Povertà energetica: la Liguria a metà del guado, Savona in prima linea

La povertà energetica non fa rumore. Non occupa le prime pagine, non produce emergenze spettacolari, ma entra silenziosa nelle case, soprattutto d’inverno, quando scegliere se accendere il riscaldamento o risparmiare sulla bolletta diventa una decisione quotidiana.
E in Liguria, Savona compresa, il problema è tutt’altro che marginale.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio italiano sulla povertà energetica, nel 2024 2,4 milioni di famiglie italiane vivono in condizioni di povertà energetica. A livello regionale la Liguria si colloca al 7,7%, una percentuale che la pone “a metà classifica” nazionale. Ma questo dato medio nasconde forti diseguaglianze territoriali e sociali.

Liguria: clima mite, case fredde

La Liguria viene spesso raccontata come una regione “fortunata”: clima temperato, inverni brevi, pochi giorni di gelo. Una narrazione comoda, ma fuorviante.
Perché la povertà energetica non dipende solo dal clima, ma da:

  • redditi bassi o fissi,

  • abitazioni vecchie e mal isolate,

  • impianti di riscaldamento obsoleti,

  • bollette sempre più care.

A Savona questo mix è evidente: quartieri popolari, edifici costruiti tra gli anni ’50 e ’70, anziani soli con pensioni minime, famiglie che abitano in alloggi inefficienti dal punto di vista energetico. Case che d’estate diventano forni e d’inverno restano fredde, anche con i termosifoni accesi.

Pompe di calore: la soluzione che non arriva

Nel Green Deal, l’Unione europea indica le pompe di calore come tecnologia chiave per:

  • ridurre la dipendenza dai combustibili fossili,

  • abbattere le emissioni,

  • diminuire i costi energetici nel medio-lungo periodo.

Eppure, in Liguria, secondo Istat, queste tecnologie sono presenti solo nel 12,6% delle abitazioni, contro una media nazionale del 16,1% e del Nord-Ovest del 16,5%. Un ritardo evidente.

Non si tratta di una moda tecnologica, ma di una necessità strutturale: uno studio coordinato da Marco Fossa, professore di energie rinnovabili all’Università di Genova, stima che entro il 2030 l’energia termica prodotta da pompe di calore dovrà aumentare di quasi il 200% per rispettare gli obiettivi energetici e climatici.

Savona e il paradosso energetico

Qui emerge il paradosso savonese – e ligure in generale.
Da un lato si parla di transizione ecologica, dall’altro si continua a vivere in edifici energivori, con caldaie a gas vecchie, infissi inadeguati e condomìni dove ogni intervento diventa una guerra tra assemblee, costi e burocrazia.

Per molte famiglie savonese la pompa di calore non è “una tecnologia verde”, ma un investimento irraggiungibile. I costi iniziali, anche quando ammortizzabili nel tempo, restano una barriera enorme per chi già fatica a pagare le bollette.

Il PNRR: occasione mancata

Il Pnrr avrebbe dovuto rappresentare la grande accelerazione. In parte lo è stato, ma non per chi vive la povertà energetica sulla propria pelle.
Incentivi frammentati, meccanismi complessi, bonus che hanno favorito chi aveva già risorse economiche e capacità di anticipare le spese.

Risultato:

  • chi aveva case migliori le ha migliorate ancora,

  • chi viveva in abitazioni inefficienti è rimasto al palo.

In una città come Savona, questo significa ampliare le disuguaglianze, non ridurle.

Una questione sociale, prima che ambientale

La povertà energetica non è solo un problema ambientale. È una questione sociale e sanitaria. Case fredde significano più malattie respiratorie, più isolamento, più fragilità.
E in una regione che invecchia come la Liguria, ignorare questo tema significa preparare un’emergenza silenziosa.

Transizione sì, ma per chi?

Se la transizione energetica resta una parola buona per i convegni e non entra nelle case di Villapiana, di Legino, di Lavagnola, allora non è una transizione: è una selezione sociale mascherata da green.

La Liguria non è in fondo alla classifica nazionale, ma non può accontentarsi della mediocrità.
Perché a Savona, come in tante altre città liguri, il problema non è il futuro lontano.
È l’inverno che arriva ogni anno.

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