Il 9 dicembre si riunirà il tavolo sul decoro urbano e sul miglioramento del sistema di raccolta rifiuti.
Sette i punti all’ordine del giorno, ma uno in particolare merita tutta l’attenzione dei savonesi: il punto 5, dedicato al superamento del sacco giallo per la plastica.
Ed è proprio da lì che emerge, ancora una volta, il caos di un sistema costruito male e peggiorato strada facendo.
Non chiamiamolo più “porta a porta”: non lo è mai stato
Quando è partita la nuova raccolta – che la giunta si ostina a chiamare “porta a porta” nonostante non lo sia – alle famiglie sono stati consegnati migliaia di mastelli personali.
Un’operazione costata decine di migliaia di euro, annunciata come l’inizio di una rivoluzione nella gestione dei rifiuti.
Peccato che quella “rivoluzione” sia durata pochissimo.
Ben presto ci si è accorti che il progetto non funzionava, né logisticamente né nei quartieri più densi.
E così, in fretta e furia, è partito il cambio di rotta: via i mastelli personali e dentro i bidoni condominiali.
Altra spesa.
Altri soldi pubblici.
Fino a sfiorare, secondo diverse stime, il milione di euro tra acquisti, sostituzioni e distribuzione.
Risultato finale?
- I mastelli consegnati alle famiglie sono sparsi nelle case.
- Quelli mai utilizzati sono accatastati a Quiliano, inutilizzati e inutilizzabili.
- I savonesi pagano un doppio spreco senza nessun beneficio evidente.

Il problema del sacco giallo che vola per le strade
Il punto 5 del tavolo torna su un problema che i cittadini denunciano da mesi:
i sacchi gialli della plastica, lasciati in strada per il ritiro, volano via col vento, si spostano sulla carreggiata, diventano un pericolo per moto e auto e peggiorano il decoro delle vie cittadine.
Una situazione prevedibile fin dal primo giorno.
Ora la soluzione proposta è chiara:
affiancare ai bidoni condominiali un nuovo contenitore grande dedicato ai sacchi gialli.
E ovviamente – nemmeno serve dirlo – questi contenitori andranno comprati.
Tradotto: nuovi costi.
Il tutto mentre il presidente della Seas, Altamura, aveva dichiarato in Consiglio comunale che “il bilancio è in via di sistemazione”.
Una sistemazione che evidentemente passa dalle tasche dei cittadini.
Nuovi bidoni, vecchi problemi: spariranno anche altri parcheggi
Oltre alla spesa economica, c’è un ulteriore problema che nessuno nella giunta sembra voler toccare: gli spazi.
Dove verranno messi tutti questi nuovi contenitori?
Savona non è una città dalle strade larghe e dai marciapiedi generosi.
Qui ogni centimetro conta, e già oggi i bidoni condominiali occupano spazi preziosi.
Aggiungere nuovi contenitori più grandi significa una sola cosa: si toglieranno altri parcheggi.
E mentre i savonesi fanno i conti con pedonalizzazioni improvvisate, cantieri, disagi e una cronica carenza di posti auto, ecco arrivare un altro colpo: meno parcheggi, più plastica da gestire, più caos.
Un film che sembra non finire mai.
Verso i cassonetti intelligenti
Ormai è evidente che, a piccoli passi, si sta tornando verso i cassonetti intelligenti, quelli che funzionano senza generare tutto questo caos.
E se l’obiettivo finale è quello – come tutto lascia suggerire – perché non farlo subito?
Perché non fermare gli sprechi, ammettere che il sistema “porta a porta” è stato un errore e ripartire da ciò che funziona in centro città?
La città merita scuse, trasparenza e un sistema serio. Non toppe costosissime
Il tavolo del 9 dicembre rischia di essere l’ennesimo incontro dove si mette una toppa su una toppa.
E tutte queste toppe hanno un costo.
Un costo che ricade sempre sugli stessi: i cittadini.
La verità è semplice e amara:
- il progetto “porta a porta” è fallito,
- ha generato sprechi enormi,
- ha creato disagi continui,
- e ora toglierà anche spazio urbano prezioso.
Sarebbe ora di dirlo chiaramente, di chiedere scusa alla città, e di costruire finalmente un sistema di raccolta serio, stabile e sostenibile.
Savona non merita altri bidoni.
Merita una gestione dei rifiuti degna di questo nome.







