A gennaio eravamo stati facili profeti. Quando il consigliere comunale di Vado Ligure Roberto Stranieri aveva lasciato il gruppo di opposizione Vivere Vado per fondare il gruppo misto, senza entrare ufficialmente nella maggioranza, avevamo scritto che, nella sostanza politica, quel passaggio sembrava avvicinarlo parecchio alla maggioranza...leggi
Nel Consiglio comunale del 29 settembre ne è arrivata una conferma piuttosto eloquente.
La vicenda riguarda l’elezione del vicepresidente del Consiglio comunale, carica che spetta alla minoranza.
Vivere Vado, però, non ha mai creduto particolarmente nell’utilità di questa figura. Anche perché, nella precedente legislatura, la vicepresidenza era stata di fatto introdotta durante l’amministrazione dell’allora sindaca Monica Giuliano, come contropartita alle dimissioni dell’assessore ai Lavori pubblici Verdino.
Proprio per questo, quando nel 2024 si è insediato l’attuale Consiglio comunale, Vivere Vado, per coerenza con la propria posizione aveva rifiutato di eleggere un proprio membro alla vice presidenza lasciando la carica vacante
Le cose sono cambiate dopo l’uscita di Stranieri da Vivere Vado e la nascita del gruppo misto. Il consigliere ha chiesto secondo statuto l’elezione del vicepresidente.
A quel punto si è verificata una situazione politicamente curiosa. Siccome Vivere Vado non ha ritirato la scheda, confermando così la propria contrarietà alla figura del vicepresidente, a Stranieri sarebbe bastato il proprio voto per essere eletto.
Ed è qui che arriva il particolare politicamente più interessante.
La maggioranza, pur non avendo alcuna necessità di intervenire per consentire l’elezione, ha votato compatta per Stranieri.
Un voto numericamente superfluo, ma politicamente molto significativo.
Stranieri continuerà formalmente a sedere nel gruppo misto e non nella maggioranza. Ma dopo il voto del 29 settembre la distinzione appare sempre meno palese.
Perché in politica, qualche volta, un voto che non serve a eleggere qualcuno serve benissimo a spiegare da che parte sta.






