Area di crisi complessa – Primi segnali di ripresa.

 Area di crisi complessa – Primi segnali di ripresa.

Dopo la lunga pausa elettorale i tranquilli sindacati savonesi tornano a fare sentire prepotentemente la loro voce.
Quel che rimane dell’industria savonese è spesso oggetto del riacutizzarsi di vertenze mai del tutto risolte, quelle dei cantieri ex Mondomarine di Savona, di Piaggio Aerospace o di Bombardier ne sono alcuni esempi, oltre al presentarsene di nuove, come quella recentissima della Asset Water Technology di Altare.
 
Vertenze molto diverse tra di loro, ma che confermano ancora una volta che a pagare il conto
finale di scelte altrui, sono unicamente i lavoratori, vuoi che le motivazioni della crisi aziendale siano da ricercarsi in comportamenti al limite o al di fuori della legalità da parte della dirigenza aziendale, vuoi per scelte che hanno come unica motivazione una sempre più sfrenata ricerca del profitto. Tutto ciò ci fa domandare se la ripresa che è stata annunciata da diversi mesi sia in buona parte frutto di propaganda, oppure abbia effettivamente delle solide basi.

Dopo il fallimento, per i lavoratori dei cantieri ex Mondomarine sembra non esserci pace. Come riportato sugli articoli apparsi sui vari quotidiani, sui cantieri ex Mondomarine risulterebbe pendente un ricorso al TAR della Monaco Marine, una delle aziende escluse dalle offerte per rilevare il fallimento dichiarato a fine 2017. Monaco Marine contesterebbe le modalità di rilascio della concessione demaniale di quattro anni, delle aree, firmata dal presidente dell’autorità di sistema portuale Paolo Emilio Signorini, in concomitanza del fallimento. La pronuncia del TAR sarebbe attesa per il 24 marzo.

 
Cantieri ex. Mondomarine

L’esclusione di Monaco Marine, che aveva avanzato una proposta di acquisto per i cantieri savonesi in fallimento, è avvenuta a vantaggio dei cantieri Palumbo Group Shipyards di Napoli. L’ingresso della Palumbo è avvenuto tramite una nuova società la Palumbo Superyachts Savona srl, che ha preso in affitto il ramo d’azienda per 6 mesi, riassorbendo, al momento, solo tredici lavoratori. Gli altri lavoratori resterebbero senza lavoro, tutele e garanzie in attesa dell’aggiudicazione definitiva. (La Stampa 9 marzo 2018)

Secondo quanto riportato su La Stampa del 24 febbraio 2018 a detta di Lorenzo Ferraro della CGIL di Savona e Franco Ballato della UIL, Monaco Marine avrebbe proposto l’acquisto dei cantieri e l’assunzione di 40 lavoratori, “mentre Palumbo ha garantito la riassunzione in caso di aggiudicazione della gara”. I due sindacalisti, secondo quanto riportato sull’articolo, non avrebbero specificato se la “riassunzione” da parte di Palumbo fosse relativa a tutti i lavoratori.

 
Paparusso – Ferraro

Franco Paparusso della UIL è categorico “C’è una quarantina di lavoratori senza stipendio da mesi e senza ammortizzatori sociali e se non avremo una risposta entro breve adotteremo iniziative forti e decise”. Per Paparusso evidentemente il gazebo davanti al cancello dei cantieri del giugno 2017, l’assemblea pubblica di fine agosto nella Sala Rossa del comune di Savona con relativa passerella di politici, lo sciopero ad una sola corsia del 29 settembre 2017 e l’occupazione durante il ponte dell’Immacolata, quando tutti erano distratti dagli acquisti natalizi, erano solo degli avvertimenti. Ora dopo che il cantiere è fallito, per Paparusso, sarebbe necessario passare all’azione con iniziative forti e decise. Le iniziative forti e decise forse era il caso di prenderle prima del fallimento di Mondomarine, quando il socio di maggioranza, Alessandro Falciai, era ancora presidente del Monte di Paschi di Siena, si avrebbe avuto ragionevolmente maggiore forza contrattuale da parte dei lavoratori.

Tra l’assunzione di 40 lavoratori proposta da Monaco Marine e la non specificata “riassunzione” di Palumbo, bisogna evidenziare che in altre occasioni la Palumbo Group Shipyards di Napoli non sembrerebbe essersi dimostrata un soggetto imprenditoriale di massima trasparenza ed affidabilità. E’ il caso ad esempio dell’acquisizione dei cantieri Isa Yacht di Ancona, dove si sono registrati numerosi scontri con i sindacati locali che lamentavano il mancato rispetto degli accordi sulla cassa integrazione. (LEGGI)

E’ necessario inoltre ricordare il grave incidente sul lavoro ai cantieri Palumbo Isa Yacht di Ancona dell’ottobre 2017 che ha avuto come conseguenza il decesso di un lavoratore, a tale riguardo si noti come la Fiom – Cgil di Ancona mantiene alta l’attenzione sul caso.

