Medici in sciopero il 15 e 16 settembre: protesta contro l’accordo sulle Case di Comunità

Il Sindacato Medici Italiani annuncia due giornate di sciopero nazionale, fissate per il 15 e 16 settembre, accompagnate da manifestazioni in diverse città italiane. Al centro della mobilitazione c’è l’accordo stralcio dell’Accordo collettivo nazionale sulle Case di Comunità, che lo SMI non ha firmato.

Il sindacato contesta in particolare l’obbligo per i medici di medicina generale di garantire ore di presenza nelle Case di Comunità. Una previsione che, secondo lo SMI, rischia di aggravare ulteriormente carichi di lavoro già difficili da sostenere, sottraendo tempo all’assistenza diretta dei pazienti negli ambulatori e sul territorio.

Le richieste sono chiare: abolizione del cosiddetto “ruolo unico”, eliminazione delle ore obbligatorie nelle Case di Comunità, una vera specializzazione universitaria in medicina generale e il rilancio della medicina dei servizi. Temi che riguardano da vicino i cittadini, soprattutto in territori dove trovare un medico di famiglia o ottenere una visita in tempi ragionevoli è già diventato complicato.

Lo SMI ha inoltre affidato ai propri legali il compito di chiedere la disapplicazione dell’accordo per gli iscritti al sindacato. La protesta sarà sostenuta anche da una petizione depositata alla Camera dei Deputati: la proposta di riforma della medicina generale, secondo quanto comunica il sindacato, ha già raccolto quasi settemila firme certificate in un mese.

Si apre dunque una stagione di mobilitazione che pone una domanda concreta alla politica e alle istituzioni sanitarie: le Case di Comunità devono rafforzare la sanità territoriale, non diventare l’ennesimo contenitore burocratico costruito caricando di ulteriori obblighi medici già alle prese con una carenza di organici sempre più evidente.

Firma la petizione  e’  la 1451 occorrono spid e carta d’identità

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