Santiago Vacca, commercialista savonese, ha alle spalle una lunga carriera politica e istituzionale disseminata di incarichi di peso. È stato vicesindaco e poi sindaco di Borghetto, assessore provinciale, presidente della Comunità montana Polluce; ha avuto incarichi nei collegi sindacali di Liguria Digitale, del Consorzio Depurazione del Savonese S.p.A., oltre che in società partecipate come Cornigliano S.p.A., Genova Parcheggi S.p.A. e Servizi Ambientali S.p.A.
A Savona il suo nome resta legato, più che a questi ruoli, al suo coinvolgimento nella vicenda dei “Panama Papers” e al tentativo, nel 2018, di rimescolare le carte nella giunta Caprioglio. All’epoca cercò di “far fuori” gli assessori Marozzi e Romagnoli e di ridimensionare l’assessore Piero Santi, con l’obiettivo di ritagliarsi un ruolo da protagonista. Il risultato? Rimase con un pugno di mosche.
Politicamente, Vacca è stato a lungo uomo di punta del Pdl e poi di Forza Italia, fedelissimo di Angelo Vaccarezza, che ha seguito senza esitazioni nell’avventura con Giovanni Toti. Ma da inizio anno la sua parabola ha preso un’altra direzione: nominato commissario straordinario per la realizzazione dei nuovi ospedali liguri, con in mano il delicatissimo dossier della riqualificazione del Santa Corona, sembra aver trovato un nuovo orizzonte politico.
Non più l’azzurro di Forza Italia, ma ora il verde leghista. Complice forse il carisma e gli ideali di Salvini, Rixi e Ripamonti, Vacca pare aver preso le distanze dall’ormai ex mentore Vaccarezza e domenica scorsa si è fatto immortalare a Pontida, nello storico raduno del Carroccio. A testimoniarlo c’è il selfie pubblicato da Sasso del Verme, in cui compare sorridente accanto al senatore Paolo Ripamonti.
Insomma, la parabola di Vacca continua: da uomo di fiducia di Vaccarezza a pellegrino di Pontida, con sempre la stessa certezza in tasca — non importa il colore politico, l’importante è avere una poltrona su cui sedersi.







