UNA PRECISAZIONE: Ponti chiusi a Savona: il sindaco non li ripara, ma ha il dovere di difendere la città

Qualcuno (addirittura un giornalista) ha contestato la nostra vignetta satirica sui ponti chiusi di Savona, sostenendo che il sindaco Russo non avrebbe responsabilità perché uno è di competenza ANAS e l’altro dell’Autorità portuale. Ma le responsabilità di un sindaco non finiscono dove termina la proprietà comunale.

Mettiamo subito in chiaro una cosa: nessuno pretende che il sindaco Russo indossi il casco, prenda cazzuola e cemento e vada personalmente a riparare i ponti.

Sappiamo benissimo che la manutenzione spetta agli enti competenti. Ma questo non significa affatto che il primo cittadino possa considerarsi estraneo alle conseguenze delle loro decisioni.

Il sindaco è il primo responsabile politico della tutela degli interessi della città. Non della manutenzione di ogni infrastruttura, naturalmente, ma della capacità dell’amministrazione di affrontare i problemi che ricadono sulla vita quotidiana dei cittadini.

Quando un ponte viene chiuso per lavori programmati da tempo, quando un altro rimane inutilizzabile per mesi, quando la viabilità cittadina viene messa in difficoltà, il sindaco non può semplicemente rifugiarsi dietro la frase: «Non è di nostra competenza».

Ha il potere di intervenire politicamente e istituzionalmente e il dovere di attivarsi per tutelare i cittadini.

Può chiedere formalmente conto dei ritardi, sollecitare ANAS e Autorità portuale, pretendere cronoprogrammi attendibili, promuovere tavoli in Prefettura, coordinare la viabilità comunale e chiedere soluzioni alternative per ridurre i disagi.

E soprattutto deve informare la cittadinanza su ciò che sta facendo, sulle risposte ricevute e sugli impegni ottenuti.

Non può imporre la riapertura di un ponte che presenta problemi di sicurezza, ma può esercitare tutta la pressione istituzionale consentita dal suo ruolo affinché gli interventi vengano affrontati con la necessaria urgenza.

La vera domanda, dunque, non è di chi siano i ponti, ma che cosa abbia fatto concretamente il sindaco per tutelare Savona.

Quali richieste formali sono state presentate? Quali garanzie sui tempi sono state ottenute? Quali provvedimenti sono stati adottati per limitare i disagi? E quali risultati sono arrivati?

Sono domande legittime alle quali sarebbe utile ricevere risposte documentate.

Perché partecipare a una riunione non basta, da solo, a dimostrare che siano state trovate soluzioni efficaci.

E veniamo alla nostra vignetta.

La satira non è una relazione tecnica, non deve riportare l’organigramma di ANAS né il regolamento dell’Autorità portuale. Serve a mettere in evidenza, anche attraverso l’esagerazione, i problemi e le contraddizioni della politica.

La nostra vignetta non accusa Russo di aver danneggiato i ponti o di essere il responsabile tecnico dei ritardi. Critica una situazione che penalizza pesantemente Savona e richiama il sindaco alle sue responsabilità politiche.

Se poi qualcuno ritiene che un sindaco non debba rispondere politicamente dei disagi che colpiscono la sua città soltanto perché le infrastrutture appartengono ad altri enti, allora abbiamo un’idea molto diversa del ruolo di un primo cittadino.

Essere sindaco non significa soltanto inaugurare opere, tagliare nastri e annunciare progetti. Significa anche affrontare i problemi, soprattutto quelli più difficili, anche quando le competenze sono di altri.

E se per fare una vignetta satirica dobbiamo prima consultare il Codice della strada e chiedere il permesso ad ANAS, allora siamo davvero alla frutta.

I ponti saranno anche di ANAS e dell’Autorità portuale. Ma la città è Savona, i disagi sono dei savonesi e il sindaco è stato eletto per rappresentarli e difenderne gli interessi.

Questo, almeno, non dovrebbe essere oggetto di discussione.

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