Decrescita felice per l’industria savonese

Dai titoli dei principali mezzi di informazione locali e nazionali pare che l’annosa vertenza della Piaggio Aerospace, si avvii verso il baratro. E’ notizia del 22 novembre 2018 che la società, visto lo stato di insolvenza, avrebbe portato i libri contabili in tribunale e vorrebbe accedere alla procedura di amministrazione straordinaria (Legge Marzano).

Evidentemente, il protrarsi delle condizioni di incertezza per l’assegnazione della commessa dei droni P2HH, da parte del governo giallo verde, ha spinto la società a prendere questa decisione estrema, come già evidenziato in un precedente articolo. (LEGGI)

Dopo il rinvio del 13 novembre (senza sciopero ferire),il 20 novembre, presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), si è tenuto l’ennesimo incontro tra rappresentanti del governo, dell’ azienda e organizzazioni sindacali, per discutere l’avanzamento della vertenza. Su insistente richiesta dei sindacati savonesi, all’incontro avevano preso parte diversi sindaci ed esponenti politici del territorio. Non è ben chiaro però come dei politici locali possano influenzare la vertenza di Piaggio, in cui la proprietà della società è al 100% del fondo sovrano Mubadala Investment Company appartenente al governo di Abu Dhabi.

Solo dopo questa decisione estrema di giovedì 22 novembre da parte dell’azienda, i lavoratori di Piaggio ed i tranquilli sindacati savonesi sono riusciti ad indire uno sciopero per lunedì 26 novembre.

Anche per il MISE, guidato dal vicepremier e ministro Luigi Di Maio (5 Stelle), la situazione di Piaggio non deve essere sembrata troppo grave, infatti in accordo con le rappresentanze sindacali savonesi, si sarebbe fissato un ulteriore incontro, 15 giorni dopo, per il 7 dicembre alle ore 17.30 proprio in coda alla giornata.

Ripamonti – Salvini

Il sen. Paolo Ripamonti (Lega di Salvini), immobiliarista, ex assessore alla sicurezza del Comune di Savona, vicepresidente della Commissione Industria Commercio Turismo del Senato, a disastro annunciato dichiara “Le ultime notizie su Piaggio Aerospace, naturalmente, sono per me motivo di preoccupazione. Da tempo seguo con attenzione la situazione dell’azienda e dei lavoratori, impegnandomi in prima persona per sensibilizzare la maggioranza e il governo sulle sorti di una realtà molto importante per il nostro territorio. L’attenzione e l’impegno restano invariati come il primo giorno, riponendo stima e fiducia per il Governo, che oggi ha annunciato la convocazione di un tavolo tecnico ad hoc, auspicando che ciò possa portare a trovare soluzioni positive in tempi rapide, dando la priorità alla tutela dei posti di lavoro e alla stabilizzazione dei lavoratori”. (SavonaNews 23 novembre 2018)

Salvini – Conte – Di Maio (foto ANSA)

Si deve però osservare che l’impegno della Lega, vista anche la situazione finanziaria precaria, legata al sequestro dei 49 milioni di euro ad opera della procura di Genova, per la truffa sui rimborsi elettorali dell’era Bossi-Belsito, non è uguale per tutti. Matteo Salvini (Lega), il vicepremier e Ministro dell’Interno e capo del governo presieduto dal prof. Giuseppe Conte, secondo quanto riportato su “Il fatto Quotidiano” del 23 novembre 2018, avrebbe percepito 100mila euro dalla Vaporart, azienda milanese di sigarette elettroniche. Pur avendo smesso di fumare, Salvini si sarebbe preso a cuore la causa di ottenere delle norme di maggior favore per le industrie del settore delle sigarette elettroniche. Per “La Stampa” del 23 novembre 2018, il finanziamento alla Lega di Salvini da parte della Vaporart ammonterebbe a 75mila euro.

Sull’articolo del Fatto Quotidiano è messo bene in evidenza che questi finanziamenti a partiti e politici coprono tutto l’arco costituzionale. (LEGGI)

Finanziamenti sicuramente regolari in quanto per la legge italiana è possibile finanziare in diversi modi la politica, come già facemmo notare in un precedente articolo(LEGGI).

In questo contesto non si può escludere che qualche azienda concorrente della Piaggio finanzi partiti o esponenti politici per ottenere dei vantaggi. Nel caso della crisi di Piaggio ci potrebbe essere l’interesse a fare in modo che venga mantenuto un profilo basso nella vertenza. I vasi comunicanti tra politica e sindacati sicuramente non sono poi di aiuto alla causa dei lavoratori.

