Inceneritore, il Consiglio comunale di Cairo ribadisce il NO. Il Coordinamento: «Val Bormida compatta, ma non abbassiamo la guardia»

Il Consiglio comunale di Cairo Montenotte ha confermato la propria contrarietà alla costruzione dell’inceneritore in Val Bormida. Resta però ancora aperta la questione delle iniziative formali da intraprendere nei confronti della Regione Liguria, a cominciare dalla diffida proposta dalle opposizioni.

Ad aprire la seduta del 18 settembre, convocata esclusivamente per discutere dell’impianto, è stato il sindaco Paolo Lambertini. Il primo cittadino ha ricordato le iniziative adottate dall’amministrazione per ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria, compreso l’esposto presentato nel 2025 alla Procura della Repubblica sulle emissioni degli impianti industriali esistenti.

Lambertini ha confermato che le attuali condizioni ambientali e sanitarie della zona non consentono di prendere in considerazione un nuovo impianto. L’amministrazione, però, non intende avviare per ora ulteriori azioni, almeno fino a quando dalla Regione non arriveranno decisioni capaci di coinvolgere concretamente il territorio cairese.

Una posizione che ha soddisfatto soltanto in parte le opposizioni. La consigliera Giorgia Ferrari ha sottolineato il rischio di attendere troppo a lungo, ritrovandosi poi davanti a un procedimento ormai difficile da contrastare. Secondo quanto riferito in Consiglio, esisterebbero cinque manifestazioni d’interesse riguardanti la Val Bormida, tre delle quali localizzate nel territorio di Cairo.

Ferrari ha invitato maggioranza e opposizione a costruire fin da subito un fronte comune, escludendo anche qualsiasi possibile “baratto” tra la lavorazione del carbone dell’Italiana Coke e il futuro trattamento dei rifiuti.

Il capogruppo di Più Cairo, Fulvio Briano, ha quindi presentato una proposta di mozione congiunta. Il documento chiede al Consiglio comunale di dichiarare un no incondizionato alla prosecuzione di qualsiasi attività tecnica o amministrativa finalizzata a individuare nel territorio cairese il sito del nuovo inceneritore regionale.

La mozione propone inoltre di impegnare sindaco e Giunta a inviare una formale diffida alla Regione Liguria, ad Arlir e agli altri enti coinvolti. La maggioranza ha chiesto tempo per esaminare il testo e valutarne la condivisione. La questione dovrebbe quindi tornare nel prossimo Consiglio comunale, previsto per la fine del mese.

Particolarmente significativa la posizione espressa, dopo la seduta, dal Coordinamento No Inceneritore:

«Prendiamo atto della confermata contrarietà del sindaco Lambertini all’inceneritore in Val Bormida e della posizione compatta di tutta la Val Bormida, a livello amministrativo, contro l’insediamento dell’impianto sul proprio territorio».

Una compattezza che rappresenta certamente un segnale politico importante, ma che non autorizza nessuno a considerare chiusa la partita. Lo stesso Coordinamento richiama infatti cittadini e amministratori alla massima attenzione:

«È fondamentale mantenere vigile e alta l’attenzione, perché l’iter autorizzativo e decisionale regionale è ancora in corso. Occorre seguirlo con partecipazione e interesse».

È questo il punto centrale emerso dalla giornata. Cairo ha ribadito il proprio no, così come hanno fatto gli altri Comuni valbormidesi, ma la Regione non ha ancora concluso il percorso per individuare il sito.

Il fronte istituzionale appare compatto; ora questa unità dovrà tradursi in atti concreti e tempestivi. La mozione e la diffida torneranno presumibilmente in discussione alla fine del mese. Sarà quello il momento per capire se al no politico all’inceneritore seguirà anche una vera iniziativa amministrativa di tutela del territorio.

Perché la contrarietà espressa a parole è importante, ma davanti a un procedimento regionale ancora aperto potrebbero essere necessari anche documenti formali, azioni coordinate e una mobilitazione costante. È proprio per questo che il Coordinamento invita a non abbassare la guardia: la Val Bormida è compatta, ma la partita non è ancora finita.

IL SERVIZIO DEL TG3

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