Altri analoghi episodi di scarsa attenzione alla sicurezza del lavoro si sono verificati ai cantieri di Malta controllati da Palumbo. Anche nei cantieri maltesi sono da segnalare dei decessi e dei presunti illeciti ambientali, di cui si è già riportato in un precedente articolo. (LEGGI)

La Palumbo controlla anche dei cantieri navali a Messina ed anche in questi cantieri sarebbero riscontrabili dei procedimenti penali che coinvolgono la proprietà.

Come riportato sul Corriere del Mezzogiorno del 28 novembre 2015, i titolari dei cantieri Palumbo di Messina, insieme ad altri soggetti, sarebbero implicati in un procedimento giudiziario per presunti illeciti di smaltimento di rifiuti speciali. (LEGGI)

Questi procedimenti giudiziari non sembrerebbero ancora essersi conclusi (LEGGI).

La Palumbo Group Shipyards sembrerebbe però essere una società con molte disponibilità finanziarie e come riporta il Times of Malta del 25 febbraio 2018 (LEGGI), la Palumbo dopo l’operazione da oltre 10milioni di euro per l’acquisizione dei cantieri ex Mondomarine di Savona, solo un mese dopo avrebbe aperto un nuovo sito produttivo sul Mar Nero a Costanza in Romania.

 
Piaggio P180

Anche ai lavoratori di Piaggio Aerospace sembrerebbe essere caduta inaspettatamente una nuova tegola sulla testa. E’ notizia del 13 marzo 2018 che centoquattordici lavoratori in cassa integrazione di Piaggio Aerospace abbiano ricevuto delle lettere di licenziamento. Ottanta lavoratori sono occupati nello stabilimento di Sestri Ponente e trentaquattro a Villanova d’Albenga.

Solo pochi giorni prima, sabato il 10 marzo, il Secolo XIX e la testata on line The Medi Telegraph, in occasione di un’intervista all’amministratore delegato di Piaggio, Renato Vaghi, titolavano «Piaggio vende, ma senza esuberi». Per Renato Vaghi il punto di forza del nuovo piano industriale da poco presentato è «aver salvato tutti i 1.200 posti di lavoro. Quest’azienda ha dovuto scegliere quale strategia adottare per continuare a crescere». Vaghi nel passo dell’intervista in cui parla dello stabilimento di Sestri Ponente e degli 80 lavoratori in cassa integrazione dichiara «Non ci saranno altri cambiamenti. Il numero dei dipendenti presenti a Genova non calerà ancora e per il personale considerato in esubero stiamo cercando un’adeguata soluzione. Contiamo di chiudere il cerchio entro pochi mesi».

 
Mulè – Pinotti – Calenda – Vaghi

L’adeguata soluzione in inadempienza dell’ “Accordo del 10 giugno 2014” sarebbe quindi quella del licenziamento. Garanti di questo accordo sono la Regione Liguria ed il Ministero dello Sviluppo Economico, ora rappresentati dal Presidente Giovanni Toti (Forza Italia) e dal ministro Carlo Calenda (da poco PD).

A proposito di Piaggio è necessario ricordare il recente dibattito elettorale che ha visto scontrarsi il Ministro della Difesa Roberta Pinotti (PD) e Giorgio Mulè candidato (paracadutato) in Liguria per Forza Italia.

Il Ministro Pinotti attaccata da Mulè per la cattiva gestione del caso Piaggio, difende la politica del suo governo riguardo alla conduzione della vertenza, mentre Mulè conclude dicendo che “dal 5 marzo, quando ci saremo noi avremo una politica industriale completamente diversa”. Vedremo chi avrà ragione, neanche a dirlo, il conto è stato presentato ai lavoratori.

