Smart city un corno: qui comandano topi e zanzare

Lo scorso 2 luglio raccontavamo del progetto lanciato dal sindaco di Nizza, Christian Estrosi, contro le zanzare tigre: una campagna sistematica di prevenzione, monitoraggio e disinfestazione, con tanto di mappe digitali e coinvolgimento dei cittadini. Una strategia concreta, non un PowerPoint. Dall’altra parte del confine, qui da noi, le zanzare tigre ci hanno già colonizzato. Sono le vere regine dell’estate. E con loro, ovviamente, i topi.

Da mesi si parla di “rilancio”, “transizione ecologica”, “città sostenibile”. Savona si candida a tutto: progetti europei, bandi PNRR, piani urbani integrati, sogni a ciclo continuo. Ma intanto — nei vicoli, nei cortili, nei tombini — comandano loro: topi e zanzare tigre.

I roditori passeggiano indisturbati, ormai parte del paesaggio. Per loro, qualche sindaco ha almeno avuto la decenza di firmare un’ordinanza. Le zanzare tigre, invece, possono dormire sonni tranquilli: a Savona non le disturba nessuno. Nessun piano antizanzare, nessuna campagna informativa, nessuna disinfestazione sistematica. Forse perché non mordono voti?

E dire che basterebbe poco: controlli sui ristagni d’acqua, pulizia dei tombini, disinfestazioni periodiche. Ma no, troppo semplice. Troppo concreto. Qui si preferisce inseguire il grande sogno della città futurista mentre si affoga nella quotidianità medievale.

Savona non ha bisogno di voli pindarici, ma di scarpette da lavoro. Invece si va avanti tra render 3D e annunci da convegno, mentre il cittadino — quello vero, quello che prende le punture sulle gambe — si arrangia con lo spray.

Altro che transizione ecologica. Questa è una regressione igienico-sanitaria.
Altro che “smart city”. Qui la vera intelligenza è quella delle zanzare, che hanno capito tutto: a Savona puoi fare quello che vuoi.

Forse un giorno vedremo una task force per la lotta agli insetti. Forse si farà un tavolo tecnico. Forse arriverà una delibera. Nel frattempo, di opposizione in città non c’è  solo quella in consiglio comunale: c’è anche quella che ronza nelle orecchie ogni notte e ti sveglia con una puntura sul collo.

Prima di grandi progetti bisognerebbe tornare al buon senso: una città è vivibile solo se è pulita, sana e sicura. E per farla tornare tale, servono meno promesse e più disinfestazioni.

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