Dal 3 al 13 novembre interventi in via Quiliano, con senso unico alternato e nuovi disagi per automobilisti e residenti. La sicurezza è indispensabile, ma possibile che l’abbattimento degli alberi sia diventato una soluzione così frequente? E soprattutto: era questo il momento più opportuno per intervenire?
A Savona gli alberi continuano a cadere. Non per il vento, non per un temporale particolarmente violento, ma per decisione degli enti pubblici. Ogni volta la motivazione è la stessa: sicurezza e tutela della pubblica incolumità.
Motivazioni certamente importanti, che nessuno può mettere in discussione quando esistono pericoli reali. Ma viene spontaneo domandarsi se, dietro questa successione di abbattimenti, non ci sia anche un problema più generale di manutenzione, prevenzione e gestione del patrimonio arboreo.
L’ultima notizia riguarda via Quiliano, nei pressi del cimitero di Zinola, dove la Provincia di Savona ha disposto l’abbattimento di alberi lungo la strada provinciale 58.
Secondo quanto riportato da SavonaNews, i lavori si svolgeranno dal 3 al 13 novembre, dalle 8.30 alle 19, con senso unico alternato regolato da movieri, divieti temporanei di sosta e interdizione del marciapiede interessato.
Il paradosso: si interviene proprio sulla strada che dovrebbe alleggerire i disagi del ponte chiuso
Ed è qui che la vicenda assume contorni particolarmente discutibili.
Dal 12 ottobre il ponte di Zinola sull’Aurelia è chiuso per i lavori di demolizione e ricostruzione. Una chiusura pesante, che sta già mettendo a dura prova residenti, automobilisti, lavoratori e commercianti di Zinola e Vado Ligure.
Via Quiliano è diventata uno dei collegamenti importanti della viabilità alternativa, utilizzato anche da diverse linee degli autobus TPL.
Lo conferma lo stesso piano predisposto dagli enti locali e dalla Provincia per fronteggiare l’interruzione dell’Aurelia.
E proprio adesso, quando ogni strada percorribile diventa preziosa, si decide di aprire un altro cantiere, introducendo un senso unico alternato per undici giorni di calendario.
Naturalmente, se gli alberi rappresentano un pericolo immediato, intervenire è doveroso. Ma proprio per questo sarebbe importante conoscere le valutazioni tecniche che hanno portato a scegliere questo periodo.
Gli alberi sono diventati pericolosi improvvisamente? Erano già stati sottoposti a controlli? E se le criticità erano conosciute, perché non programmare gli interventi prima della chiusura del ponte?
Sono domande legittime, alle quali sarebbe utile ricevere risposte precise.
Una città che perde alberi dovrebbe almeno sapere perché
C’è poi un’altra questione, forse ancora più importante.
A Savona, come in molte altre città, gli abbattimenti degli alberi sono diventati un argomento ricorrente. Ogni intervento viene presentato come una necessità, ma raramente il cittadino riesce ad avere una visione complessiva della situazione.
Quanti alberi vengono abbattuti ogni anno? Quanti sono realmente irrecuperabili? Quanti vengono sostituiti? E soprattutto, quanti potrebbero essere salvati attraverso interventi tempestivi di cura e manutenzione?
Un albero non è un semplice elemento di arredo urbano. È ombra durante le estati sempre più calde, assorbimento di anidride carbonica, mitigazione delle temperature, biodiversità e qualità della vita.
E una strada alberata, come quella di Quiliano, possiede anche un valore paesaggistico che merita di essere tutelato.
Non si tratta di sostenere che ogni albero debba rimanere al suo posto a qualsiasi costo. Sarebbe una posizione irresponsabile. Si tratta piuttosto di chiedere che l’abbattimento sia davvero l’ultima soluzione, dopo aver valutato le possibili alternative.
Sarebbe inoltre opportuno rendere pubbliche, almeno nei loro elementi essenziali, le perizie che motivano gli interventi e indicare se è prevista la sostituzione degli esemplari eliminati.
Prima il ponte, poi gli alberi: per Zinola i disagi sembrano non finire mai
C’è infine un problema di coordinamento.
Da settimane le amministrazioni stanno cercando di individuare soluzioni per ridurre le conseguenze della chiusura del ponte. Si incontrano commercianti, si discutono modifiche alla viabilità, si promettono interventi per rendere meno pesante una situazione già complicata.
Poi arriva la notizia di un altro cantiere proprio su una delle strade interessate dalle deviazioni.
Non è una contraddizione da poco.
Perché programmare i lavori pubblici significa anche tenere conto di ciò che sta accadendo nel territorio, evitando, quando possibile, di sommare un disagio all’altro.
E se ragioni di sicurezza rendono impossibile rinviare l’intervento, sarebbe quantomeno opportuno spiegare perché non esistano alternative, anche per quanto riguarda gli orari di lavoro e la gestione del traffico.
La sicurezza non deve diventare una risposta buona per tutte le domande
Nessuno chiede di lasciare in piedi alberi pericolanti mettendo a rischio pedoni e automobilisti.
Ma la sicurezza non dovrebbe impedire di discutere della manutenzione che l’ha preceduta, della programmazione degli interventi e della possibilità di salvaguardare il verde.
Soprattutto in una città dove la tutela ambientale viene spesso richiamata nei programmi e nelle dichiarazioni pubbliche.
La Provincia dovrebbe chiarire quanti alberi saranno abbattuti, quali condizioni ne rendano necessaria la rimozione e se sia previsto un piano di nuove piantumazioni.
E dovrebbe spiegare anche perché si sia scelto di intervenire proprio adesso, con il ponte di Zinola chiuso e una viabilità già sottoposta a forti pressioni.
Perché un albero abbattuto non ricresce in pochi mesi. E una strada privata delle sue alberature non torna quella di prima semplicemente piantando qualche giovane esemplare.
A Zinola, intanto, i cittadini si preparano a convivere con altri lavori, altri rallentamenti e altri disagi.
Resta una domanda: possibile che non si riesca a programmare la sicurezza delle strade e quella degli alberi senza arrivare sempre all’emergenza?
E soprattutto, possibile che a Savona sia diventato più facile abbattere un albero che spiegare ai cittadini perché non lo si è potuto salvare?






