Smetteranno di essere Parcheggi da terzo mondo? Per ora solo promesse, annunci e un ricorso al Tar che incombe

Chissà se prima o poi smetteranno di essere “parcheggi da terzo mondo”. È la domanda che molti savonesi si fanno da anni, tra sbarre che non funzionano, aree degradate, vandalismi, scarsa illuminazione e una sensazione generale di abbandono. Ora il sindaco Marco Russo e l’assessore alla Mobilità annunciano l’ennesima svolta: un nuovo “corso” nella gestione dei parcheggi cittadini che dovrebbe – nelle loro intenzioni – garantire più sicurezza, più tecnologia e un’esperienza di sosta finalmente moderna.

Promesse, slogan, cronoprogrammi. Tutto molto bello. Ma intanto resta sul tavolo un dettaglio tutt’altro che secondario: il ricorso al TAR presentato da Gestopark, che pende come una spada di Damocle sull’intera operazione. Una partenza tra fanfare e fanali LED, ma con un giudice che dovrà ancora decidere chi avesse davvero ragione.

TPL prende il controllo: la “nuova era” della sosta

Da oggi i parcheggi a pagamento passano ufficialmente da ATA a TPL. L’amministrazione la chiama “una nuova era”. I cittadini, più pragmatici, preferiscono aspettare prima di giudicare.

Il piano illustrato prevede un investimento complessivo di circa 800 mila euro, con diversi interventi distribuiti tra sicurezza, innovazione e restyling delle aree.

Sicurezza: arriva il “presidio notturno”

A piazza del Popolo e Torre Porto viene introdotto un servizio con guardie giurate attive dalle 22 alle 6, per evitare vandalismi e rendere i parcheggi utilizzabili anche nelle ore più delicate.
Un passo avanti, almeno sulla carta, per due zone che negli ultimi anni hanno visto episodi tutt’altro che rassicuranti.

In arrivo anche 64 telecamere digitali di ultima generazione, collegate a una control room centralizzata che sorgerà proprio a piazza del Popolo. Un sistema che dovrebbe garantire più controllo e risposta immediata in caso di criticità.

Innovazione: tra contactless, lettura targhe e Mobility Card

Tra le novità operative:

  • nuova cassa automatica sia in contanti sia contactless, già attiva in piazza del Popolo;

  • ingresso e uscita rinnovati con sbarre e colonnine più moderne;

  • pagamento “card-in/card-out” senza più ticket cartacei;

  • Savona Mobility Card, il nuovo strumento per gli abbonamenti mensili, progettato per integrarsi con i futuri titoli di viaggio TPL;

  • un InfoPoint attivo 24 ore su 24 e un call center dedicato.

Le dichiarazioni della politica: entusiasmo, cautela e… TAR

Il sindaco Russo si dice convinto che la nuova gestione porterà un «innalzamento della qualità della sosta» e che si inserirà nel percorso di modernizzazione dei servizi pubblici.
Già, peccato che lo stesso sindaco debba ammettere che il giudizio del TAR è ancora pendente. Un dettaglio che suggerisce quantomeno prudenza.

L’assessore Becco parla di «premessa importante» per attuare il Piano della Sosta previsto dal PUMS, mentre TPL mostra grande soddisfazione per il nuovo ruolo.

Nel frattempo, però, resta la sensazione che il Comune stia correndo molto più veloce delle sentenze: investimenti, lavori, dichiarazioni, tutto in attesa che il TAR chiarisca se l’affidamento sia stato vantaggioso, regolare o da rifare.

Dal 2024 al 2026: la lunga marcia dei lavori promessi

Il cronoprogramma è ambizioso e si spinge fino all’estate 2026:

  • entro dicembre: seconda cassa contactless e pagamento con Satispay in piazza del Popolo;

  • gennaio: lettura targhe e cartelli elettronici “posti liberi”;

  • tra gennaio e febbraio: installazione delle 64 telecamere e avvio del progetto “Parcheggi Sicuri”;

  • febbraio: nuove piste di entrata e uscita in piazza del Popolo;

  • primavera: upgrade completo di Priamar, piazzale Piave e Torre Porto.

Sulla carta, una rivoluzione. Nella vita reale, i savonesi ricordano molto bene quante “rivoluzioni” siano rimaste tali solo nei comunicati stampa.

I  cittadini attendono, il TAR decide, il Comune annuncia

Una cosa è certa: i savonesi non chiedono miracoli, ma parcheggi che funzionano, aree sicure, sistemi di pagamento pratici, telecamere che registrano davvero e non appendici decorative.
Perché il degrado, l’insicurezza e i guasti non si risolvono con gli annunci. E la verità è che, finché il TAR non farà chiarezza, il nuovo corso somiglia più a una scommessa che a una certezza.

La speranza?
Che questa volta non sia l’ennesima promessa destinata a svanire come le lampadine di qualche parcheggio troppo spesso al buio.

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