Vado Ligure – Bombardier qualcosa non torna.

Su un articolo di IVG, Andrea Mandraccia, segretario provinciale Fiom CGIL di Savona, con oltre un giorno di ritardo, rilascia alcune dichiarazioni sull’incontro presso l’Unione Industriali di Savona per discutere della vertenza dello stabilimento di produzione di materiale rotabile Bombardier Transportation Italy di Vado Ligure, tenutosi lunedì primo aprile.

Il giorno successivo, 2 aprile, ci sarebbero state le assemblee in cui i lavoratori avrebbero dato mandato alle Segreterie Territoriali ed alle RSU di proclamare due giornate di sciopero. L’articolo di IVG è uscito il 2 aprile 2019 alle 19.12, ma lo stesso Mandraccia, il 2 Aprile, era impegnato con la vertenza LaerH ad Albenga.

Probabilmente, era presente qualche sostituto della segreteria Fiom CGIL alle assemblee tenute allo stabilimento di Bombardier. Mentre non saremmo al momento a conoscenza di analoghi comunicati condivisi da parte delle segreterie di CISL e UIL. La confusione pare regnare sovrana nei sindacati savonesi e forse per le troppe ed impegnative vertenze in atto, riesce difficile coordinare anche i consueti comunicati stampa un tempo sempre precisi e puntuali.

Analogamente, al momento, non avremmo reperito nessun altro comunicato da parte di altri mezzi di informazioni riguardo all’incontro di Bombardier all’Unione Industriali di lunedì primo aprile. La notizia che un incontro all’Unione Industriali sulla vertenza di Bombardier si sarebbe tenuto un lunedì, era stata pubblicata su La Stampa di giovedì 21 marzo 2019.

Mandraccia – Mazziotta

A tale proposito Gianni Mazziotta  della UILM savonese, spiegava «confidiamo che la nuova dirigenza abbia una diversa attenzione per lo stabilimento di Vado. Ad oggi ci sono già le prime consegne relative alla commessa delle Traxx e quindi nei prossimi mesi si andrà ad un primo importante scarico di lavoro che andrà rimpiazzato speriamo con nuove commesse»

Lo stesso Mazziotta, come già fatto notare nel precedente articolo “Il tempo stringe” (LEGGI), sullo stabilimento Bombardier di Vado Ligure, sembra avere idee un po’ ondivaghe. Ricordiamo sempre che nelle aree ex Ferrero attigue allo stabilimento Bombardier, sarebbe stata annunciata la realizzazione di un grande centro commerciale e residenziale (LEGGI).

Il Secolo XIX di mercoledì 3 aprile riferisce di un ultimo incontro fra azienda e sindacati ospitato all’Unione industriali, senza specificare nel dettaglio quando questo si sia tenuto, ma non sarebbero emerse sostanziali novità, sulle intenzioni del gruppo Bombardier per il sito di Vado Ligure.

Ancora il Secolo XIX di giovedì 4 aprile, sullo sfondo della vertenza di Piaggio Aerospace, lancia nuovamente un allarme per il sito produttivo di Bombardier, facendo notare che i problemi si trascinano dalla fine della maxicommessa delle locomotive E464, per i treni regionali. La commessa sarebbe però terminata nel dicembre 2015 (LEGGI). Verrebbe quindi spontaneo chiedersi cosa si sia fatto nei tre anni successivi per invertire la tendenza al declino e salvaguardare il reddito dei lavoratori, visto il massiccio utilizzo di ammortizzatori sociali. Non viene riferito però di nessun incontro all’Unione industriali.

La Stampa di giovedì 4 arile, non farebbe riferimento a nessun vertice all’Unione Industriali svoltosi recentemente, confermando di fatto che la vertenza è rimasta ferma a fine dicembre 2018 e che “l’assemblea dei lavoratori ha proclamato uno sciopero per venerdì 12 aprile e quello successivo, il 19 aprile.”

Comunque, fatto sta che questo incontro all’Unione Industriali si sia tenuto o meno, la situazione di Bombardier pare non aver riportato novità rispetto al 19 dicembre 2018, quando si era tenuto l’ultimo sciopero e, si attenderà ancora fino al 12 e al 19 aprile, per attuare qualche iniziativa.

Peraltro, il 19 aprile è il Venerdì Santo, per cui è possibile che molti lavoratori siano in ferie ed è più difficoltoso reperire qualche interlocutore politico ed istituzionale di rilievo. Ci si domanda se, nella scelta di questa data, la funzione di indirizzo ed organizzazione che dovrebbero fornire le segreterie territoriali dei sindacati abbia funzionato.

Seguiranno poi le giornate di festa del 25 Aprile e del primo maggio con i relativi possibili ponti, periodo sicuramente di grande distrazione. Poi anche l’estate sarà alle porte e si sa le occasioni di svago in riviera non mancano, tra spiagge, immersioni e quanto altro.

Bisogna anche tenere in considerazione che a Vado Ligure a fine maggio ci saranno le elezioni amministrative, ed alzare troppo l’attenzione sulla crisi di Bombardier, potrebbe non essere conveniente per la campagna elettorale del sindaco uscente, Monica Giuliano (area PD), che tanto si era spesa per l’area di crisi complessa del savonese, in qualità di Presidente della Provincia

Monica Giuliano

Fintanto che la carica di Presidente della Provincia era occupata dalla Giuliano, la procedura dell’area di crisi complessa sembrava procedere rapida, ora inaspettatamente, vi sarebbero dei rallentamenti (LEGGI). Il cerino acceso è rimasto nelle mani del senatore del ponente savonese Paolo Ripamonti (Lega di Salvini), vicepresidente della Commissione industria del Senato, che ha l’arduo compito di dipanare la matassa. Matassa sicuramente non facile da sbrogliare, viste anche le molte contraddizioni che contraddistinguono il governo verde-giallo che lo stesso Ripamonti appoggia.

Ripamonti – Salvini

La propaganda vuole che Vado Ligure sia un paese felice, come anche traspare nel periodico di informazione a cura del Comune di Vado Ligure, Vado News, in attesa di registrazione, e di cui è uscito il primo numero (LEGGI). Ci si domanda se la pubblicazione proseguirà anche dopo le elezioni.

Le strategie messe in campo dai sindacati savonesi per tentare di dare uno spiraglio alla vertenza di Bombardier non sembrano essere troppo chiare, vi si riscontrano molte contraddizioni, si vive alla giornata, facendosi più che altro i portavoce dei voleri dell’azienda ed avendo riguardo a servire al meglio la politica amica, le istanze dei lavoratori sembrano più che altro un fattore di propaganda da utilizzarsi al momento più opportuno.

Le vertenze di Piaggio e Tirreno Power sono gli ultimi esempi di questo modus operandi, da alcuni lustri l’ombra dei fallimenti (più o meno perfetti), non sembra voglia abbandonare l’industria savonese.

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