Stadio Bacigalupo, la storia infinita di una riqualificazione: tanti annunci, pochi risultati e ora anche i finanziamenti regionali sfumati

Da anni si parla di restituire a Savona uno stadio dignitoso. Progetti, promesse, interventi parziali e continui rinvii hanno accompagnato la vicenda del Bacigalupo. Ora arriva un’altra notizia poco incoraggiante: la Regione Liguria distribuisce quasi quattro milioni di euro per riqualificare cinque impianti sportivi, ma Savona rimane fuori. E per il Comune si prospetta la necessità di trovare altre risorse.

Una storia che parte da lontano

Lo stadio Valerio Bacigalupo, per decenni punto di riferimento del calcio savonese, è diventato nel tempo uno dei simboli delle difficoltà della città nel conservare e valorizzare il proprio patrimonio sportivo.
La struttura, inaugurata nel 1959, ha conosciuto stagioni importanti, ma anche un progressivo deterioramento, fino alle limitazioni di utilizzo e alle chiusure di alcuni settori.
Il problema non nasce certamente con l’amministrazione Russo. Le responsabilità politiche e amministrative si distribuiscono lungo molti anni, durante i quali il Bacigalupo è stato oggetto di discussioni, proposte e interventi che non sono riusciti a restituirgli pienamente la funzionalità di un tempo.
Tuttavia, chi governa oggi Savona ha il compito di affrontare e possibilmente risolvere una situazione ereditata. E dopo diversi anni di amministrazione, non basta più ricordare le responsabilità di chi è venuto prima.

Dal 2022 al 2024: i primi progetti e le prime delusioni

Già nell’aprile 2022 l’assessore allo Sport Francesco Rossello parlava della necessità di riaprire rapidamente il Bacigalupo, rinviando a un secondo momento gli interventi più impegnativi.
L’amministrazione aveva scelto di procedere con una gara per la gestione dell’impianto e con lavori essenziali, stimati allora intorno ai 300 mila euro, anziché seguire la proposta di project financing avanzata dal Savona Calcio.
L’obiettivo dichiarato era quello di riportare il calcio savonese nel proprio stadio.
Nel 2023 arriva un altro passaggio importante. Con la deliberazione di Giunta n. 182 del 9 ottobre, il Comune approva in linea tecnica un progetto di fattibilità per partecipare al bando nazionale Sport e Periferie 2023.
Ma nel gennaio 2024 arriva la doccia fredda: Savona non ottiene il finanziamento.
L’assessore Rossello ammette le difficoltà economiche e ribadisce l’intenzione di riportare stabilmente il Savona a giocare al Bacigalupo.
Intanto si continua a parlare di interventi, omologazioni e lavori necessari. Ma il problema sostanziale rimane irrisolto.

Il 2025: la visita di Bucci e le nuove speranze

Nel marzo 2025 il presidente della Regione Marco Bucci visita il Bacigalupo.
Le immagini diffuse dalla Rai mostrano uno scenario tutt’altro che incoraggiante: vegetazione cresciuta sugli spalti, tribune inagibili e persino un sottopasso verso gli spogliatoi allagato.
Si discute di due possibilità: riqualificare la struttura esistente oppure ricostruirla, tenendo conto anche delle condizioni idrogeologiche dell’area.
Per il solo rifacimento del terreno di gioco in sintetico viene indicato un costo di circa 450 mila euro. Un intervento che, da solo, non permetterebbe comunque di riaprire le tribune al pubblico.
La visita di Bucci alimenta nuove speranze. Secondo quanto successivamente dichiarato dal consigliere regionale Angelo Vaccarezza, il presidente si sarebbe impegnato a sostenere economicamente la riqualificazione attraverso il Fondo Strategico Regionale.
Ancora una volta, dunque, sembra che la soluzione sia vicina.

Il 2026: arrivano i finanziamenti, ma diminuiscono

Il progetto assume dimensioni economiche ben diverse rispetto agli interventi ipotizzati nel 2022.
Si parla ormai di una riqualificazione complessiva da circa tre milioni di euro, con un contributo regionale inizialmente previsto pari al 70% e una compartecipazione comunale del 30%.
Ma nell’aprile 2026 arriva un nuovo ostacolo: la Regione riduce la propria quota di finanziamento al 50%.
In sostanza, il Comune deve trovare circa un milione e mezzo di euro, anziché i circa 900 mila inizialmente ipotizzati.
Una differenza di circa 600 mila euro che mette in difficoltà la programmazione dell’intervento.
L’amministrazione savonese contesta la riduzione del contributo, mentre dalla Regione si sottolinea che uno stanziamento importante è comunque stato previsto.
Il risultato, però, non cambia: i lavori slittano.