Anche per Bombardier la situazione dei carichi di lavoro per evitare ulteriori esuberi non sembrerebbe ancora del tutto chiarita, come già avevamo evidenziato nell’articolo dello scorso 13 febbraio. (LEGGI)

 
Toti – Rixi – Berrino – Giuliano

Per tentare di dare una soluzione alla vertenza Bombardier, pare che lo scorso 5 febbraio le organizzazioni sindacali savonesiabbiano inviato al Ministero dello Sviluppo Economico ed alle istituzioni locali una richiesta di sollecito per un incontro, in quanto i tempi per la chiusura dell’accordo con Hitachi Rail, che garantirebbe i carichi di lavoro necessari, assieme ad altre commesse già acquisite, stanno subendo dei ritardi estremamente preoccupanti. I destinatari della richiesta d’incontro sarebbero il Viceministro dello Sviluppo Economico on. Teresa Bellanova (PD – ex CGIL), la Regione Liguria nelle persone del Presidente Giovanni Toti (Forza Italia) e degli assessori Edoardo Rixi (Lega Nord) e Giovanni Berrino (Fratelli d’Italia), il Comune di Vado Ligure e la Provincia di Savona nella persona di Monica Giuliano (PD) oltre al Prefetto di Savona.

Al momento non si ha ancora notizia che sia stato fissato alcun incontro istituzionale per Bombardier e vista la situazione politica di incertezza dopo le elezioni del 4 marzo, è presumibile che i tempi subiranno ulteriori dilatazioni, data anche la scarsa propensione di lavoratori e sindacati savonesi ad esigere rispetto da parte della politica e delle istituzioni.

La vertenza più recente è quella della Asset Water Technology di Altare, azienda che opera nel settore della realizzazione di erogatori d’acqua per uso domestico e professionale, con impiegati otre quaranta lavoratori diretti.

La proprietà di Asset ha deciso di trasferire la produzione ad Arsago Seprio a nord di Milano non avendo, a loro detta, trovato un sito idoneo in provincia di Savona per espandere le produzioni, malgrado gli incentivi relativi al riconoscimento di area di crisi complessa di diversi comuni della provincia.

I sindacati sembrerebbero non credere alla versione fornita dall’azienda, dato che sarebbe stata offerta ad Asset un area a Dego, comprensiva di capannone a condizioni di grande favore.

“Ci opponiamo a questa incredibile decisione non solo perché l’azienda garantisca la continuità per i lavoratori ma anche perché è impensabile che si trasferiscano a Varese. Si tratta di un’azienda che sta più che bene visto il record di produzione dello scorso mese” tuona minaccioso Andrea Mandraccia segretario Fiom CGIL di Savona. (SavonaNews 6 Marzo 2018)

Sempre secondo quanto riportato da SavonaNews durante lo sciopero dei lavoratori di Asset, si sarebbe verificato lo spiacevole fatto che l’amministratore delegato della società, passando in auto davanti al corteo, si sarebbe fermato a fotografare i lavoratori ridendo.

 
Foscolo – Valente

La neoeletta deputata della Lega di Salvini Sara Foscolo, dopo l’elezione, dichiara “industria e infrastrutture sono le priorità”. Vedremo se con i 429 voti (38,68%) presi ad Altare, i 10.853 voti (32,33%) presi a Savona o i 1426 voti (28,80%) presi a Vado Ligure, la neoeletta Sara Foscolo si ricorderà dei lavoratori di Asset, Mondomarine o Bombardier. Analogo discorso per il paracadutato Giorgio Mulè se con 767 voti (48,69%) presi nel comune di Villanova d’Albenga riuscirà a dare un segnale di discontinuità alla politica industriale condotta fino ad oggi, come annunciato nel confronto con il ministro Roberta Pinotti su Primocanale lo scorso 21 febbraio.

Il deputato riconfermato del Movimento 5 stelle Simone Valente nella trasmissione Fuori Roma del 11 febbraio 2017 condotta dalla giornalista Concita de Gregorio ha dichiarato che la soluzione immediata per chi ha perso il lavoro, come ad esempio nel caso della chiusura di Tirreno Power, è il reddito di cittadinanza.

Comunque niente paura per i lavoratori savonesi, se per vincere le elezioni la celebre frase ”se vuoi avere successo a questo mondo, prometti tutto e non mantenere nulla” è sempre attuale, a ricordare alla politica gli impegni presi ci penserà tra pochi giorni Andrea Pasa candidato a succedere a Giulia Stella alla segreteria della Camera del Lavoro di Savona.

 

Stella – Pasa

Qui vediamo Pasa nello sciopero ad una sola corsia a sostegno della vertenza Mondomarine del 29 settembre 2017, probabilmente impegnato in una durissima trattativa telefonica con i vertici aziendali o con i creditori per trovare qualche spiraglio di soluzione per la vertenza.

Se è andata male con Mondomarine in ogni modo, i sindacati savonesi sapranno riscattarsi al meglio con Piaggio con l’ “Accordo del 10 giugno 2014” , che sicuramente Pasa conosce molto bene, e siamo quindi certi che da ora in poi, anche a Savona, i patti saranno fatti rispettare.

 

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