Inceneritore, lunedì il nodo arriva in Consiglio comunale a Cairo: il sindaco dovrà chiarire la posizione del Comune

Lunedì 9 marzo alle ore 8.30 il Consiglio comunale di Cairo Montenotte tornerà a riunirsi in seduta pubblica. Tra i diversi punti all’ordine del giorno, uno in particolare attirerà l’attenzione della politica locale e dei cittadini della Val Bormida: l’interrogazione sull’inceneritore.

Il tema compare formalmente nell’ordine del giorno con una interrogazione presentata dai consiglieri Fulvio Briano, Renzo Berretta e Alberto Poggio, che chiedono chiarimenti al sindaco Paolo Lambertini sul comportamento dell’amministrazione nelle sedi istituzionali regionali.

La domanda è semplice ma politicamente pesante:
il Comune di Cairo ha davvero formalizzato la propria contrarietà all’inceneritore oppure si è limitato alle dichiarazioni pubbliche?

La questione del “dissenso qualificato”

L’interrogazione entra nel merito di un punto molto preciso della procedura amministrativa: il cosiddetto “dissenso qualificato”.

Non basta infatti dichiararsi contrari. Perché la posizione di un Comune abbia peso nei procedimenti regionali, deve essere formalizzata con atti, relazioni tecniche e studi che dimostrino in modo documentato le ragioni della contrarietà all’impianto.

I consiglieri chiedono quindi al sindaco di chiarire:

  • se e come siano state trasmesse alla Regione le delibere di contrarietà all’inceneritore approvate dal Comune;

  • se sia stato formalizzato un dissenso qualificato, cioè accompagnato da documentazione tecnica e sanitaria;

  • se il Comune abbia chiesto che il “no” di Cairo e della Val Bormida venga considerato vincolante nel processo decisionale.

Domande tutt’altro che formali. Perché nella partita degli impianti di smaltimento rifiuti la differenza tra una posizione politica e un atto amministrativo può essere enorme.

Val Bormida sempre più preoccupata

Negli ultimi mesi il dibattito sull’eventuale realizzazione di un inceneritore in Val Bormida è diventato sempre più acceso.

Il territorio porta ancora addosso decenni di eredità industriali e ambientali, dalla vicenda dell’ex Acna fino ai problemi sanitari e ambientali che hanno segnato la valle per generazioni. Per questo l’ipotesi di un nuovo impianto di combustione dei rifiuti viene vissuta da molti cittadini e comitati come l’ennesima imposizione su un territorio già duramente provato.

In questo contesto cresce la richiesta di chiarezza verso le istituzioni locali.

Non bastano le parole

Il nodo politico è proprio questo: le parole non bastano più.

Il governatore ligure Marco Bucci ha più volte dichiarato di avere a cuore la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente. Parole che però molti in valle giudicano insufficienti se, parallelamente, continua a circolare l’ipotesi di nuovi impianti di incenerimento.

Da qui la richiesta che il Comune di Cairo faccia fino in fondo la propria parte.

Se davvero l’amministrazione è contraria all’inceneritore, allora – sostengono i promotori dell’interrogazione – questa contrarietà deve essere messa nero su bianco, con atti formali e con un dissenso forte nelle sedi istituzionali.

Perché la Val Bormida, dopo decenni di servitù industriali, non vuole più essere considerata un territorio disponibile per nuovi impianti legati allo smaltimento dei rifiuti.

Un Consiglio che potrebbe chiarire molto

Il Consiglio comunale di lunedì potrebbe quindi diventare un passaggio importante per capire quale sia davvero la posizione del Comune di Cairo Montenotte in questa partita.

Se si tratta di un “no” politico destinato a restare tale, oppure di una opposizione amministrativa concreta capace di incidere nelle decisioni regionali.

La risposta del sindaco Lambertini sarà osservata con attenzione non solo dai consiglieri comunali, ma anche da cittadini, comitati e amministrazioni della valle, che da mesi chiedono una cosa semplice: chiarezza.

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