
Il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti a Savona continua a generare tensioni e polemiche. Ma negli ultimi mesi è accaduto qualcosa di diverso rispetto al passato: i cittadini non si limitano più alle proteste sui social o alle lamentele nei quartieri. Si stanno organizzando. E a guidare questa mobilitazione è soprattutto l’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo, che da tempo chiede regole chiare e uguali per tutti.
Il caso esploso in via Montenotte è diventato il simbolo di una gestione che molti residenti definiscono confusa e disomogenea. In alcuni palazzi, su richiesta degli amministratori condominiali, sono state installate isole ecologiche con bidoni a chiave, al posto dei mastelli individuali. Una soluzione che molti cittadini chiedono da mesi.
Il problema è che la stessa via oggi presenta sistemi di raccolta diversi a pochi metri di distanza:
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condomìni con mastelli porta a porta,
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palazzi dotati di bidoni con chiave,
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altri ancora che utilizzano contenitori con card elettronica.
Una situazione che, secondo molti residenti, crea confusione e soprattutto una evidente disparità di trattamento tra cittadini che abitano nella stessa strada.
L’azione dell’associazione
È proprio su questo punto che l’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo ha deciso di alzare il livello dello scontro con il Comune e con la società Sea-S, incaricata della raccolta.
La presidente Alice Greta Marino ricorda che prima di arrivare allo scontro legale sono state percorse tutte le strade del confronto:
petizioni, segnalazioni formali, incontri pubblici e richieste di chiarimento.
Secondo l’associazione, però, queste iniziative non hanno portato risultati concreti.
Il fatto che alcune richieste siano state accolte solo dopo pressioni e contestazioni ha rafforzato la convinzione che senza un’azione legale difficilmente si otterranno criteri uniformi e trasparenti.
Per questo motivo l’associazione ha deciso di avviare un’iniziativa legale nei confronti dell’amministrazione comunale e della società che gestisce il servizio.
L’obiettivo dichiarato è semplice: ottenere un sistema di raccolta equo, con regole identiche per tutti i quartieri e per tutti i condomìni.
La battaglia per un modello più equo
Diritti, Cultura e Sviluppo è nata proprio durante il dibattito sul nuovo sistema di raccolta porta a porta. L’associazione chiede da tempo un modello basato su isole ecologiche accessibili con card, con contenitori adeguati per le diverse tipologie di rifiuti, compresi plastica e apparecchi elettronici.
Secondo l’associazione, le scelte adottate finora dall’amministrazione hanno finito per dividere i cittadini, creando quartieri con sistemi diversi e spesso poco funzionali alla vita quotidiana.
Nel mirino c’è anche il principio di uguaglianza dei servizi pubblici. L’associazione richiama infatti l’articolo 3 della Costituzione, che impone alla pubblica amministrazione di garantire parità di trattamento tra i cittadini, e l’articolo 32, che tutela la salute come diritto fondamentale.
Un altro fronte: le deiezioni canine
Nel frattempo sul tema dei rifiuti si è aperto anche un altro fronte, questa volta legato alla gestione delle deiezioni canine.
Il Partito Animalista Italiano e l’Osservatorio Savonese Animalista hanno scritto alla società Sea-S chiedendo indicazioni chiare su dove debbano essere conferiti i sacchetti utilizzati dai proprietari di cani.
La richiesta nasce da una contraddizione evidente:
i nuovi cestini stradali vietano l’inserimento dei sacchetti, ma nelle informazioni diffuse ai cittadini non sono state fornite indicazioni specifiche su come smaltirli.
Considerando che a Savona si stimano circa 8.000 cani, la questione riguarda una parte significativa della popolazione.
Le associazioni animaliste lamentano di non aver ricevuto risposta alla richiesta di chiarimenti e hanno quindi inviato un sollecito formale, chiedendo maggiore collaborazione tra istituzioni e cittadini.
Una città in cerca di chiarezza
Il dibattito sulla raccolta dei rifiuti a Savona sta dunque assumendo contorni sempre più ampi. Non si tratta più soltanto di un problema tecnico, ma di un confronto tra cittadini organizzati e amministrazione pubblica sulla qualità dei servizi urbani.
La sensazione diffusa è che il sistema sia ancora in fase di continua revisione e adattamento. Ma nel frattempo crescono le richieste di regole chiare, uniformi e comprensibili per tutti.
E mentre l’amministrazione continua il tour di incontri nei quartieri per spiegare il nuovo sistema, una parte della cittadinanza ha ormai scelto un’altra strada: quella delle azioni legali e della mobilitazione civica.
Segno che sul tema dei rifiuti, a Savona, la pazienza di molti cittadini sembra essersi ormai esaurita.






