Fiorini non mollare: a Spotorno la spiaggia torna pubblica

Il sindaco Mattia Fiorini

A Spotorno sta succedendo una cosa rara, quasi rivoluzionaria per la Liguria: un sindaco che prova a rimettere al centro l’interesse pubblico sul bene più prezioso che abbiamo, il mare. E per questo viene attaccato.

Il nuovo Piano di Utilizzo del Demanio presentato dal sindaco Mattia Fiorini non è un capriccio ideologico né un atto punitivo verso qualcuno. È una scelta politica chiara, dichiarata, coerente: portare Spotorno al 40% di spiagge libere, come da indirizzi europei, restituendo spazio ai cittadini, alle famiglie, ai residenti e anche a un turismo meno blindato e più accessibile.

Una scelta che rompe un tabù

In Riviera siamo abituati da decenni a un dogma non scritto: i bagni non si toccano. Concessioni infinite, litorali spezzettati, chilometri di mare dove l’accesso è possibile solo pagando. Spotorno prova a dire che un altro modello è possibile: meno stabilimenti, più spiagge libere attrezzate, con servizi, pulizia, sorveglianza e chioschi.

Non “spiagge abbandonate”, come qualcuno vuole far credere, ma spiagge organizzate senza il muro invisibile del biglietto d’ingresso.

I balneari protestano? Normale

Le reazioni furibonde dei concessionari erano prevedibili. Quando si tocca una rendita consolidata, la parola “esproprio” viene tirata fuori con grande disinvoltura. Ma qui non siamo di fronte a un colpo di mano:

  • il percorso è pubblico
  • il piano passa dal Consiglio comunale
  • ci saranno osservazioni, confronto, tempi tecnici
  • servirà il via libera della Regione

Altro che diktat. È politica, quella vera, che decide e poi discute.

Giovani, lavoro, spazi

C’è un altro elemento che dà fastidio: l’apertura ai giovani. L’idea di assegnare chioschi e servizi delle spiagge libere tramite bando significa rompere un sistema chiuso, offrire opportunità a chi oggi in Riviera non trova spazio se non come stagionale sottopagato.

Se questo disturba qualcuno, forse il problema non è il piano, ma il modello economico che difende.

Spotorno laboratorio, non scandalo

Spotorno rischia di diventare un caso nazionale, non per uno scandalo ma per il coraggio. In un Paese dove tutti parlano di spiagge libere e nessuno le realizza davvero, Fiorini fa una cosa semplice e difficilissima: sceglie.

E scegliere significa scontentare qualcuno. Ma significa anche dare un segnale: il mare non è proprietà privata, è un bene comune.

Un messaggio chiaro

Al sindaco di Spotorno va detto con chiarezza:
non mollare.
Non per spirito di contrapposizione, ma perché questa battaglia riguarda tutti: residenti, turisti, giovani, famiglie, cittadini normali che non vogliono più sentirsi ospiti a pagamento sulla propria costa.

Se questa è una rivoluzione, è una rivoluzione sana. E vale la pena difenderla.

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