Laigueglia


Ma sì… attracchiamo a Laigueglia

Si sapeva da un po’. Oggi abbiamo avuto dalla stampa la certezza che di fianco all’approdo intelligente verranno posizionate sei boe d’’attracco per imbarcazioni di venti metri. Tre a ponente del molo tre a levante. Lo scopo dichiarato è quello di “far turismo”, attirando nel nostro golfo frotte di gente spendaiola e gaudente che ci possa riempire le tasche di frusciante denaro. Ma a parte la funzionalità dell’opera che è ancora da vedere ci si dimentica sempre che il turista di solito ha delle mete motivate. 
Come diceva la signora Cappelluto proprio la settimana scorsa, finalmente con i piedi per terra, sempre a mezzo stampa e coprendosi il capo di cenere, le cose che inducono a scegliere la Liguria in genere sono essenzialmente due: il sole e il mare. Si è dimenticata la presidente degli albergatori di citare la ricettività (alberghi, parcheggi, verde, paesaggio, pulizia) che dovrebbe indurre una certa frangia di turisti , quelli spendaioli e ricchi ad esempio a scegliere Laigueglia come meta. Ma vediamo che cosa potrà vedere il turista che attracca a Laigueglia. Un molo non finito. Il primo bar che incontrerà scendendo dall’imbarcadero sarà quell’obbrobrio dotato di seggiole di plastica bianca da tre euro all’ingrosso che potrebbero vincere il Premio Squallore. Un po’ come le manifestazioni che stanno caratterizzando il paese. Che costeranno anche poco ma sono portate avanti dall’encomiabile impegno di volontari che si fanno sbattere a destra e a manca da tutti (comune in primis ben contento di sbolognare ingrati compiti ad altri) ma che danno al pubblico, non pagante peraltro, palloncini e musica assordante corredata ad improbabili guitti che non si sa da dove arrivino. Questi al momento i due leit motiv di una stagione che non si sa dove ci porterà. Lo spread esistente tra comune spendaiolo e turista è allo stato in inipotizzabile. E di tedeschi in giro non se ne vedono.

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