Valente – Conte

Il poco interesse del governo giallo-verde sulle politiche industriali del nostro paese ed in questo caso particolare per Piaggio, è denotato anche dal fatto che non si riscontrerebbero particolari prese di posizione, ad esempio, da parte del deputato savonese Simone Valente (5 Stelle), che occupa, tra l’altro, la prestigiosa posizione governativa di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ci chiediamo quale legame abbia Valente con il territorio che lo ha eletto. Comunque Valente pare essere più che altro interessato alla decrescita felice, la sceneggiata sulle olimpiadi invernali del 2026 (LEGGI), non è stato sicuramente un bel biglietto di presentazione per il nostro paese (LEGGI).

Toti

Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (Forza Italia) segue da vicino la vicenda, ma neanche troppo, non avendo preso parte all’incontro al MISE del 20 novembre, pur avendolo assicurato alle organizzazioni sindacali. Per Toti “L’amministrazione straordinaria ha un piccolo vantaggio è quello di mettere il Mise di fronte a delle decisioni di cui si assumerà totalmente la responsabilità. Ora attendiamo la nomina dei commissari. Per quanto ci riguarda abbiamo ribadito in tutte le sedi che riteniamo Piaggio un pezzo pregiato dell’industria italiana,irrinunciabile per la tecnologia del nostro Paese”.

Tra le la priorità del presidente Toti vi è però quella che per Pasqua sia rifatta la strada di Portofino, non vorrà mai che il suo ex datore di lavoro non possa accedere comodamente al suo castello a picco sul mare o non possa andare a sorseggiare agevolmente un aperitivo sulla piazzetta.

Castello Bonomi Bolchini di Portofino

Andrea Pasa segretario generale della CGIL di Savona, instancabile nel richiedere l’aiuto della politica locale, nelle note finali di un accorato appello, dichiara “invitiamo sin d’ora tutti coloro che hanno a cuore il futuro della provincia, a partire dagli amministratori locali e regionali per arrivare alle associazioni datoriali, a partecipare compatti alla manifestazione per chiedere al Governo di stare dalla parte dei lavoratori”. Secondo Pasa allo sciopero con manifestazione indetto per lunedì 26, dovrebbero partecipare anche le associazioni datoriali quindi, ad esempio, il presidente dell’Unione Industriali della Provincia di Savona, dovrebbe essere alla testa del corteo di fianco ai lavoratori a portare lo striscione della Piaggio.

Pasa

Forse Pasa è un po’ confuso, o è l’ennesima la conferma che a Savona il consociativismo tra associazioni datoriali, politica e sindacati per fare gli interessi non si sa bene di chi (sicuramente non dei lavoratori salariati) è sempre una questione attuale. L’appello di Pasa sembrerebbe più che altro una levata di scudi contro l’attuale governo, più che la dichiarazione di uno sciopero per difendere il reddito dei lavoratori savonesi.

Se la situazione è così grave un dirigente sindacale più che una chiamata alle armi da parte di politica ed istituzioni savonesi, avrebbe dovuto convocare uno sciopero generale di categoria, visto che altre imprese metalmeccaniche della provincia sono in difficoltà.

Se nel consociativismo tra il mondo economico, politico e sindacale si può ritrovare una delle cause della crisi dell’industria savonese, Tirreno Power ne è stato il primo esempio di questi ultimi anni, a cui è seguito quello di Piaggio e visto che Bombardier non parrebbe in condizioni migliori rispetto alle prime due, il non c’è due senza tre non è da escludere.

Vaccarezza al consiglio comunale di Vado Ligure in compagnia del sindaco Monica Giuliano (PD)

Se per Angelo Vacarezza (Forza Italia), che ha recentemente preso parte al consiglio comunale di Vado Ligure a sostegno dei lavoratori di Bombardier, un ordine del giorno in consiglio comunale o regionale non lo si nega a nessuno, pare che lunedì 26 prenderà parte al corteo di Piaggio, coerentemente alle sue dichiarazioni, in compagnia del vice presidente del consiglio regionale Luigi De Vincenti (PD).

Tra aziende insolventi e partiti politici in disgrazia (PD – Forza Italia) i sindacati savonesi si potranno trovare in buona compagnia (anche i sindacati confederali non godrebbero di ottima salute), non resta che augurare le migliori fortune ai lavoratori salariati savonesi.

Quella di lunedì 26 più che uno sciopero per la difesa del reddito rischia di trasformarsi nella marcia dei decotti.

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