Consultori sotto assedio: Villapiana dice no alla sanità lontana dai quartieri

A Villapiana la protesta non è esplosa: è cresciuta giorno dopo giorno, firma dopo firma, fino a superare quota 850 adesioni. Un numero che pesa, perché racconta una paura concreta: perdere la sanità di prossimità in nome di una riorganizzazione che, sulla carta, promette efficienza, ma nella realtà rischia di produrre solo chilometri in più e servizi più lontani.

Il nodo è lo spostamento dei consultori e del centro prelievi di via Zara e via Chiappino verso la futura Casa di Comunità di via Collodi, struttura PNRR pronta a breve. Un’operazione amministrativa che però, vista dal marciapiede, appare come l’ennesimo esempio di razionalizzazione calata dall’alto.

Non è solo Villapiana

La protesta nasce nel quartiere più popoloso di Savona, ma in poche ore contagia La Rusca, Lavagnola, Santuario. Perché quei consultori non servono solo un rione: sono un presidio sanitario diffuso, usato ogni giorno soprattutto da anziani e persone con difficoltà di spostamento.

La domanda che rimbalza nei commenti online e nei banchetti per le firme è sempre la stessa:
perché spostare servizi che funzionano e sono accessibili, invece di potenziarli dove sono?

La politica scopre il problema (dopo)

L’amministrazione comunale ammette di non essere stata coinvolta. Una circostanza che apre un altro fronte: chi governa davvero la sanità territoriale?

L’assessore al Welfare Riccardo Viaggi parla apertamente di decisione non condivisa. Il consigliere Piero Santi usa parole ancora più nette, ricordando l’età media del quartiere e definendo l’ipotesi di spostamento scollegata dalla realtà sociale.

Persino la maggioranza consiliare, con il gruppo Patto per Savona, si schiera a difesa dei consultori: un segnale politico tutt’altro che scontato, che racconta un disagio interno più profondo.

Asl2: “Più servizi, più orari”

Dal canto suo ASL 2 Savonese ribadisce il copione istituzionale:
più integrazione, orari estesi, servizi potenziati, accessibilità migliorata. Parole chiave della riforma sanitaria regionale e delle Case di Comunità, che però non rispondono al punto centrale sollevato dai cittadini: la distanza fisica.

Perché un servizio, se diventa più moderno ma meno raggiungibile, rischia di essere formalmente migliore e sostanzialmente peggiore.

L’incontro con il sindaco

L’incontro tra il sindaco Marco Russo e i vertici sanitari è atteso come un passaggio decisivo. Non tanto per una soluzione immediata, quanto per capire se il dialogo sarà reale o solo procedurale.

Nel frattempo la mobilitazione cresce: nuovi banchetti, nuovi quartieri coinvolti, una rete civica che chiede una cosa semplice e antica: curarsi vicino a casa.

La vera posta in gioco

Questa vicenda va oltre Villapiana. È una cartina di tornasole della sanità ligure post-PNRR:

  • centralizzare per risparmiare
  • o distribuire per includere?

Perché la sanità territoriale non è un rendering né un acronimo europeo. È fatta di scale da salire, autobus da prendere, attese da sopportare. E quando si allontana troppo dai quartieri, non si riorganizza: si perde.

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