Colpo di scena in Consiglio comunale: dopo una lunga pausa, la mozione dei pentastellati viene superata da un accordo con la maggioranza. Arrivano impegni per alleviare i disagi di residenti e commercianti, ma politicamente a sorridere è soprattutto la giunta Russo. E una parte della maggioranza non partecipa neppure al voto.
Una mozione che avrebbe potuto mettere in difficoltà la maggioranza si è trasformata, alla fine, in un’occasione per la stessa maggioranza di presentarsi come protagonista delle soluzioni. È quanto accaduto oggi, 29 ottobre, in Consiglio comunale a Savona, durante la discussione degli interventi per alleviare i disagi provocati dalla chiusura del ponte di Zinola.
Il Movimento 5 Stelle aveva presentato una mozione con richieste concrete per residenti e commercianti, alle prese con le pesanti conseguenze dell’interruzione dell’Aurelia. Un’iniziativa che avrebbe costretto la giunta a confrontarsi pubblicamente con problemi che, da settimane, stanno mettendo in difficoltà un intero quartiere.
E invece, colpo di scena.
Dopo una lunga pausa dei lavori consiliari, la mozione originaria non è stata neppure illustrata nei termini previsti. È arrivato un accordo con il Movimento 5 Stelle e, attraverso un emendamento, la maggioranza ha potuto fare proprie le misure proposte, presentandosi come parte determinante della soluzione.
Un risultato certamente utile, almeno nelle intenzioni, per i cittadini. Ma dal punto di vista politico la partita sembra avere avuto un vincitore piuttosto evidente: la maggioranza.
Le misure positive: parcheggi, segnaletica, autobus e sostegno ai commercianti
Sarebbe sbagliato, tuttavia, lasciare che la polemica politica oscurasse gli aspetti concreti della vicenda.
Le richieste avanzate dal Movimento 5 Stelle affrontavano problemi reali, segnalati da residenti e operatori economici di Zinola e Vado Ligure.
Nel suo intervento il sindaco Marco Russo ha illustrato una serie di provvedimenti già intrapresi o da attuare.
Tra questi, la sistemazione dei parcheggi nel tratto compreso tra la rotonda e il ponte, con la proposta di destinare metà degli stalli alla sosta regolamentata con disco orario, per favorire la rotazione delle auto e l’accesso ai negozi.
Particolarmente importante anche la correzione della segnaletica stradale predisposta da Anas, che in alcuni punti rischia di far credere agli automobilisti che l’intera zona sia inaccessibile.
Un errore tutt’altro che secondario: per un’attività commerciale, un cartello che scoraggia il passaggio può significare perdere clienti ogni giorno.
Il sindaco ha riconosciuto il problema e annunciato ulteriori sollecitazioni ad Anas.
Prevista anche una verifica con TPL Linea per individuare una fermata alternativa a quella soppressa, possibilmente in via Quiliano, evitando agli utenti di dover percorrere diverse centinaia di metri per raggiungere l’autobus.
Sul fronte economico, Russo ha ricordato le modifiche al regolamento comunale che consentono agevolazioni per le attività penalizzate dalla chiusura delle strade, impegnandosi a valutare ulteriori misure compatibili con le norme vigenti.
Non mancano le proposte per organizzare iniziative capaci di riportare persone e clienti nel quartiere, coinvolgendo commercianti e associazioni di categoria.
Infine, la questione più importante: i tempi del cantiere. Il sindaco ha annunciato un prossimo confronto con Anas per verificare il cronoprogramma e sollecitare, se necessario, un’accelerazione dei lavori anche attraverso turni aggiuntivi.
Sono tutte misure ragionevoli, alcune già avviate, altre ancora da concretizzare. E meritano attenzione indipendentemente da chi potrà rivendicarne la paternità.
Ma politicamente il Movimento 5 Stelle ha fatto un regalo alla maggioranza?
Qui comincia un’altra storia.
La mozione, secondo quanto riferito, era stata presentata a ridosso della seduta proprio per evitare che la maggioranza avesse il tempo di neutralizzarla attraverso un emendamento.
Una strategia comprensibile: portare in Consiglio un problema concreto, chiedere impegni precisi e mettere ogni consigliere davanti alle proprie responsabilità.
Ma proprio quando l’iniziativa poteva produrre il suo maggiore effetto politico, è arrivato l’accordo.
La domanda, allora, è inevitabile: perché il Movimento 5 Stelle ha rinunciato a portare fino in fondo il confronto sulla propria mozione?
È legittimo sostenere che, quando sono in gioco gli interessi dei cittadini, un accordo sia preferibile allo scontro. Ed è certamente vero che l’opposizione non deve votare contro una proposta utile soltanto perché condivisa dalla maggioranza.
Ma esiste anche un altro aspetto, che riguarda il ruolo politico dell’opposizione.
Il Movimento 5 Stelle aveva sollevato il problema, individuato alcune soluzioni e chiesto all’amministrazione di assumersi responsabilità precise. Alla fine, però, ha consentito alla maggioranza di condividere la regia politica dell’operazione, attenuando sensibilmente il confronto che la mozione avrebbe potuto provocare.
