Differenziare sì, umiliare no: la rivolta dei savonesi. L’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo oggi ai Serenella

La Presidente dell’associazione Alice Greta Marino

«Differenziare sì, ma senza differenziare i cittadini». È con questo slogan, semplice e diretto, che l’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo – nata dall’esperienza del gruppo “Savona Intelligente” – è tornata a chiamare a raccolta i savonesi per discutere del nuovo sistema di raccolta porta a porta. Un incontro partecipatissimo, alla Soms Serenella della Fornaci, dove ancora una volta la sala si è riempita di persone, testimonianza di un malessere diffuso che non si attenua.

L’obiettivo dell’associazione è chiaro: sostenere la necessità della raccolta differenziata, ma pretendere allo stesso tempo un sistema che funzioni, che non crei ulteriori problemi igienici, sanitari e sociali, e che non trasformi i cittadini in un ingranaggio sacrificabile di un meccanismo mal progettato.

«Differenziare è doveroso – ha spiegato la presidente Alice Greta Marino – ma non si può farlo compromettendo la salute pubblica o scaricando tutto sulle famiglie. Il nostro impegno continuerà finché non verrà adottato un cambiamento radicale».
Parole accolte da un pubblico che, per l’ennesima volta, ha riportato episodi concreti: sacchetti lasciati a terra, mastelli che ingombrano i marciapiedi, ratti e animali selvatici attratti dai rifiuti, bidoni condominiali trasformati in punti di accumulo di sacchi anonimi, sporcizia ovunque.

Emergenza igienico-sanitaria: l’allarme della biologa Patrini

Particolarmente apprezzato l’intervento della biologa Lucia Patrini, che ha ricordato quanto la sosta prolungata dei sacchetti in strada sia un potente attrattore per roditori e altri animali.
«Non è solo una questione di decoro – ha spiegato –. Le interazioni tra specie e la vicinanza dei rifiuti alle abitazioni aumentano il rischio di malattie e di contaminazioni. Anche i mastelli lasciati fuori e poi riportati in casa rappresentano un problema igienico serio».

Una situazione che molti savonesi conoscono bene: mastelli rovesciati o danneggiati, contenitori sporchi da dover portare in casa, marciapiedi occupati e cittadini costretti a fare i conti con un sistema che appare, ogni giorno di più, inadatto e poco sostenibile.

La questione TARI e il tema delle disparità

A completare il quadro, l’intervento di Franco Fenoglio dell’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, che ha puntato il dito su un altro aspetto tutt’altro che secondario: il costo della TARI.
«Si paga su parametri identici per tutti – ha osservato – ma chi vive in centro ha accesso continuo ai punti di conferimento, mentre chi sta nelle zone periferiche è vincolato agli orari. La disparità è evidente».

Fenoglio ha poi ricordato una mancanza rilevante: nel contratto con SEAS non è stato previsto alcun centro di recupero per piccoli oggetti riutilizzabili o riparabili, come invece avviene in altre città. «Se vogliamo davvero parlare di economia circolare, questo è un buco enorme».

Le criticità dei mastelli individuali

(Elenco dell’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo )

1) PROBLEMI IGIENICI
Sono esposti per molte ore alla sporcizia dell’esterno (deiezioni canine, contatti di animali come topi, piccioni, gabbiani, cinghiali, ulteriore spazzatura depositata da passanti). In queste condizioni devono essere poi riportati in appartamento ed igienizzati. Il rischio di contaminazione da parte di agenti patogeni è quindi alto.

2) IMPOSSIBILITA’ DI GESTIONE DELLA SPAZZATURA NON RITIRATA
Poiché Sea-S salta molti ritiri, i mastelli non svuotati devono essere riportati in casa con il loro carico di spazzatura all’interno, con evidenti criticità, soprattutto per quando riguarda i rifiuti organici.

3) PERICOLO PER VEICOLI, PEDONI E RESPONSABILITA’ IN CASO DI DANNI
Vento, intemperie o chiunque possono spostare i mastelli esposti, creando grossi rischi per pedoni e veicoli di passaggio e in sosta. Non è mai stato chiarito né formalizzato a chi competa la responsabilità in caso di danni, considerando anche che, per ovvi motivi, molti utenti non possono essere presenti nell’orario di fine raccolta, e quindi i mastelli possono rimanere sul marciapiede per molte più ore rispetto a quanto previsto dal calendario.
Inoltre, anche qualora Sea-S o Comune si assumessero la responsabilità, in caso di danno o incidente sarebbe molto difficoltoso stabilire la corretta collocazione dei mastelli da parte del titolare degli stessi, e quindi quasi impossibile dimostrare la sua estraneità al sinistro.

4) DIFFICOLTA’ DI MOVIMENTAZIONE DEI MASTELLI DA PARTE DI ANZIANI E PERSONE CON DISABILITA’
Essendo questi contenitori voluminosi e pesanti anche vuoti, le persone con problemi di deambulazione sono impossibilitate a gestirli, considerando anche la struttura di molti portoni, che presentano gradini fra ascensore ed esterno. Sea-S comunica di aver istituito un servizio apposito, ma nulla vi è di scritto o formalizzato circa questa attività. Viene richiesto di compilare un modulo e di lasciare un recapito, dopodiché si verrà contattati dagli addetti al ritiro a domicilio. Quindi tutto è affidato ad accordi verbali che possono essere facilmente negati o modificati.
Inoltre il ritiro a domicilio avverrebbe due giorni alla settimana, mentre con le altre dotazioni, ad esempio i bidoni condominiali, il conferimento è consentito tre volte alla settimana. Ne consegue che il servizio dedicato ad anziani e disabili è riduttivo e peggiorativo rispetto alle altre modalità di raccolta, con una riduzione dei conferimenti che può creare criticità, soprattutto nel caso dei rifiuti organici.

5) DISTRIBUZIONE ARBITRARIA DELLE DOTAZIONI
I mastelli sono stati lasciati in vie o in singoli condomini senza un preciso criterio e senza considerare né il numero di utenze (all’inizio erano destinati ai numeri civici con utenze inferiori a 12) né lo spazio esterno più o meno ristretto. Ne consegue che nella stessa via si passa dai bidoni condominiali ai mastelli nel giro di pochi metri, con ovvio disagio aggiuntivo per gli sfortunati ai quali sono rimasti questi ultimi in dotazione. La situazione è quindi di marcata disparità di conferimento nell’ambito delle stesse zone.

6) DEPREZZAMENTO IMMOBILI
Conseguenza del punto n.5, le abitazioni dotate di mastelli individuali saranno penalizzate anche dal punto di vista economico, poiché, a parità di prezzo e di zona, avranno più valore gli immobili serviti da dotazioni meno disagevoli.
Per tutti questi motivi, è prioritario chiedere l’eliminazione dei mastelli ovunque.

Una città che chiede ascolto e una politica che non può più far finta di nulla

Il messaggio uscito dalla Soms Serenella è limpido: i savonesi non contestano la raccolta differenziata, ma un modello calato dall’alto, in alcuni casi improvvisato, spesso poco trasparente, e che rischia di creare più problemi di quanti ne risolva.

La richiesta è unanime: rivedere l’intero sistema, restituire dignità ai quartieri, garantire sicurezza igienica, chiarezza tariffaria e un’organizzazione equa per tutti.

Savona non si oppone alla sostenibilità. Si oppone alla cattiva gestione. E lo sta facendo con una voce sempre più ferma, sempre più compatta, sempre più difficile da ignorare.

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