Ottobre 2026: cinque stadi finanziati, il Bacigalupo ancora in attesa

Ed eccoci all’ultima novità, riportata oggi, 29 ottobre, dalla Stampa.
La Regione Liguria finanzia interventi su cinque impianti sportivi per complessivi 3 milioni e 978 mila euro.
I beneficiari sono Genova, Cairo Montenotte, Borgio Verezzi, Noli e Sestri Levante.
Particolarmente significativo il caso di Cairo Montenotte, dove per lo stadio Lionello Rizzo è previsto un investimento di 1 milione e 591 mila euro, con oltre 1,1 milioni a carico della Regione.
Anche Borgio Verezzi e Noli ottengono interventi da 600 mila euro ciascuno, con il 70% di contributo regionale.
Savona, invece, non compare tra i beneficiari di questa ripartizione.
Attenzione, però: non significa che il Bacigalupo sia completamente privo di finanziamenti regionali. L’assessore Rossello ricorda che per lo stadio savonese è già previsto un contributo di circa 1,6 milioni di euro attraverso il Fondo Strategico Regionale.
La differenza, tutt’altro che secondaria, è che per gli altri impianti il contributo regionale arriva al 70%, mentre per il Bacigalupo è stato ridotto al 50%.
Una disparità che meriterebbe una spiegazione più approfondita.

E intanto il Bacigalupo rimane il Bacigalupo

Nel programma triennale delle opere pubbliche 2026-2028 del Comune di Savona compare un intervento di manutenzione straordinaria e realizzazione del campo in erba sintetica, per un importo complessivo di circa 3,165 milioni di euro, con annualità di avvio indicata nel 2027.
Dunque, almeno sulla carta, il progetto esiste e le cifre sono importanti.
Ma i cittadini e gli sportivi non possono utilizzare un progetto sulla carta per assistere a una partita.
Non si può neppure ignorare che l’amministrazione Russo, in questi anni, abbia annunciato e sostenuto numerosi progetti di riqualificazione del patrimonio cittadino, dai contenitori culturali agli edifici storici.
Interventi certamente importanti, ma che ripropongono una domanda: nella scala delle priorità dell’amministrazione comunale, quale posto occupa realmente il Bacigalupo?
Perché uno stadio non è soltanto un campo da calcio. È un luogo di aggregazione, un pezzo di storia cittadina, un patrimonio sportivo e sociale.
E Savona, che pure vanta una lunga tradizione calcistica, meriterebbe qualcosa di meglio di un impianto che da anni aspetta di essere restituito pienamente alla città.

Le domande alle quali qualcuno dovrebbe rispondere

Dopo quattro anni di amministrazione Russo, sarebbe opportuno conoscere finalmente una serie di risposte concrete.
Quanto è stato effettivamente speso fino a oggi per progettazioni e interventi sul Bacigalupo? Quali risorse sono già formalmente disponibili? Come intende il Comune coprire la maggiore quota finanziaria richiesta dopo la riduzione del contributo regionale? Quando potranno partire realmente i lavori? E soprattutto, quando sarà possibile tornare ad assistere a una partita con il pubblico sugli spalti?
Sono domande legittime, alle quali sarebbe auspicabile rispondere con atti, cifre e date, anziché con l’ennesima dichiarazione di intenti.
C’è infine una questione politica.
Il Bacigalupo non può diventare una partita a ping-pong tra Comune e Regione, nella quale ciascuno attribuisce all’altro la responsabilità dei ritardi.
La Regione sostiene di aver messo a disposizione risorse significative. Il Comune lamenta la riduzione della percentuale di finanziamento. Entrambe le posizioni possono contenere elementi fondati.
Ma ai savonesi interessa soprattutto il risultato.
Dal 2022 al 2026 abbiamo assistito a progetti, bandi, finanziamenti mancati, visite istituzionali, nuovi stanziamenti e successive riduzioni. Quello che ancora manca è il cantiere capace di restituire davvero lo stadio alla città.
E con le elezioni comunali sempre più vicine, il rischio è che il Bacigalupo finisca nuovamente al centro della campagna elettorale, accompagnato dalle consuete promesse di rinascita.
Perché, a Savona, la riqualificazione dello stadio sembra essere diventata una specialità sportiva tutta particolare: si continua a giocare la partita degli annunci, ma il fischio finale non arriva mai.
E purtroppo, a perdere, sono sempre gli stessi: i cittadini e gli sportivi savonesi.

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