa non comincia ieri mattina.

Bisogna tornare indietro fino agli anni Sessanta. Nel 1967 nasceva la società Albenga-Garessio-Ceva e proprio in quegli anni prendeva forma quel grande disegno infrastrutturale di collegamento tra Ponente ligure e Piemonte dal quale si sarebbe sviluppata anche l’ipotesi Carcare-Predosa.

1967-2026: quasi sessant’anni.

E oggi scopriamo che è una priorità.

Meno male.

Temevamo fosse finita nel dimenticatoio.

Una priorità con sessant’anni di rodaggio

In Liguria evidentemente esistono diverse categorie di priorità.

Ci sono le priorità normali, quelle urgenti e infine le priorità assolute, riconoscibili dal fatto che possono aspettare tranquillamente mezzo secolo.

Dentella sostiene che «non si può più aspettare».

Ed è difficile dargli torto.

Dopo quasi sessant’anni, persino Matusalemme comincerebbe a mostrare qualche segno d’impazienza.

Il problema non è neppure stabilire se l’Albenga-Carcare-Predosa sia utile oppure no. Il collegamento è tornato più volte nel dibattito istituzionale: già nel 2011, per esempio, in Consiglio regionale veniva chiesto di dare priorità all’asse Albenga-Carcare-Predosa. E ancora recentemente il Piemonte è tornato a definirlo strategico.

Insomma, la priorità è talmente prioritaria che deve essere periodicamente ricordata alla politica per evitare che se ne dimentichi.

Dentella aggiunge che Forza Italia «da sempre sostiene le grandi opere pubbliche».

Su questo non abbiamo dubbi.

Il problema, dalle nostre parti, non è sostenerle.

È finirle.

Per sostenere l’Aurelia Bis sono bastati trent’anni. Per l’Albenga-Carcare-Predosa siamo già quasi al doppio e non abbiamo ancora avuto nemmeno il fastidio dei cantieri.

Una comodità non trascurabile.

Prima gli annunci, poi eventualmente le strade

Il metodo ormai lo conosciamo.

Prima si dichiara che un’opera è strategica.

Poi diventa indispensabile.

Successivamente viene proclamata urgente.

Qualche anno dopo diventa prioritaria.

Passano altri dieci anni e diventa priorità assoluta.

A quel punto può partire lo studio di fattibilità.

Poi naturalmente servirà un tavolo tecnico, seguito da un tavolo politico, possibilmente da una cabina di regia, da un protocollo d’intesa e, se proprio vogliamo esagerare, da un commissario.

Nel frattempo cambieranno cinque governi, quattro presidenti di Regione, una dozzina di assessori e probabilmente anche qualche normativa europea.

Ma l’opera resterà strategica.

Quello non cambia mai.

Appuntamento al 2085

La coincidenza delle due notizie è quasi poetica.

Aurelia Bis: pensata nel secolo scorso, forse pronta nel 2028.

Albenga-Carcare-Predosa: radici nel 1967, nel 2026 nuovamente proclamata priorità assoluta.

A questo punto potremmo azzardare anche un cronoprogramma.

Se per l’Aurelia Bis tra primi progetti, lavori, stop e ripartenze servono decenni, per un’autostrada ben più complessa come l’Albenga-Carcare-Predosa conviene essere prudenti.

Diciamo 2085.

Senza voler mettere pressione a nessuno.

Magari nel 2072 Forza Italia di Albenga potrà diffondere un comunicato rassicurante:

«Albenga-Carcare-Predosa, non si può più aspettare: ora è una priorità assolutissima».

E nel 2080 verrà convocato il primo tavolo.

Nel frattempo noi liguri continueremo sull’A10.

In coda.

Ma con una consolazione: sapremo di vivere in una Regione piena di opere strategiche.

Peccato soltanto che molte, invece di percorrerle in automobile, continuiamo a percorrerle con la fantasia.

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