Ripamonti, il megafono di Toti, Rixi e Bucci: Savona paga, Genova incassa

L’assessore regionale esterno della provincia di Savona  Paolo Ripamonti, ancora una volta, ha scelto la strada più comoda: parlare non per Savona ma per conto terzi. Alla platea dell’Assemblea dell’Unione Industriali ha difeso il progetto di un termovalorizzatore in Val Bormida con la solita scusa: «Le nostre industrie, dal vetro alle manifatture, hanno bisogno di energia. Siamo pronti a rinunciare a 300 megawatt di energia dai rifiuti?». Una frase ad effetto, studiata, che sa tanto di ballon d’essai lanciato da chi non vuole metterci la faccia direttamente. Ma Ripamonti lo sa che la corrente si trasmette tramite cavi, e che non è necessario costruire l’impianto accanto a dove serve?

Dietro Ripamonti, infatti, c’è il vice ministro Edoardo Rixi, interessato solo a Genova e capace di usare l’ex assessore savonese come megafono per testare la reazione della gente. Perché la verità è semplice: se ci fosse un minimo di onestà intellettuale, il termovalorizzatore lo si proporrebbe a Genova, città che produce il 75% della rumenta ligure. Invece no: meglio scaricare tutto sulla provincia, facendo viaggiare i rifiuti su camion e strade già congestionate, in un delirio economico e ambientale che non ha alcun senso. Bisogna portare avanti le decisioni prese prima da Toti e ora da Bucci.

Ripamonti, però, non si scompone. Figuracce ne ha collezionate tante: la vicenda dei balneari, le funivie, l’Aurelia bis, i pochi mesi da assessore a Savona. Sempre lo stesso copione: grandi annunci e continui fallimenti. Ma a lui poco importa: incassa i colpi come un pungiball, quello che in palestra serve solo per allenarsi. L’importante è restare a galla, conservare incarico e stipendio, anche a costo di ridursi a ventriloquo politico.

La politica, purtroppo, è piena di personaggi così: pedine manovrate da chi ha il vero potere, con dichiarazioni già scritte e pronte per i giornali. Gente che non rappresenta un territorio, ma lo svende pezzo dopo pezzo, aspettando in silenzio di vedere come reagisce la piazza.

Ripamonti non fa eccezione: è utile a Rixi per mantenere la segreteria regionale della Lega. Ma per Savona e la Val Bormida, condannate a subire decisioni calate dall’alto, è l’ennesima prova che certe carriere non nascono dalla capacità, ma dall’obbedienza.

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