Dopo anni di chiusure, tagli di posti auto e nuove regole sulla sosta, anche dai banchi della maggioranza arriva la protesta per la carenza di parcheggi
A Savona succedono cose curiose. Talvolta capita persino che un consigliere della maggioranza finisca per criticare gli effetti delle decisioni prese dalla stessa maggioranza che sostiene.
È quanto accaduto con il consigliere comunale del Partito Democratico Aureliano Pastorelli, che nei giorni scorsi ha affidato ai social uno sfogo destinato a far discutere. Al centro della vicenda c’è il quartiere della Villetta, dove i residenti denunciano da tempo una cronica carenza di parcheggi e, nelle ultime settimane, una raffica di multe per divieto di sosta.
Pastorelli non ha usato mezzi termini. Ha raccontato di cittadini costretti a girare per ore alla ricerca di un posto auto e di un clima di crescente esasperazione. Secondo il consigliere, la situazione sarebbe peggiorata dopo l’intensificazione dei controlli, con sanzioni che colpiscono persone che, a suo dire, non parcheggiano in modo irregolare per maleducazione ma per necessità.
Parole che hanno immediatamente acceso il dibattito politico.
La particolarità della vicenda, però, è un’altra. A lamentare le conseguenze della politica dei parcheggi non è un esponente dell’opposizione ma un consigliere che da quattro anni sostiene l’amministrazione Russo e che ha votato tutti i principali provvedimenti urbanistici e di mobilità adottati dalla maggioranza.
È il classico caso di fuoco amico.
La replica più dura è arrivata dal consigliere Fabio Orsi, che ha ricordato come le scelte sulla mobilità cittadina, la gestione della sosta e gli indirizzi generali in materia di parcheggi siano stati approvati proprio dalla coalizione di cui Pastorelli fa parte. In sostanza: chi governa oggi Savona non può fingere di essere all’opposizione di sé stesso.
Una critica che, al di là della polemica politica, pone una questione reale.
Da anni i residenti della Villetta lamentano una situazione complicata. Il quartiere, pur essendo a ridosso del centro cittadino, non beneficia delle stesse agevolazioni previste per altre zone. Nel frattempo molti automobilisti provenienti dal centro, dotati di permesso residenti, finiscono per occupare gli stalli disponibili nella zona, aumentando ulteriormente la pressione su un numero di parcheggi già insufficiente.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: auto parcheggiate dove capita, residenti esasperati e una crescente conflittualità tra esigenze quotidiane e rispetto delle regole.
La domanda che emerge dalla vicenda è semplice.
Se il problema è così evidente da spingere un consigliere di maggioranza a denunciarlo pubblicamente, perché in questi anni non è stata trovata una soluzione?
Lo stesso Pastorelli propone di valutare l’utilizzo di alcune aree del Santuario per creare nuovi posti auto. Una proposta che può essere condivisa o meno, ma che dimostra come il problema sia tutt’altro che improvviso.
In fondo questa storia racconta molto della Savona amministrata negli ultimi anni. Prima si riducono gli spazi disponibili, poi si scopre che mancano i parcheggi. Prima si ignorano le segnalazioni dei residenti, poi ci si accorge del malcontento quando arrivano le multe.
E così il consigliere Pastorelli, probabilmente senza volerlo, ha finito per certificare pubblicamente ciò che molti cittadini sostengono da tempo: il problema dei parcheggi a Savona esiste, è serio e non può essere liquidato con qualche verbale in più.
Resta solo da capire se il suo sia stato un semplice sfogo da residente o il primo segnale di un malessere che inizia a serpeggiare anche all’interno della stessa maggioranza.






