Sambin parla chiaro, la politica balbetta

L’assemblea degli Industriali di Savona festeggia gli 80 anni: applausi alla presidente, imbarazzo per i politici

Foto savonanews

L’Unione Industriali della provincia di Savona ha celebrato i suoi 80 anni nello stabilimento Alstom di Vado Ligure, cuore storico della manifattura e simbolo di un territorio che non si arrende. La presidente Caterina Sambin, prima donna a guidare l’associazione, ha colpito nel segno: nel suo intervento ha messo sul tavolo tutti i nodi che strozzano lo sviluppo savonese – infrastrutture stradali e ferroviarie, digitale, rischio idrogeologico – senza giri di parole.

Ha definito la viabilità del savonese una vera e propria “tragedia”: con strade ferme agli anni ’70 e collegamenti mai realizzati, il rischio è la marginalizzazione definitiva. E ha ricordato che senza interventi concreti, il territorio e le sue imprese non potranno mai competere né attrarre investimenti.

La Sambin ha avuto il coraggio di dire ciò che tutti sanno ma pochi ammettono: la provincia vive da anni di promesse mancate e di progetti eternamente incompiuti. L’elenco è noto e doloroso: Aurelia bis, Albenga-Carcare-Predosa, la superstrada di Vado, il casello di Bossarino. Tutte opere annunciate a più riprese, ma mai viste. Intanto, però, si autorizzano piattaforme logistiche o impianti impattanti senza che esista un collegamento stradale adeguato. Poi le strade si faranno e naturalmente le pagherà lo Stato nel silenzio dei politici.

E qui arriviamo al punto dolente: la politica. Sul palco c’erano il viceministro Edoardo Rixi e l’assessore regionale Paolo Ripamonti. Ma alle domande implicite e chiarissime della Sambin – perché siamo fermi da decenni? perché si costruisce senza pianificazione complessiva? – la risposta è stata la solita: frasi di rito, buone intenzioni, la promessa di “tenere alta l’attenzione”. Nessun impegno, nessuna data, nessun atto concreto. il solito nulla di fatto

La sensazione è che i politici abbiano partecipato all’assemblea più per la passerella che per offrire soluzioni. Un copione che Savona conosce bene: mentre le imprese chiedono visione e infrastrutture, la politica preferisce navigare a vista, rinviando all’infinito.

Alla fine, la differenza è stata netta: la Sambin ha parlato da guida, con coraggio e concretezza; la politica ha recitato il solito rituale delle giustificazioni. E se la provincia continua a perdere terreno, non è certo colpa degli imprenditori che chiedono infrastrutture: è colpa di chi da decenni promette senza fare. Il solito nulla di fatto

P.S. La dichiarazione di Ripamonti sul termovalorizzatore “La provincia di Savona è pronta a rinunciare a 300 megawatt di energia dai rifiuti?” merita un articolo a parte

Condividi

Lascia un commento