E tutto questo mentre ci troviamo in piena campagna elettorale per le prossime comunali.
E se la maggioranza avesse dovuto votare contro?
È probabilmente la domanda più interessante dell’intera vicenda.
Che cosa sarebbe accaduto se la mozione originaria fosse arrivata al voto senza modifiche?
La maggioranza avrebbe potuto approvarla, riconoscendo di fatto la validità dell’iniziativa dell’opposizione. Oppure respingerla, assumendosi la responsabilità politica di un voto contrario a richieste pensate per alleviare i disagi di cittadini e commercianti.
Naturalmente, non possiamo sapere quale sarebbe stata la scelta. Ma sarebbe stato interessante vedere come ogni consigliere avrebbe motivato il proprio voto.
Con l’accordo, questo confronto è stato sostanzialmente evitato.
E c’è un particolare che merita attenzione: una parte della maggioranza non ha partecipato alla votazione.
Un elemento politicamente significativo, sul quale sarebbe opportuno avere spiegazioni. Non basta infatti rivendicare l’attenzione ai problemi di Zinola: occorre anche assumersi pubblicamente la responsabilità delle decisioni consiliari.
Il paradosso è evidente. Il Movimento 5 Stelle ha acceso i riflettori sul problema, ma ha finito per offrire alla maggioranza la possibilità di uscire dalla seduta senza il rischio di un voto politicamente scomodo.
Un’occasione politica persa o una scelta di responsabilità?
Non si tratta di sostenere che il Movimento 5 Stelle avrebbe dovuto rifiutare qualsiasi compromesso.
La politica, soprattutto quando affronta problemi concreti, deve anche saper trovare soluzioni condivise.
Ma un’opposizione deve saper distinguere tra collaborazione istituzionale e rinuncia alla propria iniziativa politica.
I consiglieri Federico Mij e Manuel Meles avevano presentato richieste precise, comprese modifiche alla viabilità, interventi sul trasporto pubblico, parcheggi a tempo, spazi per il carico e scarico delle merci e agevolazioni fiscali per le attività danneggiate.
Un lavoro che avrebbe meritato una discussione pubblica approfondita e una chiara assunzione di responsabilità da parte dell’amministrazione.
Invece, almeno sul piano dell’immagine, la maggioranza ha potuto trasformare una sollecitazione dell’opposizione in un risultato condiviso, senza dover affrontare fino in fondo le possibili conseguenze politiche del confronto.
Forse i consiglieri pentastellati hanno privilegiato il risultato pratico. Una scelta rispettabile. Ma è altrettanto legittimo domandarsi se non abbiano ceduto troppo facilmente un vantaggio politico, proprio quando le elezioni comunali si avvicinano.
Adesso basta annunci: Zinola aspetta i fatti
C’è però una questione che dovrebbe interessare tutti, maggioranza e opposizione: gli impegni assunti saranno realmente mantenuti?
Perché i commercianti non pagano gli affitti con gli emendamenti, non recuperano gli incassi perduti con le dichiarazioni del sindaco e non riportano i clienti nei negozi grazie a una votazione consiliare.
Servono parcheggi utilizzabili, cartelli chiari, fermate degli autobus accessibili, agevolazioni economiche effettive e soprattutto un cantiere che proceda con ritmi adeguati.
Il sindaco ha spiegato che la decisione di chiudere completamente il ponte è stata assunta da Anas per ragioni tecniche e di sicurezza. Una motivazione che va rispettata.
Ma proprio perché la chiusura comporta sacrifici importanti, diventa indispensabile pretendere tempi certi, controlli sull’avanzamento dei lavori e informazioni puntuali ai cittadini.
E sarebbe opportuno che il Consiglio comunale tornasse periodicamente sull’argomento, verificando quali impegni siano stati rispettati e quali siano rimasti sulla carta.
La maggioranza oggi può considerarsi politicamente soddisfatta. Il Movimento 5 Stelle può rivendicare di aver contribuito a ottenere impegni concreti. Ma i veri vincitori dovranno essere gli abitanti e i commercianti di Zinola.
E questo, per ora, è ancora tutto da dimostrare.
Resta infine una considerazione: se la mozione fosse stata discussa e votata nella sua formulazione originaria, probabilmente avremmo assistito a un confronto politico ben diverso, forse anche a qualche imbarazzo tra i banchi della maggioranza.
Invece, con un accordo, tutti hanno potuto rivendicare qualcosa.
O quasi tutti.
Perché chi oggi ha dovuto abbassare le serrande, chi ha perso clienti e chi deve affrontare ogni giorno deviazioni e disagi non ha bisogno di vincitori politici.
Ha bisogno di vedere gli operai al lavoro, i problemi risolti e il ponte riaperto il prima possibile.
E speriamo che, almeno questa volta, alle parole seguano i fatti. Perché a Zinola di promesse ne hanno già sentite abbastanza.





