
Nella provincia di Savona, a quanto pare, l’emergenza non è la criminalità organizzata. Non è lo spaccio, non è la mancanza di lavoro, non è il degrado urbano né la sicurezza delle persone.
No. Il nemico pubblico numero uno, il pericolo assoluto da combattere “senza tregua”, sono… i pini.
Sì, proprio loro: quei pini marittimi che per decenni hanno fatto ombra, rinfrescato l’aria, catturato CO₂, regalato scorci mediterranei da cartolina, accompagnato estati e passeggiate. Oggi, in Riviera, i pini sembrano diventati un bersaglio da abbattere con la stessa determinazione con cui si dà la caccia a una minaccia invisibile.
Savona, Albisola, Celle, e adesso Spotorno: una dopo l’altra, le amministrazioni stanno ingaggiando una battaglia implacabile contro questi alberi “colpevoli” di essere… vivi e rigogliosi. Le motoseghe entrano in azione a chiamata diretta del sindaco, spesso in assenza di perizie autorevoli che certifichino un reale pericolo. E quando gli agronomi – quelli veri – dicono che gli alberi sono sani?
Poco importa: si abbatte lo stesso. È la sicurezza, bellezza.
Il caso emblematico di Spotorno: 30 pini, un ramo caduto e uno sterminio annunciato
L’ultimo episodio arriva da Spotorno, dove una trentina di pini marittimi di via Berninzoni è diventata improvvisamente un “problema”.
È bastato un ramo caduto su un’auto – evento raro ma possibile in qualsiasi città alberata – per decretare la chiusura del parcheggio e l’allarme rosso.
Ordinanze, transenne, sensi unici.
Sembrava la scena di una maxi-emergenza.
Il sindaco Fiorini ha già annunciato un prossimo restyling del parcheggio e, guarda caso, il progetto “passa” anche attraverso l’abbattimento di una parte degli alberi. Quei pini, vecchi di oltre mezzo secolo, hanno radici che spingono sull’asfalto?
Certo. È normale. È la natura.
Ed esistono tecniche, materiali e soluzioni per sistemare tutto senza eliminare gli alberi.
Lo ricordano perfino i cittadini, che hanno aperto una pagina Facebook per difenderli: «Gli alberi sono sani, esistono soluzioni tecniche che risolvono i problemi senza tagliarli».
Ma nonostante agronomi e residenti lo dicano chiaramente, il Comune sembra già pronto a sacrificare nuovi esemplari di alto fusto “per motivi di sicurezza”.
Intanto, dopo la perizia di un agronomo, il parcheggio è stato riaperto.
Segno che l’urgenza, forse, non era tutta questa urgenza.
La sicurezza come foglia di fico
C’è una frase che nei comuni della Riviera sembra essere diventata la scusa perfetta per ogni taglio: «Sono pericolosi».
Ripetila abbastanza volte e diventa una verità incontestabile, anche quando non è supportata da studi, relazioni o valutazioni indipendenti.
Ed è qui che nasce un sospetto sempre più diffuso: sembra quasi che ci sia una mano occulta, una pressione costante e invisibile, che spinga i comuni a procedere con questi abbattimenti senza un reale fondamento tecnico.
Non si sa chi sia, non si sa perché. Ma il risultato è sempre lo stesso: i pini cadono, mentre nessuno si assume la responsabilità di spiegare fino in fondo il perché.
Il paradosso: città sempre più calde, ma si abbattono gli alberi che fanno ombra
In piena emergenza climatica, con temperature estive sempre più alte, gli alberi dovrebbero essere protetti come oro.
I pini – tanto odiati – sono tra le specie che forniscono maggior ombreggiamento, assorbimento di CO₂ e mitigazione delle isole di calore.
Eppure, nella provincia di Savona, sembra che l’unico piano strategico condiviso sia disboscare la linea costiera.
Un capovolgimento logico che ha dell’incredibile.
I cittadini protestano, i sindaci tagliano: due mondi che non si parlano
Lo dicono chiaramente i residenti di Spotorno:
«Questi pini sono un polmone di verde. Hanno 50 anni. Non esiste una motivazione seria per sacrificarli».
Ma le amministrazioni, da anni ormai, scelgono la via più breve: il taglio.
Sempre più spesso senza confronto, senza ascolto, senza coinvolgimento della popolazione.
La Riviera che rinnega la sua identità
La costa ligure è nata con i suoi pini, i suoi ulivi, le sue macchie verdi che scendono verso il mare.
Oggi, paradossalmente, la Riviera rischia di perdere proprio ciò che la rende… Riviera.
In nome di una presunta sicurezza, si sta cancellando un patrimonio naturale che non potrà essere rimpiazzato da qualche albero ornamentale piantato “per fare numero”.
La realtà è semplice: non sono i pini a essere pericolosi.
È la gestione miope, improvvisata e reattiva del verde pubblico a esserlo.
E finché i comuni della provincia di Savona continueranno a vedere negli alberi dei nemici, la nostra costa diventerà sempre più grigia, più calda, più povera.
E infinitamente meno vivibile.






